Accertamento

Rimprovero al domiciliatario disattento

L’errata compilazione dei preavvisi pregiudica la speditezza dell’attività di visita e controllo all’arrivo delle merci e ostacola il pubblicistico accertamento doganale. Pertanto, la società autorizzata alla procedura di domiciliazione prevista all’art 76, par.1, lettera c, del reg. CEE 2913/92 (CDC), per l’immissione in libera pratica, il deposito doganale, il transito esterno e le esportazioni, viene formalmente richiamata ad una più attenta e scrupolosa osservanza della vigente disciplina sulla procedura semplificata di accertamento doganale, e avvisata che saranno adottati gli opportuni provvedimenti di sospensione o revoca dell’autorizzazione alla domiciliazione qualora dovesse insistere in irregolarità procedurali che facciano temere il pericolo di abusi. Continua a leggere

Le visite in domiciliata senza il 303

Dal riesame della questione è però emersa l’assenza dei presupposti di fatto costitutivi le violazioni descritte dall’art. 303 del testo unico approvato con DPR 43/1973: fattispecie che si verificano allorquando siano stati commessi errori nella dichiarazione che, nel nostro caso, non sussisteva al momento della constatazione delle difformità invece contenute nelle comunicazioni di arrivo delle merci. Rimane quindi evidente come, l’iscrizione produttrice degli effetti giuridici dell’accettazione della dichiarazione doganale ai sensi dell’art. 10 del DM 548/1992, ricomposte ormai le difformità contenute nella preventiva comunicazione data dal soggetto autorizzato, non integrava quelle differenze tra l’accertato e il dichiarato contemplate dalla norma sanzionatrice contestata dall’ufficio. Continua a leggere

Superamento del plafond. La sanzione al consulente

“Nelle violazioni punite con sanzioni amministrative ciascuno risponde della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa.”
Il consulente tributario che ha ricevuto un incarico dal proprio cliente e che ha quindi il dovere di attendere a tale incarico con adeguata diligenza professionale, prevista anche dalla deontologia del suo ordine od albo professionale, è direttamente responsabile delle violazioni amministrative tributarie che commette, in azioni od omissioni, nella sua normale attività, salvo quelle commesse, senza dolo o colpa grave, nell’eccezionalità delle questioni di speciale difficoltà. Continua a leggere

Violazioni alla Lomè. Lieto fine per gli importatori

Le decisioni della Commissione europea su richieste di sgravio o di rimborso dei dazi, ai sensi dell’art. 899 e seguenti del Reg. CEE 2454/1993, hanno una valenza circoscritta ai singoli casi costituendo una eccezione al normale regime delle importazioni. Inoltre, l’art. 908, co.3, (nel testo modificato dal Reg.CEE 1335/2003) stabilisce che “Quando la decisione di cui all’articolo 907 stabilisca che la situazione particolare esaminata giustifica la concessione del rimborso o dello sgravio, la Commissione può, alle condizioni da essa determinate, abilitare gli Stati membri a rimborsare o abbuonare i dazi quando si sia in presenza di elementi di fatto e di diritto comparabili”. Continua a leggere

Accisa sospesa

Rimborso sul Rum

Le disposizioni generali concernenti le accise accordano il rimborso sia ai prodotti già assoggettati che vengono avviati ad un deposito fiscale sia a quelli che sono trasferiti in un altro Stato membro o esportati. In ogni caso, la domanda deve essere presentata dal soggetto che nell’ambito della propria attività economica ha la disponibilità dei prodotti, all’Ufficio delle dogane competente all’emissione del richiesto provvedimento di rimborso perché territorialmente competente sul luogo dove si trovano i medesimi prodotti. Ai sensi dell’art. 29, comma 4, della legge 29 dicembre 1990, n. 428, la domanda di rimborso deve essere comunicata, a pena di inammissibilità, anche all’ufficio tributario che ha ricevuto la dichiarazione dei redditi degli anni d’imposta nei quali l’onere dell’accisa che si chiede in restituzione ha concorso a formare il reddito d’impresa del richiedente. Continua a leggere

Abbuono d’accisa negato sul furto

In tema di accise, il soggetto obbligato, per poter ottenere l’abbuono dell’imposta, ai sensi dell’art. 4 del d.lgs. n. 504 del 1995 (nel testo modificato dall’art. 59 della legge n. 342 del 2000), in riferimento alla perdita o alla distruzione di prodotti in sospensione d’imposta in conseguenza di un reato commesso da terzi, non può limitarsi a dimostrare che l’evento è stato determinato da un fatto umano ascrivibile a terzi, ma è tenuto a provare di non aver concorso con dolo o di non aver cooperato con colpa al suo verificarsi, ipotesi quest’ultima che si verifica quando, senza il comportamento gravemente colposo dell’obbligato, il reato non si sarebbe verificato o si sarebbe verificato in modo diverso. Continua a leggere

Svincolo fraudolento dal regime sospensivo

Accertato che il prodotto in regime sospensivo era stato fraudolentemente immesso in consumo nel territorio di uno Stato membro diverso dall’Italia, trovavano immediata applicazione gli articoli 6 e 20 della Direttiva 92/12/CEE del 25 febbraio 1992, il cui testo è stato riprodotto agli articoli 2 e 7 del D.Lgs 504/1995, non essendo invocabile uno ius singulare introdotto dalla legislazione nazionale, nemmeno se ritenuto non incompatibile con la citata direttiva comunitaria.
In tema di accise, il soggetto obbligato, per poter ottenere l’abbuono dell’imposta, ai sensi dell’art. 4 del d.lgs. n. 504 del 1995 (nel testo modificato dall’art. 59 della legge n. 342 del 2000), in riferimento allo svincolo fraudolento dal regime sospensivo in conseguenza di un reato commesso da terzi, non può limitarsi a dimostrare che l’evento è stato determinato da un fatto umano ascrivibile a terzi, ma è tenuto a provare di non aver concorso con dolo o di non aver cooperato con colpa al suo verificarsi, ipotesi quest’ultima che si verifica quando, senza il comportamento gravemente colposo dell’obbligato, il reato non si sarebbe verificato o si sarebbe verificato in modo diverso. Continua a leggere

Il gas nei carri bombolai

La determinazione della base imponibile, ai fini dell’accisa da versare per le cessioni effettuate con i carri bombolai, viene calcolata sulla base dei documenti fiscali e commerciali emessi, mentre la base imponibile per l’accisa afferente alle vendite dal distributore stradale è costituita dalle letture differenziali dei totalizzatori delle colonnine erogatrici.
Oltre alla misura SNAM, ritengo necessario prevedere un misuratore del gas sulla linea di alimentazione delle caldaie per il riscaldamento e per l’acqua igienico-sanitaria di uffici e salette di attesa (accisa per usi civili) e, qualora siano impiegati gli oramai rari compressori con motore a scoppio (non antideflagranti e pertanto separati dal locale compressori da un muro di cemento armato con sicurezza di 1° grado), un altro misuratore (accisa ridotta per uso industriale) sulla derivazione per l’alimentazione dei motori (solitamente in cabina di misura). Continua a leggere

Accise

Energia al GSE

L’energia elettrica da fonti rinnovabili prodotta da impianti aventi potenza superiore a 20 kW è da considerarsi come autoconsumata non solo da chi aderisce al servizio dello “scambio sul posto” erogato dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ma anche dal produttore che cede al GSE gli esuberi di produzione rispetto ai propri autoconsumi. Il diritto annuale di licenza previsto dal testo unico sulle accise è pertanto di euro 23,24 perché l’attività di produzione viene esercitata in assenza di quello “scopo commerciale” che richiede invece il pagamento del più oneroso diritto di euro 77,47 Continua a leggere

Il milione perso nel gas

Per principio affermato a più riprese dalla corte di diritto, in materia tributaria non vige, in linea di principio, la disciplina prevista per l’indebito di diritto comune, dovendosi invece, per la ripetizione del pagamento indebito, applicare il regime speciale basato sull’istanza di parte, da presentare, a pena di decadenza, nel termine previsto dalle singole leggi d’imposta, o in difetto dalle norme sul contenzioso tributario (il che rinvia al termine di decadenza biennale di cui all’articolo 21 del decreto legislativo 546/1992). L’ufficio rigetta l’istanza di rimborso (€ 1.025.927,75) spedita il 1° aprile 2011 e dunque oltre il termine di 2 anni dalla presentazione della dichiarazione annuale trasmessa in via telematica il 31 marzo 2009. Contesta che il dies a quo del periodo biennale di decadenza si sposti in avanti per effetto del riporto in detrazione, da parte del contribuente, del credito d’imposta. E cita a proposito Cass. 24056/2011. In pubblica udienza del 18 giugno 2012, con sentenza 110/03/12 del 30 agosto 2012, la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, Sezione 3, decide che il ricorso non merita accoglimento. Continua a leggere

Il registro d’officina elettrica

La tenuta del registro d’officina, da scritturare dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno, viene prescritta dagli uffici doganali, ai sensi dell’art. 58 del testo unico sulle accise (TUA) approvato con D.Lgs 504/1995, perché necessaria alla registrazione delle periodiche letture dei contatori elettrici costituenti la base imponibile da esporre sulla dichiarazione di consumo annuale – prevista dagli articoli 53-bis e 55 del TUA – dell’energia prodotta dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno di esercizio del generatore elettrico. A tal fine deve essere scritturato e custodito per un periodo non inferiore alla prescrizione quinquennale dell’imposta per essere esibito ad ogni richiesta dei funzionari dell’Amministrazione finanziaria e dei militari della Guardia di finanza addetti al servizio di verifica e controllo delle officine elettriche, ai sensi dell’art. 58, commi 3 e 4, TUA. Continua a leggere

