Diritto alla casa


GC Reggio Emilia  – 12 febbraio 2012 – Sede aperta, GC in prima linea per il diritto alla casa

La Federazione reggiana di Rifondazione Comunista rimarrà aperta in questi giorni per poter dare riparo e conforto ai senzatetto, vittime particolarmente esposte alla morsa del gelo. La sede rimarrà aperta dalle 19 alle 21 e ospiterà le persone fino alle 8 del mattino seguente.

I GiovaniComunisti, come organismo giovanile del partito, faranno la loro parte e aiuteranno le operazioni in prima linea per poter garantire a queste persone, almeno per qualche notte, il diritto di un tetto, di una casa, di un letto. Come direbbe l’assessor Cangini, «Fatti, non pugnette!»

Siamo però fermamente convinti che la semplice carità, non importa se cristiana o laica, non sia sufficiente. Come comunisti pensiamo che il diritto ad un’abitazione esista sempre, non solo nelle occasioni di emergenza. Siamo ben cosapevoli che fra qualche giorno queste persone che ospitiamo saranno nuovamente nelle sale d’attesa delle stazioni e negli angoli e sui marciapiedi della città. E’ necessario tornare a parlare del diritto ad un tetto sopra la testa, dobbiamo avere ben chiaro in mente che solo delle case popolari dignitose possono porre rimedio a questo problema dilagante, particolarmente accentuato in questo periodo dalla crisi e dai tagli del governo Monti.

Vogliamo quindi che questa iniziativa non venga letta come un semplice gesto di pietà ma come il primo piccolo necessario passo per avviare un programma più ampio ed articolato che punti a risolvere il problema alla radice, rivendicando, per esempio:

  • che venga avviato un piano di costruzione di edilizia popolare che allarghi l’offerta attuale di Acer e Comune
  • che vengano requisiti tutti gli alloggi tenuti vuoti dai grandi gruppi immobiliari a fini meramente speculativi, e che vengano affittati a un costo mai superiore a un terzo dello stipendio
  • blocco degli sfratti e degli sgomberi per chi ha perso il lavoro o è in cassaintegrazione 

Ci rammarichiamo inoltre che l’amministrazione di Reggio Emilia non abbia preso in mano la situazione. Il problema si sarebbe risolto molto più facilmente se il comune avesse messo a disposizione stabili adeguati, come per esempio qualche palestra riscaldata, con tanto di docce e servizi vari. Forse, gli stessi senzatetto avrebbero goduto di un po’ di dignità in più.

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