Rimborso sul Rum

Le disposizioni generali concernenti le accise accordano il rimborso sia ai prodotti già assoggettati che vengono avviati ad un deposito fiscale sia a quelli che sono trasferiti in un altro Stato membro o esportati. In ogni caso, la domanda deve essere presentata dal soggetto che nell’ambito della propria attività economica ha la disponibilità dei prodotti, all’Ufficio delle dogane competente all’emissione del richiesto provvedimento di rimborso perché territorialmente competente sul luogo dove si trovano i medesimi prodotti. Ai sensi dell’art. 29, comma 4, della legge 29 dicembre 1990, n. 428, la domanda di rimborso deve essere comunicata, a pena di inammissibilità, anche all’ufficio tributario che ha ricevuto la dichiarazione dei redditi degli anni d’imposta nei quali l’onere dell’accisa che si chiede in restituzione ha concorso a formare il reddito d’impresa del richiedente. Continua a leggere

Alcole

Rimborso sul Rum

Le disposizioni generali concernenti le accise accordano il rimborso sia ai prodotti già assoggettati che vengono avviati ad un deposito fiscale sia a quelli che sono trasferiti in un altro Stato membro o esportati. In ogni caso, la domanda deve essere presentata dal soggetto che nell’ambito della propria attività economica ha la disponibilità dei prodotti, all’Ufficio delle dogane competente all’emissione del richiesto provvedimento di rimborso perché territorialmente competente sul luogo dove si trovano i medesimi prodotti. Ai sensi dell’art. 29, comma 4, della legge 29 dicembre 1990, n. 428, la domanda di rimborso deve essere comunicata, a pena di inammissibilità, anche all’ufficio tributario che ha ricevuto la dichiarazione dei redditi degli anni d’imposta nei quali l’onere dell’accisa che si chiede in restituzione ha concorso a formare il reddito d’impresa del richiedente. Continua a leggere

Abbuono d’accisa negato sul furto

In tema di accise, il soggetto obbligato, per poter ottenere l’abbuono dell’imposta, ai sensi dell’art. 4 del d.lgs. n. 504 del 1995 (nel testo modificato dall’art. 59 della legge n. 342 del 2000), in riferimento alla perdita o alla distruzione di prodotti in sospensione d’imposta in conseguenza di un reato commesso da terzi, non può limitarsi a dimostrare che l’evento è stato determinato da un fatto umano ascrivibile a terzi, ma è tenuto a provare di non aver concorso con dolo o di non aver cooperato con colpa al suo verificarsi, ipotesi quest’ultima che si verifica quando, senza il comportamento gravemente colposo dell’obbligato, il reato non si sarebbe verificato o si sarebbe verificato in modo diverso. Continua a leggere

Svincolo fraudolento dal regime sospensivo

Accertato che il prodotto in regime sospensivo era stato fraudolentemente immesso in consumo nel territorio di uno Stato membro diverso dall’Italia, trovavano immediata applicazione gli articoli 6 e 20 della Direttiva 92/12/CEE del 25 febbraio 1992, il cui testo è stato riprodotto agli articoli 2 e 7 del D.Lgs 504/1995, non essendo invocabile uno ius singulare introdotto dalla legislazione nazionale, nemmeno se ritenuto non incompatibile con la citata direttiva comunitaria.
In tema di accise, il soggetto obbligato, per poter ottenere l’abbuono dell’imposta, ai sensi dell’art. 4 del d.lgs. n. 504 del 1995 (nel testo modificato dall’art. 59 della legge n. 342 del 2000), in riferimento allo svincolo fraudolento dal regime sospensivo in conseguenza di un reato commesso da terzi, non può limitarsi a dimostrare che l’evento è stato determinato da un fatto umano ascrivibile a terzi, ma è tenuto a provare di non aver concorso con dolo o di non aver cooperato con colpa al suo verificarsi, ipotesi quest’ultima che si verifica quando, senza il comportamento gravemente colposo dell’obbligato, il reato non si sarebbe verificato o si sarebbe verificato in modo diverso. Continua a leggere

Il commercio elettronico di vini e liquori, anche no.

Per questa sorta di antica autarchia tributaria delle accise, a dispetto della libera circolazione delle merci nel mercato unico europeo, anche l’acquisto di una sola bottiglia dal nostro sito di e-commerce soggiace alle medesime regole previste per chi conclude l’acquisto di un TIR carico di vini e liquori. Le cosiddette “vendite a distanza dei prodotti sottoposti ad accisa già immessi in consumo in uno Stato membro” – come le definisce l’art. 36 della Direttiva 2008/118/CE del Consiglio del 16 dicembre 2008 (relativa al regime generale delle accise e che abroga la direttiva 92/12/CEE) – non si presentano di semplice attuazione perché nessuna sostanziale semplificazione procedurale vi si rinviene rispetto alle cessioni intracomunitarie all’ingrosso. Continua a leggere

Alcoli M.P.I.

In laboratorio con gli alcoli

Gli alcoli metilico, propilico e isopropilico, pur non essendo sottoposti ad accisa, sono dei “sorvegliati speciali” dopo che nei primi anni ’80 alcuni commercianti senza scrupoli usarono il metanolo addirittura per fare il vino (o dargli più grado).
L’impiego degli alcoli metilico, propilico e isopropilico, acquistati in bottiglie sigillate da max 2.5 litri quali campioni e reagenti per analisi, può perfettamente inserirsi nell’esclusione dall’obbligo del registro prevista all’articolo 22, comma 1, lettera C del DM 153/2001. Una diversa lettura della norma regolamentare farebbe diventare abnorme, per il fine che si prefigge, l’adempimento in parola perché lo scopo normativo era e rimane quello di prevenire, anche mediante adeguate “pastoie burocratiche”, un facile reperimento e un disinvolto ma conveniente uso illecito di tali alcoli. Continua a leggere

Impiegare gli alcoli metilico, propilico ed isopropilico

Esclusi i privati consumatori e le aziende che utilizzano alcole metilico per i soli processi di saldatura, per poter utilizzare alcool isopropilico, metilico o propilico, anche in quantità minime, occorre denunciare tale necessità all’Ufficio delle dogane territorialmente competente sul luogo dove i citati alcoli verranno impiegati. (cfr. art.5 del decreto Ministro delle finanze 1 agosto 1986 – G.U. n. 180 del 05/8/1986 – richiamato dall’art.22 del decreto Ministro delle finanze 27 marzo 2001, n.153 – G.U. n. 97 del 27/4/2001 supplemento ordinario). Continua a leggere

Alcolici altri

Il commercio elettronico di vini e liquori, anche no.

Per questa sorta di antica autarchia tributaria delle accise, a dispetto della libera circolazione delle merci nel mercato unico europeo, anche l’acquisto di una sola bottiglia dal nostro sito di e-commerce soggiace alle medesime regole previste per chi conclude l’acquisto di un TIR carico di vini e liquori. Le cosiddette “vendite a distanza dei prodotti sottoposti ad accisa già immessi in consumo in uno Stato membro” – come le definisce l’art. 36 della Direttiva 2008/118/CE del Consiglio del 16 dicembre 2008 (relativa al regime generale delle accise e che abroga la direttiva 92/12/CEE) – non si presentano di semplice attuazione perché nessuna sostanziale semplificazione procedurale vi si rinviene rispetto alle cessioni intracomunitarie all’ingrosso. Continua a leggere

Atto Contestazione

Il registro d’officina elettrica

La tenuta del registro d’officina, da scritturare dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno, viene prescritta dagli uffici doganali, ai sensi dell’art. 58 del testo unico sulle accise (TUA) approvato con D.Lgs 504/1995, perché necessaria alla registrazione delle periodiche letture dei contatori elettrici costituenti la base imponibile da esporre sulla dichiarazione di consumo annuale – prevista dagli articoli 53-bis e 55 del TUA – dell’energia prodotta dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno di esercizio del generatore elettrico. A tal fine deve essere scritturato e custodito per un periodo non inferiore alla prescrizione quinquennale dell’imposta per essere esibito ad ogni richiesta dei funzionari dell’Amministrazione finanziaria e dei militari della Guardia di finanza addetti al servizio di verifica e controllo delle officine elettriche, ai sensi dell’art. 58, commi 3 e 4, TUA. Continua a leggere

L’erogatore di carburanti è sballato

Il controllo dell’affidabilità metrologica degli erogatori e la conseguente richiesta di verifica di corretto funzionamento sono obblighi posti a carico del gestore: utente metrico come sancito dall’art.7 del decreto del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato D.M. 28-3-2000 n. 182, applicabile nelle more dell’emanazione dei decreti ministeriali rivolti alla determinazione dei criteri per l’esecuzione dei controlli successivi sugli strumenti di misura MID (Measuring Instruments Directive – direttiva 2004/22/CE) e previsti dall’art.19, comma 2, del decreto legislativo n. 22 del 2007. Continua a leggere

Impianto fotovoltaico senza licenza: contestazione

Dopo aver denunciato all’Ufficio delle Dogane l’installazione e la connessione alla rete (grid-connect) di un impianto fotovoltaico da circa 48 kWp di potenza nominale, l’esercente lo ha posto in uso senza attendere il necessario sopralluogo, le eventuali prescrizioni e la licenza di esercizio del competente Ufficio dell’Agenzia delle dogane. L’ignoranza della legge tributaria non costituisce esimente dalla punibilità salvo i casi in cui l’autore dell’illecito sia stato indotto in errore incolpevole, ossia non rimproverabile, in quanto non evitabile con l’ordinaria diligenza. L’ignoranza è inevitabile quando sia indotta da elementi positivi esterni all’autore della violazione e provenienti da soggetti qualificati: idonei cioè a determinare nell’agente la convinzione della liceità della sua condotta. Continua a leggere

Deduzioni difensive alla contestazione

In presenza di deduzioni difensive (ai sensi dell’art.16, commi 4, 5 e 7, del D.Lgs 472/1997), l’impugnazione dell’atto di contestazione non è ammessa in quanto esso non può essere considerato atto di irrogazione delle sanzioni e l’ufficio è obbligato – a pena di nullità e nel termine di decadenza di un anno dalla data di presentazione delle deduzioni difensive ex adverso presentate dal trasgressore – ad irrogare le sanzioni con atto motivato anche in ordine alle medesime deduzioni. Inoltre, alle sanzioni previste per l’omesso o ritardato pagamento dei tributi, non è applicabile l’istituto della definizione agevolata di cui all’art. 17, comma 2 e articolo 16, comma 3 D.Lvo 472/1997. Continua a leggere

Autotutela

Nessuna sanzione se il gasolio cresce e cala

Ai sensi dell’allegato I al Reg. CEE 2658/87 e successive modificazioni, il gasolio e il gasolio denominato “one” rientrano nella medesima voce doganale (n.c. 271019) e sono entrambi assoggettati al livello di accisa previsto, per il singolo carburante olio da gas, dall’art. 21 del D.lgs 504/1995 e dal relativo Allegato I. Se dal raffronto tra la rimanenza contabile e l’effettiva giacenza accertate nell’inventario del singolo carburante gasolio risulta una deficienza rientrante nella tolleranza ammessa dall’art. 50, comma 2, del testo unico sulle accise, non vi è l’irregolare tenuta del registro di carico e scarico e l’irrogazione dell’inerente sanzione è improcedibile. Continua a leggere

Le visite in domiciliata senza il 303

Dal riesame della questione è però emersa l’assenza dei presupposti di fatto costitutivi le violazioni descritte dall’art. 303 del testo unico approvato con DPR 43/1973: fattispecie che si verificano allorquando siano stati commessi errori nella dichiarazione che, nel nostro caso, non sussisteva al momento della constatazione delle difformità invece contenute nelle comunicazioni di arrivo delle merci. Rimane quindi evidente come, l’iscrizione produttrice degli effetti giuridici dell’accettazione della dichiarazione doganale ai sensi dell’art. 10 del DM 548/1992, ricomposte ormai le difformità contenute nella preventiva comunicazione data dal soggetto autorizzato, non integrava quelle differenze tra l’accertato e il dichiarato contemplate dalla norma sanzionatrice contestata dall’ufficio. Continua a leggere

Singola sanzione per la tardiva dichiarazione gas

A fronte dell’unico obbligo annuale della dichiarazione di consumo, l’invio della stessa oltre i termini previsti costituisce una singola infrazione al precetto recato dall’art 26, comma 13, del D.lgs 504/1995. Pertanto, la rilevata omissione è una ed una sola può essere la relativa sanzione: la cui potestà di irrogazione non può che appartenere al diverso ufficio periferico dell’Agenzia delle dogane che ha rilasciato il codice di accisa valido per l’intero territorio nazionale. Continua a leggere

Eccedenza di carburanti denaturati

Il precetto recato dai due articoli del testo unico ( cfr.: dall’art. 47, 2° comma, e dall’art. 48, 2° comma, del D.Lgs 504/1995) è posto dunque per prevedere violazioni affatto diverse tra loro e col fine di rispondere, il primo, alla necessità di ricognizione delle ipotesi di reato ex art. 40 D.lgs 504/1995 e, il secondo, alla necessità di disciplinare e quindi reprimere le eccedenze comunque non giustificabili adottando la preordinata e dovuta attenzione alla corretta tenuta delle scritture contabili e alla corretta compilazione dei documenti di accompagnamento dei prodotti energetici movimentati. Continua a leggere

Avviso Pagamento

Vado in Germania e mi compro la birra

Il venditore tedesco inadempiente verso gli obblighi previsti dall’articolo 34, comma 2, della Direttiva 2008/118/CE relativa al regime generale delle accise, non può cedere birra all’acquirente italiano che – sprovvisto della qualifica di “destinatario registrato” prevista al punto 9 dell’articolo 4 della medesima fonte di diritto comunitario – è obbligato a pagarne l’accisa all’atto dell’immissione in consumo nel territorio dello Stato italiano e nemmeno può trasportarla, ai sensi dell’articolo 32 della stessa Direttiva CE, in quantità superiore al limite dei 110 litri stabilito dall’art. 11, co. 2, D.Lgs 504/1995. Continua a leggere

Impianto fotovoltaico senza licenza: accertamento

L’Ufficio ha constatato l’attivazione e la connessione alla rete (grid-connect) di un impianto fotovoltaico da circa 48 kWp di potenza nominale, senza attendere il necessario sopralluogo, le eventuali prescrizioni, la licenza di esercizio del competente Ufficio dell’Agenzia delle dogane e omettendo il versamento della prescritta prima rata d’acconto dell’accisa e dell’addizionale provinciale sull’energia elettrica consumata negli usi soggetti. Sull’omesso versamento della rata d’acconto, pari a 230 euro per accisa sull’elettricità e 820 euro per addizionale provinciale, si applica pertanto l’indennità di mora del 6 per cento e, inoltre, sono dovuti gli interessi in misura pari al tasso stabilito per il pagamento differito di diritti doganali. Continua a leggere

Abbuono d’accisa negato sul furto

In tema di accise, il soggetto obbligato, per poter ottenere l’abbuono dell’imposta, ai sensi dell’art. 4 del d.lgs. n. 504 del 1995 (nel testo modificato dall’art. 59 della legge n. 342 del 2000), in riferimento alla perdita o alla distruzione di prodotti in sospensione d’imposta in conseguenza di un reato commesso da terzi, non può limitarsi a dimostrare che l’evento è stato determinato da un fatto umano ascrivibile a terzi, ma è tenuto a provare di non aver concorso con dolo o di non aver cooperato con colpa al suo verificarsi, ipotesi quest’ultima che si verifica quando, senza il comportamento gravemente colposo dell’obbligato, il reato non si sarebbe verificato o si sarebbe verificato in modo diverso. Continua a leggere

Deduzioni difensive alla contestazione

In presenza di deduzioni difensive (ai sensi dell’art.16, commi 4, 5 e 7, del D.Lgs 472/1997), l’impugnazione dell’atto di contestazione non è ammessa in quanto esso non può essere considerato atto di irrogazione delle sanzioni e l’ufficio è obbligato – a pena di nullità e nel termine di decadenza di un anno dalla data di presentazione delle deduzioni difensive ex adverso presentate dal trasgressore – ad irrogare le sanzioni con atto motivato anche in ordine alle medesime deduzioni. Inoltre, alle sanzioni previste per l’omesso o ritardato pagamento dei tributi, non è applicabile l’istituto della definizione agevolata di cui all’art. 17, comma 2 e articolo 16, comma 3 D.Lvo 472/1997. Continua a leggere

Avviso Rettifica

Violazioni alla Lomè. Lieto fine per gli importatori

Le decisioni della Commissione europea su richieste di sgravio o di rimborso dei dazi, ai sensi dell’art. 899 e seguenti del Reg. CEE 2454/1993, hanno una valenza circoscritta ai singoli casi costituendo una eccezione al normale regime delle importazioni. Inoltre, l’art. 908, co.3, (nel testo modificato dal Reg.CEE 1335/2003) stabilisce che “Quando la decisione di cui all’articolo 907 stabilisca che la situazione particolare esaminata giustifica la concessione del rimborso o dello sgravio, la Commissione può, alle condizioni da essa determinate, abilitare gli Stati membri a rimborsare o abbuonare i dazi quando si sia in presenza di elementi di fatto e di diritto comparabili”. Continua a leggere

L’avviso di rettifica non implica errore attivo della dogana

Nella revisione dell’accertamento delle merci ottenute dalla trasformazione sotto controllo doganale, entro tre anni dall’immissione in libera pratica, l’avviso suppletivo e di rettifica non implica alcun errore attivo della dogana. Il termine per la contabilizzazione a posteriori non decorre dalla presentazione della dichiarazione ma dall’esito del controllo successivo eseguito ai sensi dell’art. 78 del Reg. CEE 2913/1992. Ma, giova insistere, questo termine ha rilievo solo interno e non può essere invocato dal debitore, né il suo rispetto deve essere provato dall’ufficio, in quanto l’azione di recupero dei dazi doganali e dell’iva all’importazione è soggetta solo al termine di prescrizione triennale di cui all’art. 221, par. 3 del codice doganale. Un analogo termine di durata triennale per la revisione della dichiarazione, del resto, è previsto dal D.lgs. 8 novembre 1990, n.374. Continua a leggere

Base imponibile

Accisa e la cogenerazione da oli vegetali

Gli oli vegetali rientrano tra i prodotti energetici, elencati al 1° comma dell’art. 21 del testo unico accise, solamente se destinati come combustibile per riscaldamento o come carburante per motori. Gli oli vegetali non modificati chimicamente impiegati nella produzione, diretta o indiretta, di energia elettrica sono esenti da accisa per la quota parte di olio impiegato nella produzione di energia elettrica, con consumo specifico stabilito in 0,221 Kg/kWh (equivalente all’olio combustibile). Continua a leggere

Accisa sui combustibili per energia elettrica

I valori dei consumi specifici dei combustibili da esentare (validi sia per la produzione di sola energia elettrica che per la produzione combinata di energia elettrica ed energia termica): (Olio combustibile – 0,221 kg/kWh) (Gasolio – 0,212 kg/kWh) (G.P.L. – 0,197 kg/kWh) (Metano – gas naturale – 0,250 mc/kWh). Per la corresponsione dell’accisa sul consumo dell’energia elettrica, da ricordare anche le semplificazioni sui “TOTEM” già previste dal decreto del Ministro delle finanze 23 gennaio 1982. Per una panoramica sugli aspetti fiscali inerenti all’accisa sui prodotti energetici, può utilmente consultare la brochure fornita dall’Agenzia della dogane. Continua a leggere

Istanza di rimborso entro due anni dal consumo

I G.P.L. impiegati quale carburante negli autobus urbani ed extraurbani adibiti a servizio pubblico, hanno diritto ad essere assoggettati al 10% dell’aliquota di accisa normale (€227,77/1000 Kg) e pertanto solamente ad euro 22,777/1000 Kg, pari ad euro 0,022777/Kg. L’ istanza di rimborso dell’accisa deve essere presentata, a pena di decadenza, entro il termine di due anni dal giorno del consumo nell’uso agevolato. Il dies a quo del termine entro il quale presentare l’istanza di rimborso non può che coincidere con la data dei consumi (rifornimenti) e quindi con la data di ogni “rifornimento” per l’uso agevolato anziché con l’inesistente data del “pagamento dell’accisa”. Continua a leggere

Processi mineralogici, elettrolitici e metallurgici

L’esercente utilizzatore di energia elettrica per uso proprio con impiego promiscuo, con potenza disponibile superiore a 200 kW, intendendosi per uso promiscuo l’utilizzazione di energia elettrica in impieghi soggetti a diversa tassazione, ha l’obbligo di denunciare preventivamente, il proprio stabilimento ove l’energia viene impiegata, all’Ufficio delle dogane competente per territorio. Continua a leggere

Circolazione

Rimborso sul Rum

Le disposizioni generali concernenti le accise accordano il rimborso sia ai prodotti già assoggettati che vengono avviati ad un deposito fiscale sia a quelli che sono trasferiti in un altro Stato membro o esportati. In ogni caso, la domanda deve essere presentata dal soggetto che nell’ambito della propria attività economica ha la disponibilità dei prodotti, all’Ufficio delle dogane competente all’emissione del richiesto provvedimento di rimborso perché territorialmente competente sul luogo dove si trovano i medesimi prodotti. Ai sensi dell’art. 29, comma 4, della legge 29 dicembre 1990, n. 428, la domanda di rimborso deve essere comunicata, a pena di inammissibilità, anche all’ufficio tributario che ha ricevuto la dichiarazione dei redditi degli anni d’imposta nei quali l’onere dell’accisa che si chiede in restituzione ha concorso a formare il reddito d’impresa del richiedente. Continua a leggere

Vado in Germania e mi compro la birra

Il venditore tedesco inadempiente verso gli obblighi previsti dall’articolo 34, comma 2, della Direttiva 2008/118/CE relativa al regime generale delle accise, non può cedere birra all’acquirente italiano che – sprovvisto della qualifica di “destinatario registrato” prevista al punto 9 dell’articolo 4 della medesima fonte di diritto comunitario – è obbligato a pagarne l’accisa all’atto dell’immissione in consumo nel territorio dello Stato italiano e nemmeno può trasportarla, ai sensi dell’articolo 32 della stessa Direttiva CE, in quantità superiore al limite dei 110 litri stabilito dall’art. 11, co. 2, D.Lgs 504/1995. Continua a leggere

Svincolo fraudolento dal regime sospensivo

Accertato che il prodotto in regime sospensivo era stato fraudolentemente immesso in consumo nel territorio di uno Stato membro diverso dall’Italia, trovavano immediata applicazione gli articoli 6 e 20 della Direttiva 92/12/CEE del 25 febbraio 1992, il cui testo è stato riprodotto agli articoli 2 e 7 del D.Lgs 504/1995, non essendo invocabile uno ius singulare introdotto dalla legislazione nazionale, nemmeno se ritenuto non incompatibile con la citata direttiva comunitaria.
In tema di accise, il soggetto obbligato, per poter ottenere l’abbuono dell’imposta, ai sensi dell’art. 4 del d.lgs. n. 504 del 1995 (nel testo modificato dall’art. 59 della legge n. 342 del 2000), in riferimento allo svincolo fraudolento dal regime sospensivo in conseguenza di un reato commesso da terzi, non può limitarsi a dimostrare che l’evento è stato determinato da un fatto umano ascrivibile a terzi, ma è tenuto a provare di non aver concorso con dolo o di non aver cooperato con colpa al suo verificarsi, ipotesi quest’ultima che si verifica quando, senza il comportamento gravemente colposo dell’obbligato, il reato non si sarebbe verificato o si sarebbe verificato in modo diverso. Continua a leggere

Il commercio elettronico di vini e liquori, anche no.

Per questa sorta di antica autarchia tributaria delle accise, a dispetto della libera circolazione delle merci nel mercato unico europeo, anche l’acquisto di una sola bottiglia dal nostro sito di e-commerce soggiace alle medesime regole previste per chi conclude l’acquisto di un TIR carico di vini e liquori. Le cosiddette “vendite a distanza dei prodotti sottoposti ad accisa già immessi in consumo in uno Stato membro” – come le definisce l’art. 36 della Direttiva 2008/118/CE del Consiglio del 16 dicembre 2008 (relativa al regime generale delle accise e che abroga la direttiva 92/12/CEE) – non si presentano di semplice attuazione perché nessuna sostanziale semplificazione procedurale vi si rinviene rispetto alle cessioni intracomunitarie all’ingrosso. Continua a leggere

Contenzioso

Il milione perso nel gas

Per principio affermato a più riprese dalla corte di diritto, in materia tributaria non vige, in linea di principio, la disciplina prevista per l’indebito di diritto comune, dovendosi invece, per la ripetizione del pagamento indebito, applicare il regime speciale basato sull’istanza di parte, da presentare, a pena di decadenza, nel termine previsto dalle singole leggi d’imposta, o in difetto dalle norme sul contenzioso tributario (il che rinvia al termine di decadenza biennale di cui all’articolo 21 del decreto legislativo 546/1992). L’ufficio rigetta l’istanza di rimborso (€ 1.025.927,75) spedita il 1° aprile 2011 e dunque oltre il termine di 2 anni dalla presentazione della dichiarazione annuale trasmessa in via telematica il 31 marzo 2009. Contesta che il dies a quo del periodo biennale di decadenza si sposti in avanti per effetto del riporto in detrazione, da parte del contribuente, del credito d’imposta. E cita a proposito Cass. 24056/2011. In pubblica udienza del 18 giugno 2012, con sentenza 110/03/12 del 30 agosto 2012, la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, Sezione 3, decide che il ricorso non merita accoglimento. Continua a leggere

Il registro d’officina elettrica

La tenuta del registro d’officina, da scritturare dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno, viene prescritta dagli uffici doganali, ai sensi dell’art. 58 del testo unico sulle accise (TUA) approvato con D.Lgs 504/1995, perché necessaria alla registrazione delle periodiche letture dei contatori elettrici costituenti la base imponibile da esporre sulla dichiarazione di consumo annuale – prevista dagli articoli 53-bis e 55 del TUA – dell’energia prodotta dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno di esercizio del generatore elettrico. A tal fine deve essere scritturato e custodito per un periodo non inferiore alla prescrizione quinquennale dell’imposta per essere esibito ad ogni richiesta dei funzionari dell’Amministrazione finanziaria e dei militari della Guardia di finanza addetti al servizio di verifica e controllo delle officine elettriche, ai sensi dell’art. 58, commi 3 e 4, TUA. Continua a leggere

Le morchie di gasolio e le crisalidi

Le strutture e le sovrastrutture dell’amministrazione finanziaria spesso rinchiudono gli omini del fisco dentro bozzoli asfissianti e non gli consentono di evolversi dalla loro condizione larvale di pupe. Riporto lo sfogo dello sfortunato testimone di un frequente fenomeno di metafisica tributaria: la presunzione di aver acquistato morchie di gasolio in evasione d’imposta! Continua a leggere

Ho superato l’assegnazione UMA

L’azienda agricola che si rifornisce di gasolio denaturato in quantità superiore al limite assegnatogli con il libretto di controllo dell’ufficio provinciale U.M.A. viola il disposto dell’art. 6, comma 1, del decreto 454/2001 del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali. Regolarizziamo l’errore scrivendo una lettera indirizzata sia all’ufficio provinciale per gli utenti motori agricoli che all’ufficio delle dogane e chiediamo di detrarre dalla prossima assegnazione la quantità eccedente che, ovviamente, non abbiamo utilizzato. Ci avvaliamo dell’istituto del ravvedimento operoso, pagando euro 32,25 (un ottavo di euro 258 costituente il minimo edittale della sanzione prevista dall’articolo 50, comma 1, del testo unico sulle accise per la violazione dell’articolo 6, comma 1, del decreto ministeriale 454/2001). Continua a leggere

Dogana

Rimprovero al domiciliatario disattento

L’errata compilazione dei preavvisi pregiudica la speditezza dell’attività di visita e controllo all’arrivo delle merci e ostacola il pubblicistico accertamento doganale. Pertanto, la società autorizzata alla procedura di domiciliazione prevista all’art 76, par.1, lettera c, del reg. CEE 2913/92 (CDC), per l’immissione in libera pratica, il deposito doganale, il transito esterno e le esportazioni, viene formalmente richiamata ad una più attenta e scrupolosa osservanza della vigente disciplina sulla procedura semplificata di accertamento doganale, e avvisata che saranno adottati gli opportuni provvedimenti di sospensione o revoca dell’autorizzazione alla domiciliazione qualora dovesse insistere in irregolarità procedurali che facciano temere il pericolo di abusi. Continua a leggere

Le visite in domiciliata senza il 303

Dal riesame della questione è però emersa l’assenza dei presupposti di fatto costitutivi le violazioni descritte dall’art. 303 del testo unico approvato con DPR 43/1973: fattispecie che si verificano allorquando siano stati commessi errori nella dichiarazione che, nel nostro caso, non sussisteva al momento della constatazione delle difformità invece contenute nelle comunicazioni di arrivo delle merci. Rimane quindi evidente come, l’iscrizione produttrice degli effetti giuridici dell’accettazione della dichiarazione doganale ai sensi dell’art. 10 del DM 548/1992, ricomposte ormai le difformità contenute nella preventiva comunicazione data dal soggetto autorizzato, non integrava quelle differenze tra l’accertato e il dichiarato contemplate dalla norma sanzionatrice contestata dall’ufficio. Continua a leggere

Accisa e la cogenerazione da oli vegetali

Gli oli vegetali rientrano tra i prodotti energetici, elencati al 1° comma dell’art. 21 del testo unico accise, solamente se destinati come combustibile per riscaldamento o come carburante per motori. Gli oli vegetali non modificati chimicamente impiegati nella produzione, diretta o indiretta, di energia elettrica sono esenti da accisa per la quota parte di olio impiegato nella produzione di energia elettrica, con consumo specifico stabilito in 0,221 Kg/kWh (equivalente all’olio combustibile). Continua a leggere

Superamento del plafond. La sanzione al consulente

“Nelle violazioni punite con sanzioni amministrative ciascuno risponde della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa.”
Il consulente tributario che ha ricevuto un incarico dal proprio cliente e che ha quindi il dovere di attendere a tale incarico con adeguata diligenza professionale, prevista anche dalla deontologia del suo ordine od albo professionale, è direttamente responsabile delle violazioni amministrative tributarie che commette, in azioni od omissioni, nella sua normale attività, salvo quelle commesse, senza dolo o colpa grave, nell’eccezionalità delle questioni di speciale difficoltà. Continua a leggere

E. E.

Energia al GSE

L’energia elettrica da fonti rinnovabili prodotta da impianti aventi potenza superiore a 20 kW è da considerarsi come autoconsumata non solo da chi aderisce al servizio dello “scambio sul posto” erogato dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ma anche dal produttore che cede al GSE gli esuberi di produzione rispetto ai propri autoconsumi. Il diritto annuale di licenza previsto dal testo unico sulle accise è pertanto di euro 23,24 perché l’attività di produzione viene esercitata in assenza di quello “scopo commerciale” che richiede invece il pagamento del più oneroso diritto di euro 77,47 Continua a leggere

Il registro d’officina elettrica

La tenuta del registro d’officina, da scritturare dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno, viene prescritta dagli uffici doganali, ai sensi dell’art. 58 del testo unico sulle accise (TUA) approvato con D.Lgs 504/1995, perché necessaria alla registrazione delle periodiche letture dei contatori elettrici costituenti la base imponibile da esporre sulla dichiarazione di consumo annuale – prevista dagli articoli 53-bis e 55 del TUA – dell’energia prodotta dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno di esercizio del generatore elettrico. A tal fine deve essere scritturato e custodito per un periodo non inferiore alla prescrizione quinquennale dell’imposta per essere esibito ad ogni richiesta dei funzionari dell’Amministrazione finanziaria e dei militari della Guardia di finanza addetti al servizio di verifica e controllo delle officine elettriche, ai sensi dell’art. 58, commi 3 e 4, TUA. Continua a leggere

Accisa sull’energia elettrica: no ai produttori privati

Accisa sull’energia elettrica. Provo sinteticamente ad esporre le ragioni che mi fanno ritenere impercorribile l’ipotesi di considerare, tra i produttori obbligati al pagamento dell’accisa sull’energia elettrica, ai sensi dell’art. 53 del TUA, i soggetti che non esercitano attività imprenditoriale. Vale a dire che senza l’esercizio professionale di un’attività economica organizzata le persone fisiche e gli enti non commerciali non possono far parte della platea dei soggetti obbligati all’accisa ai sensi dell’art. 53 del TUA (testo unico sulle accise approvato con D.Lgs 504/1995). Continua a leggere

Impianto fotovoltaico senza licenza: accertamento

L’Ufficio ha constatato l’attivazione e la connessione alla rete (grid-connect) di un impianto fotovoltaico da circa 48 kWp di potenza nominale, senza attendere il necessario sopralluogo, le eventuali prescrizioni, la licenza di esercizio del competente Ufficio dell’Agenzia delle dogane e omettendo il versamento della prescritta prima rata d’acconto dell’accisa e dell’addizionale provinciale sull’energia elettrica consumata negli usi soggetti. Sull’omesso versamento della rata d’acconto, pari a 230 euro per accisa sull’elettricità e 820 euro per addizionale provinciale, si applica pertanto l’indennità di mora del 6 per cento e, inoltre, sono dovuti gli interessi in misura pari al tasso stabilito per il pagamento differito di diritti doganali. Continua a leggere

Giudiziale

Il milione perso nel gas

Per principio affermato a più riprese dalla corte di diritto, in materia tributaria non vige, in linea di principio, la disciplina prevista per l’indebito di diritto comune, dovendosi invece, per la ripetizione del pagamento indebito, applicare il regime speciale basato sull’istanza di parte, da presentare, a pena di decadenza, nel termine previsto dalle singole leggi d’imposta, o in difetto dalle norme sul contenzioso tributario (il che rinvia al termine di decadenza biennale di cui all’articolo 21 del decreto legislativo 546/1992). L’ufficio rigetta l’istanza di rimborso (€ 1.025.927,75) spedita il 1° aprile 2011 e dunque oltre il termine di 2 anni dalla presentazione della dichiarazione annuale trasmessa in via telematica il 31 marzo 2009. Contesta che il dies a quo del periodo biennale di decadenza si sposti in avanti per effetto del riporto in detrazione, da parte del contribuente, del credito d’imposta. E cita a proposito Cass. 24056/2011. In pubblica udienza del 18 giugno 2012, con sentenza 110/03/12 del 30 agosto 2012, la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, Sezione 3, decide che il ricorso non merita accoglimento. Continua a leggere

Abbuono d’accisa negato sul furto

In tema di accise, il soggetto obbligato, per poter ottenere l’abbuono dell’imposta, ai sensi dell’art. 4 del d.lgs. n. 504 del 1995 (nel testo modificato dall’art. 59 della legge n. 342 del 2000), in riferimento alla perdita o alla distruzione di prodotti in sospensione d’imposta in conseguenza di un reato commesso da terzi, non può limitarsi a dimostrare che l’evento è stato determinato da un fatto umano ascrivibile a terzi, ma è tenuto a provare di non aver concorso con dolo o di non aver cooperato con colpa al suo verificarsi, ipotesi quest’ultima che si verifica quando, senza il comportamento gravemente colposo dell’obbligato, il reato non si sarebbe verificato o si sarebbe verificato in modo diverso. Continua a leggere

Deduzioni difensive alla contestazione

In presenza di deduzioni difensive (ai sensi dell’art.16, commi 4, 5 e 7, del D.Lgs 472/1997), l’impugnazione dell’atto di contestazione non è ammessa in quanto esso non può essere considerato atto di irrogazione delle sanzioni e l’ufficio è obbligato – a pena di nullità e nel termine di decadenza di un anno dalla data di presentazione delle deduzioni difensive ex adverso presentate dal trasgressore – ad irrogare le sanzioni con atto motivato anche in ordine alle medesime deduzioni. Inoltre, alle sanzioni previste per l’omesso o ritardato pagamento dei tributi, non è applicabile l’istituto della definizione agevolata di cui all’art. 17, comma 2 e articolo 16, comma 3 D.Lvo 472/1997. Continua a leggere

No all’energia agevolata senza denuncia

Per acquisire il diritto all’agevolazione prevista su determinate tipologie di consumi di energia elettrica (nello specifico: quelle introdotte con l’art.4 d.l. 28 giugno 1995, n.250, come modificato dalla legge di conversione 8 agosto 1995, n.349, per le addizionali sull’energia elettrica utilizzata come materia prima nei processi industriali elettrochimici ed elettrosiderurgici ivi comprese le lavorazioni siderurgiche e delle fonderie), la ricorrente avrebbe dovuto preliminarmente far conoscere l’esistenza di tali requisiti oggettivi, denunciandoli al preposto Ufficio Tecnico di Finanza (l’odierno Ufficio delle Dogane), e così assumere lo status di soggetto passivo d’imposta. Continua a leggere

Impieghi agevolati

Ho superato l’assegnazione UMA

L’azienda agricola che si rifornisce di gasolio denaturato in quantità superiore al limite assegnatogli con il libretto di controllo dell’ufficio provinciale U.M.A. viola il disposto dell’art. 6, comma 1, del decreto 454/2001 del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali. Regolarizziamo l’errore scrivendo una lettera indirizzata sia all’ufficio provinciale per gli utenti motori agricoli che all’ufficio delle dogane e chiediamo di detrarre dalla prossima assegnazione la quantità eccedente che, ovviamente, non abbiamo utilizzato. Ci avvaliamo dell’istituto del ravvedimento operoso, pagando euro 32,25 (un ottavo di euro 258 costituente il minimo edittale della sanzione prevista dall’articolo 50, comma 1, del testo unico sulle accise per la violazione dell’articolo 6, comma 1, del decreto ministeriale 454/2001). Continua a leggere

No all’energia agevolata senza denuncia

Per acquisire il diritto all’agevolazione prevista su determinate tipologie di consumi di energia elettrica (nello specifico: quelle introdotte con l’art.4 d.l. 28 giugno 1995, n.250, come modificato dalla legge di conversione 8 agosto 1995, n.349, per le addizionali sull’energia elettrica utilizzata come materia prima nei processi industriali elettrochimici ed elettrosiderurgici ivi comprese le lavorazioni siderurgiche e delle fonderie), la ricorrente avrebbe dovuto preliminarmente far conoscere l’esistenza di tali requisiti oggettivi, denunciandoli al preposto Ufficio Tecnico di Finanza (l’odierno Ufficio delle Dogane), e così assumere lo status di soggetto passivo d’imposta. Continua a leggere

L’esenzione per gasolio serricoltori

Gasolio utilizzato per il riscaldamento delle serre. Codici più opportuni da usare nella trasmissione telematica al sistema doganale (per le cessioni effettuate fino allo scorso 3 novembre: visto che dopo tale data il rubinetto dell’agevolazione si è seccato). Lo scorso 11 dicembre, Assopetroli ha pubblicamente dissentito da Coldiretti che pare abbia invitato i propri associati, destinatari del beneficio fiscale in discussione, a detrarsi l’importo dell’agevolazione dal prezzo delle fatture da pagare ai fornitori del gasolio. Continua a leggere

Accisa e la cogenerazione da oli vegetali

Gli oli vegetali rientrano tra i prodotti energetici, elencati al 1° comma dell’art. 21 del testo unico accise, solamente se destinati come combustibile per riscaldamento o come carburante per motori. Gli oli vegetali non modificati chimicamente impiegati nella produzione, diretta o indiretta, di energia elettrica sono esenti da accisa per la quota parte di olio impiegato nella produzione di energia elettrica, con consumo specifico stabilito in 0,221 Kg/kWh (equivalente all’olio combustibile). Continua a leggere

Lubrificanti

Nessuna sanzione se il gasolio cresce e cala

Ai sensi dell’allegato I al Reg. CEE 2658/87 e successive modificazioni, il gasolio e il gasolio denominato “one” rientrano nella medesima voce doganale (n.c. 271019) e sono entrambi assoggettati al livello di accisa previsto, per il singolo carburante olio da gas, dall’art. 21 del D.lgs 504/1995 e dal relativo Allegato I. Se dal raffronto tra la rimanenza contabile e l’effettiva giacenza accertate nell’inventario del singolo carburante gasolio risulta una deficienza rientrante nella tolleranza ammessa dall’art. 50, comma 2, del testo unico sulle accise, non vi è l’irregolare tenuta del registro di carico e scarico e l’irrogazione dell’inerente sanzione è improcedibile. Continua a leggere

Distributore stradale di carburanti. Contestazione

Constatate irregolarità alla disciplina fiscale delle accise, in un distributore stradale di carburanti – Atto di contestazione dell’Ufficio delle Dogane – Deficienza di 2543 lt. di benzina non rientranti nelle tolleranza ammessa. Deficienza di 36,20 kg di oli lubrificanti per i quali essa non è ammessa trattandosi di confezioni sigillate. Detenzione di oli lubrificanti per mc 0,73 a fronte del massimo stoccaggio autorizzato pari a mc 0,5, così apportando modifiche non denunciate e non autorizzate all’impianto. Continua a leggere

GdF e gli oli lubrificanti in autofficina

Deposito non denunciato a norma dell’art. 25 del testo unico sulle accise approvato con D.Lgs 504/1995, come richiamato dall’art. 62 , comma 9, del medesimo.
Detenzione di oli lubrificanti per 18.901 Kg pari a circa 22 mc di olio lubrificante a fronte di uno stoccaggio autorizzato pari a mc 3, così apportando modifiche non denunciate e non autorizzate all’impianto. Eccedenza di Kg 86,778 di olio lubrificante rispetto alle risultanze del registro di carico e scarico UTF. Mancata, tempestiva registrazione, nello stesso giorno di ricezione della merce, di una bolla di accompagnamento beni viaggianti quale documento commerciale ex art 9 del D.M. del 25 marzo 1996 n. 210. Continua a leggere

Oli lubrificanti, provvista di bordo

L’esenzione dall’accisa prevista dall’art.17, al punto 3 della tabella A allegata al T.U.A. (D.Lgs 26 ottobre 1995, n.504) è prevista anche per gli oli lubrificati. L’agevolazione riguarda anche le imbarcazioni adibite al trasporto merci nelle acque interne o al dragaggio di vie navigabili e porti.
Il Decreto Minfinanze 16 novembre 1995, n.577 che regolamenta tale agevolazione fiscale prevede, all’art.4, comma 2, che l’imbarco dei prodotti petroliferi è effettuato dietro presentazione del libretto di controllo previsto dal successivo comma 3 e mediante compilazione di un apposito “memorandum”. Continua a leggere

Metano Gas nat.

Il milione perso nel gas

Per principio affermato a più riprese dalla corte di diritto, in materia tributaria non vige, in linea di principio, la disciplina prevista per l’indebito di diritto comune, dovendosi invece, per la ripetizione del pagamento indebito, applicare il regime speciale basato sull’istanza di parte, da presentare, a pena di decadenza, nel termine previsto dalle singole leggi d’imposta, o in difetto dalle norme sul contenzioso tributario (il che rinvia al termine di decadenza biennale di cui all’articolo 21 del decreto legislativo 546/1992). L’ufficio rigetta l’istanza di rimborso (€ 1.025.927,75) spedita il 1° aprile 2011 e dunque oltre il termine di 2 anni dalla presentazione della dichiarazione annuale trasmessa in via telematica il 31 marzo 2009. Contesta che il dies a quo del periodo biennale di decadenza si sposti in avanti per effetto del riporto in detrazione, da parte del contribuente, del credito d’imposta. E cita a proposito Cass. 24056/2011. In pubblica udienza del 18 giugno 2012, con sentenza 110/03/12 del 30 agosto 2012, la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, Sezione 3, decide che il ricorso non merita accoglimento. Continua a leggere

Il gas nei carri bombolai

La determinazione della base imponibile, ai fini dell’accisa da versare per le cessioni effettuate con i carri bombolai, viene calcolata sulla base dei documenti fiscali e commerciali emessi, mentre la base imponibile per l’accisa afferente alle vendite dal distributore stradale è costituita dalle letture differenziali dei totalizzatori delle colonnine erogatrici.
Oltre alla misura SNAM, ritengo necessario prevedere un misuratore del gas sulla linea di alimentazione delle caldaie per il riscaldamento e per l’acqua igienico-sanitaria di uffici e salette di attesa (accisa per usi civili) e, qualora siano impiegati gli oramai rari compressori con motore a scoppio (non antideflagranti e pertanto separati dal locale compressori da un muro di cemento armato con sicurezza di 1° grado), un altro misuratore (accisa ridotta per uso industriale) sulla derivazione per l’alimentazione dei motori (solitamente in cabina di misura). Continua a leggere

Singola sanzione per la tardiva dichiarazione gas

A fronte dell’unico obbligo annuale della dichiarazione di consumo, l’invio della stessa oltre i termini previsti costituisce una singola infrazione al precetto recato dall’art 26, comma 13, del D.lgs 504/1995. Pertanto, la rilevata omissione è una ed una sola può essere la relativa sanzione: la cui potestà di irrogazione non può che appartenere al diverso ufficio periferico dell’Agenzia delle dogane che ha rilasciato il codice di accisa valido per l’intero territorio nazionale. Continua a leggere

Accisa sui combustibili per energia elettrica

I valori dei consumi specifici dei combustibili da esentare (validi sia per la produzione di sola energia elettrica che per la produzione combinata di energia elettrica ed energia termica): (Olio combustibile – 0,221 kg/kWh) (Gasolio – 0,212 kg/kWh) (G.P.L. – 0,197 kg/kWh) (Metano – gas naturale – 0,250 mc/kWh). Per la corresponsione dell’accisa sul consumo dell’energia elettrica, da ricordare anche le semplificazioni sui “TOTEM” già previste dal decreto del Ministro delle finanze 23 gennaio 1982. Per una panoramica sugli aspetti fiscali inerenti all’accisa sui prodotti energetici, può utilmente consultare la brochure fornita dall’Agenzia della dogane. Continua a leggere

O.M. - P.E.

Le morchie di gasolio e le crisalidi

Le strutture e le sovrastrutture dell’amministrazione finanziaria spesso rinchiudono gli omini del fisco dentro bozzoli asfissianti e non gli consentono di evolversi dalla loro condizione larvale di pupe. Riporto lo sfogo dello sfortunato testimone di un frequente fenomeno di metafisica tributaria: la presunzione di aver acquistato morchie di gasolio in evasione d’imposta! Continua a leggere

Ho superato l’assegnazione UMA

L’azienda agricola che si rifornisce di gasolio denaturato in quantità superiore al limite assegnatogli con il libretto di controllo dell’ufficio provinciale U.M.A. viola il disposto dell’art. 6, comma 1, del decreto 454/2001 del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali. Regolarizziamo l’errore scrivendo una lettera indirizzata sia all’ufficio provinciale per gli utenti motori agricoli che all’ufficio delle dogane e chiediamo di detrarre dalla prossima assegnazione la quantità eccedente che, ovviamente, non abbiamo utilizzato. Ci avvaliamo dell’istituto del ravvedimento operoso, pagando euro 32,25 (un ottavo di euro 258 costituente il minimo edittale della sanzione prevista dall’articolo 50, comma 1, del testo unico sulle accise per la violazione dell’articolo 6, comma 1, del decreto ministeriale 454/2001). Continua a leggere

Nessuna sanzione se il gasolio cresce e cala

Ai sensi dell’allegato I al Reg. CEE 2658/87 e successive modificazioni, il gasolio e il gasolio denominato “one” rientrano nella medesima voce doganale (n.c. 271019) e sono entrambi assoggettati al livello di accisa previsto, per il singolo carburante olio da gas, dall’art. 21 del D.lgs 504/1995 e dal relativo Allegato I. Se dal raffronto tra la rimanenza contabile e l’effettiva giacenza accertate nell’inventario del singolo carburante gasolio risulta una deficienza rientrante nella tolleranza ammessa dall’art. 50, comma 2, del testo unico sulle accise, non vi è l’irregolare tenuta del registro di carico e scarico e l’irrogazione dell’inerente sanzione è improcedibile. Continua a leggere

L’erogatore di carburanti è sballato

Il controllo dell’affidabilità metrologica degli erogatori e la conseguente richiesta di verifica di corretto funzionamento sono obblighi posti a carico del gestore: utente metrico come sancito dall’art.7 del decreto del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato D.M. 28-3-2000 n. 182, applicabile nelle more dell’emanazione dei decreti ministeriali rivolti alla determinazione dei criteri per l’esecuzione dei controlli successivi sugli strumenti di misura MID (Measuring Instruments Directive – direttiva 2004/22/CE) e previsti dall’art.19, comma 2, del decreto legislativo n. 22 del 2007. Continua a leggere

Origine

Violazioni alla Lomè. Lieto fine per gli importatori

Le decisioni della Commissione europea su richieste di sgravio o di rimborso dei dazi, ai sensi dell’art. 899 e seguenti del Reg. CEE 2454/1993, hanno una valenza circoscritta ai singoli casi costituendo una eccezione al normale regime delle importazioni. Inoltre, l’art. 908, co.3, (nel testo modificato dal Reg.CEE 1335/2003) stabilisce che “Quando la decisione di cui all’articolo 907 stabilisca che la situazione particolare esaminata giustifica la concessione del rimborso o dello sgravio, la Commissione può, alle condizioni da essa determinate, abilitare gli Stati membri a rimborsare o abbuonare i dazi quando si sia in presenza di elementi di fatto e di diritto comparabili”. Continua a leggere

Restituzioni d'accisa

Il milione perso nel gas

Per principio affermato a più riprese dalla corte di diritto, in materia tributaria non vige, in linea di principio, la disciplina prevista per l’indebito di diritto comune, dovendosi invece, per la ripetizione del pagamento indebito, applicare il regime speciale basato sull’istanza di parte, da presentare, a pena di decadenza, nel termine previsto dalle singole leggi d’imposta, o in difetto dalle norme sul contenzioso tributario (il che rinvia al termine di decadenza biennale di cui all’articolo 21 del decreto legislativo 546/1992). L’ufficio rigetta l’istanza di rimborso (€ 1.025.927,75) spedita il 1° aprile 2011 e dunque oltre il termine di 2 anni dalla presentazione della dichiarazione annuale trasmessa in via telematica il 31 marzo 2009. Contesta che il dies a quo del periodo biennale di decadenza si sposti in avanti per effetto del riporto in detrazione, da parte del contribuente, del credito d’imposta. E cita a proposito Cass. 24056/2011. In pubblica udienza del 18 giugno 2012, con sentenza 110/03/12 del 30 agosto 2012, la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, Sezione 3, decide che il ricorso non merita accoglimento. Continua a leggere

Rimborso sul Rum

Le disposizioni generali concernenti le accise accordano il rimborso sia ai prodotti già assoggettati che vengono avviati ad un deposito fiscale sia a quelli che sono trasferiti in un altro Stato membro o esportati. In ogni caso, la domanda deve essere presentata dal soggetto che nell’ambito della propria attività economica ha la disponibilità dei prodotti, all’Ufficio delle dogane competente all’emissione del richiesto provvedimento di rimborso perché territorialmente competente sul luogo dove si trovano i medesimi prodotti. Ai sensi dell’art. 29, comma 4, della legge 29 dicembre 1990, n. 428, la domanda di rimborso deve essere comunicata, a pena di inammissibilità, anche all’ufficio tributario che ha ricevuto la dichiarazione dei redditi degli anni d’imposta nei quali l’onere dell’accisa che si chiede in restituzione ha concorso a formare il reddito d’impresa del richiedente. Continua a leggere

No all’energia agevolata senza denuncia

Per acquisire il diritto all’agevolazione prevista su determinate tipologie di consumi di energia elettrica (nello specifico: quelle introdotte con l’art.4 d.l. 28 giugno 1995, n.250, come modificato dalla legge di conversione 8 agosto 1995, n.349, per le addizionali sull’energia elettrica utilizzata come materia prima nei processi industriali elettrochimici ed elettrosiderurgici ivi comprese le lavorazioni siderurgiche e delle fonderie), la ricorrente avrebbe dovuto preliminarmente far conoscere l’esistenza di tali requisiti oggettivi, denunciandoli al preposto Ufficio Tecnico di Finanza (l’odierno Ufficio delle Dogane), e così assumere lo status di soggetto passivo d’imposta. Continua a leggere

Il commercio elettronico di vini e liquori, anche no.

Per questa sorta di antica autarchia tributaria delle accise, a dispetto della libera circolazione delle merci nel mercato unico europeo, anche l’acquisto di una sola bottiglia dal nostro sito di e-commerce soggiace alle medesime regole previste per chi conclude l’acquisto di un TIR carico di vini e liquori. Le cosiddette “vendite a distanza dei prodotti sottoposti ad accisa già immessi in consumo in uno Stato membro” – come le definisce l’art. 36 della Direttiva 2008/118/CE del Consiglio del 16 dicembre 2008 (relativa al regime generale delle accise e che abroga la direttiva 92/12/CEE) – non si presentano di semplice attuazione perché nessuna sostanziale semplificazione procedurale vi si rinviene rispetto alle cessioni intracomunitarie all’ingrosso. Continua a leggere

Sindacato

A Bologna. Contro la crisi

Manifestazione cittadina contro la crisi, indetta per sabato 23 gennaio 2010, a Bologna, P.zza Dell’Unità, alle ore 15 la piazza tematica e alle ore 17 il corteo. E’ importantissima la partecipazione di chiunque ritenga che anche il piccolo gesto di partecipare ad un civile corteo cittadino possa servire a smuovere quell’apatia collettiva alla quale oramai sembriamo tutti rassegnati. Di fronte a questa situazione drammatica è necessario rendere comuni e unificare le tante ed importanti vertenze e mobilitazioni sparse sul nostro territorio: per rivendicare il diritto al lavoro ed al salario sociale, alla casa, per rivendicare lo stesso diritto di manifestare, di organizzarsi e di lottare nei luoghi di lavoro e nelle strade della nostra città. Continua a leggere

Sindacalisti e Babbo Natale

Con il decreto 29 ottobre 2009, il Ministro dello Sviluppo Economico proroga all’ex Segretario Generale della Federazione Lavoratori Pubblici della CISL, Rino Tarelli, fino al 20 settembre 2011, la nomina di Commissario Straordinario dell’Ipost. Tarelli aveva detto addio al sindacato e, nello stesso giorno 13 novembre 2008, aveva assunto l’incarico di commissario straordinario dell’Ipost – Istituto Postelegrafonici, l’ente previdenziale dei dipendenti di Poste Italiane S.p.A., il cui vertice aziendale sta esternalizzando tutti i prodotti migliori e tagliando posti di lavoro per 10.665 unità. Continua a leggere

Privatizzata anche l’acqua. Ci rimane l’aria

Lo hanno fatto. Votando la fiducia al decreto Ronchi hanno in assoluto silenzio privatizzato l’acqua e i rifiuti. Negli anni ’90, prima dell’entrata in vigore della legge Galli, si spendevano circa 2 miliardi l’anno per la manutenzione dei nostri acquedotti. Da quando è iniziato il processo di liberalizzazione e privatizzazione si è scesi a una media di circa 700 milioni. E di questi 700 milioni investiti si realizza solo il 55% circa dei lavori programmati. RdB ritiene che l’acqua sia un bene naturale e l’accesso all’acqua un diritto inalienabile della persona e pertanto la gestione del servizio idrico deve uscire dalle logiche della concorrenza definendo l’acqua un prodotto senza rilevanza economica. Continua a leggere

Ci rubano l’acqua

Con la conversione in legge del decreto 135/09, il Senato della Repubblica sancisce che i servizi pubblici locali sono di rilevanza economica, come il gas, i trasporti e, soprattutto, l’acqua. Si sottrae pertanto ai cittadini l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati e per le banche. Ciò vuol dire che l’affidamento di questi servizi avverrà solo attraverso gara pubblica, che i comuni non possono detenere più del 30% del capitale societario e che, per averlo, dovranno mettere a gara le azioni di cui oggi sono già proprietari per poi, magari attraverso prestiti bancari, cercare di riprendersele. Continua a leggere

Stragiudiziale

Le morchie di gasolio e le crisalidi

Le strutture e le sovrastrutture dell’amministrazione finanziaria spesso rinchiudono gli omini del fisco dentro bozzoli asfissianti e non gli consentono di evolversi dalla loro condizione larvale di pupe. Riporto lo sfogo dello sfortunato testimone di un frequente fenomeno di metafisica tributaria: la presunzione di aver acquistato morchie di gasolio in evasione d’imposta! Continua a leggere

Ho superato l’assegnazione UMA

L’azienda agricola che si rifornisce di gasolio denaturato in quantità superiore al limite assegnatogli con il libretto di controllo dell’ufficio provinciale U.M.A. viola il disposto dell’art. 6, comma 1, del decreto 454/2001 del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali. Regolarizziamo l’errore scrivendo una lettera indirizzata sia all’ufficio provinciale per gli utenti motori agricoli che all’ufficio delle dogane e chiediamo di detrarre dalla prossima assegnazione la quantità eccedente che, ovviamente, non abbiamo utilizzato. Ci avvaliamo dell’istituto del ravvedimento operoso, pagando euro 32,25 (un ottavo di euro 258 costituente il minimo edittale della sanzione prevista dall’articolo 50, comma 1, del testo unico sulle accise per la violazione dell’articolo 6, comma 1, del decreto ministeriale 454/2001). Continua a leggere

Nessuna sanzione se il gasolio cresce e cala

Ai sensi dell’allegato I al Reg. CEE 2658/87 e successive modificazioni, il gasolio e il gasolio denominato “one” rientrano nella medesima voce doganale (n.c. 271019) e sono entrambi assoggettati al livello di accisa previsto, per il singolo carburante olio da gas, dall’art. 21 del D.lgs 504/1995 e dal relativo Allegato I. Se dal raffronto tra la rimanenza contabile e l’effettiva giacenza accertate nell’inventario del singolo carburante gasolio risulta una deficienza rientrante nella tolleranza ammessa dall’art. 50, comma 2, del testo unico sulle accise, non vi è l’irregolare tenuta del registro di carico e scarico e l’irrogazione dell’inerente sanzione è improcedibile. Continua a leggere

Vado in Germania e mi compro la birra

Il venditore tedesco inadempiente verso gli obblighi previsti dall’articolo 34, comma 2, della Direttiva 2008/118/CE relativa al regime generale delle accise, non può cedere birra all’acquirente italiano che – sprovvisto della qualifica di “destinatario registrato” prevista al punto 9 dell’articolo 4 della medesima fonte di diritto comunitario – è obbligato a pagarne l’accisa all’atto dell’immissione in consumo nel territorio dello Stato italiano e nemmeno può trasportarla, ai sensi dell’articolo 32 della stessa Direttiva CE, in quantità superiore al limite dei 110 litri stabilito dall’art. 11, co. 2, D.Lgs 504/1995. Continua a leggere

sul Vino

Il commercio elettronico di vini e liquori, anche no.

Per questa sorta di antica autarchia tributaria delle accise, a dispetto della libera circolazione delle merci nel mercato unico europeo, anche l’acquisto di una sola bottiglia dal nostro sito di e-commerce soggiace alle medesime regole previste per chi conclude l’acquisto di un TIR carico di vini e liquori. Le cosiddette “vendite a distanza dei prodotti sottoposti ad accisa già immessi in consumo in uno Stato membro” – come le definisce l’art. 36 della Direttiva 2008/118/CE del Consiglio del 16 dicembre 2008 (relativa al regime generale delle accise e che abroga la direttiva 92/12/CEE) – non si presentano di semplice attuazione perché nessuna sostanziale semplificazione procedurale vi si rinviene rispetto alle cessioni intracomunitarie all’ingrosso. Continua a leggere

Nella Marne, a prendere lo champagne

Il vino spumante è considerato per uso proprio alla condizione che venga trasportato da privati, entro la massima quantità di 60 (sessanta) litri.
Se oltre allo champagne si dovessero acquistare anche delle bottiglie di “tranquillo”, i litri non possono comunque superare i 90 (novanta), di cui 60 litri al massimo di spumante. Continua a leggere

Alcolici senza DAA

Per le cessioni intracomunitarie di birra, acqueviti, liquori e vino effettuate nel corso degli anni 1999, 2000 e 2001, la Società trasgreditrice non ha emesso l’apposito documento di accompagnamento di cui al Regolamento (CEE) n. 3649/92 della Commissione del 17 dicembre 1992, richiamato dall’art. 12 del D.Lgs 504/1995.
Il mancato rispetto delle disposizioni dettagliatamente indicate dall’art. 11 del citato decreto 210/1996 e la mancata emissione dei previsti documenti comunitari ha tra l’altro impedito gli appuramenti di buon esito dei trasferimenti (cfr. art. 19 Dir. CEE 92/12) e non ha quindi permesso – agli organi di vigilanza tributaria dei Paesi comunitari di destinazione – di avere cognizione dell’avvenuta insorgenza della specifica obbligazione tributaria e di poterne verificare l’assolvimento. Continua a leggere

In conto lavorazione il vino in Austria

Essendo l’accisa insensibile alla nozione civilistica di “proprietà”, l’obbligazione pubblica ex lege dell’accisa sorge all’apparire del bene sul territorio di ciascun Stato membro e non ha bisogno di alcun presupposto economicamente rilevante quale ad esempio la cessione a titolo oneroso del prodotto soggetto ad accisa. L’obbligato d’imposta è colui che detiene (a qualsiasi titolo) il prodotto soggetto ad accisa. Non ci sono soluzioni di continuità tra il fatto imponibile ed il momento in cui l’accisa diviene esigibile, e ciò è realizzato a mezzo di una figura giuridica particolare, il regime detto sospensivo. L’accisa dovrà quindi essere versata allorquando il prodotto abbandoni fisicamente il regime di sospensione perché in tal caso il prodotto viene fisicamente “immesso in consumo”. Continua a leggere

sulla Birra

Vado in Germania e mi compro la birra

Il venditore tedesco inadempiente verso gli obblighi previsti dall’articolo 34, comma 2, della Direttiva 2008/118/CE relativa al regime generale delle accise, non può cedere birra all’acquirente italiano che – sprovvisto della qualifica di “destinatario registrato” prevista al punto 9 dell’articolo 4 della medesima fonte di diritto comunitario – è obbligato a pagarne l’accisa all’atto dell’immissione in consumo nel territorio dello Stato italiano e nemmeno può trasportarla, ai sensi dell’articolo 32 della stessa Direttiva CE, in quantità superiore al limite dei 110 litri stabilito dall’art. 11, co. 2, D.Lgs 504/1995. Continua a leggere

Il commercio elettronico di vini e liquori, anche no.

Per questa sorta di antica autarchia tributaria delle accise, a dispetto della libera circolazione delle merci nel mercato unico europeo, anche l’acquisto di una sola bottiglia dal nostro sito di e-commerce soggiace alle medesime regole previste per chi conclude l’acquisto di un TIR carico di vini e liquori. Le cosiddette “vendite a distanza dei prodotti sottoposti ad accisa già immessi in consumo in uno Stato membro” – come le definisce l’art. 36 della Direttiva 2008/118/CE del Consiglio del 16 dicembre 2008 (relativa al regime generale delle accise e che abroga la direttiva 92/12/CEE) – non si presentano di semplice attuazione perché nessuna sostanziale semplificazione procedurale vi si rinviene rispetto alle cessioni intracomunitarie all’ingrosso. Continua a leggere

Alcolici senza DAA

Per le cessioni intracomunitarie di birra, acqueviti, liquori e vino effettuate nel corso degli anni 1999, 2000 e 2001, la Società trasgreditrice non ha emesso l’apposito documento di accompagnamento di cui al Regolamento (CEE) n. 3649/92 della Commissione del 17 dicembre 1992, richiamato dall’art. 12 del D.Lgs 504/1995.
Il mancato rispetto delle disposizioni dettagliatamente indicate dall’art. 11 del citato decreto 210/1996 e la mancata emissione dei previsti documenti comunitari ha tra l’altro impedito gli appuramenti di buon esito dei trasferimenti (cfr. art. 19 Dir. CEE 92/12) e non ha quindi permesso – agli organi di vigilanza tributaria dei Paesi comunitari di destinazione – di avere cognizione dell’avvenuta insorgenza della specifica obbligazione tributaria e di poterne verificare l’assolvimento. Continua a leggere

Uso commerciale

Rimborso sul Rum

Le disposizioni generali concernenti le accise accordano il rimborso sia ai prodotti già assoggettati che vengono avviati ad un deposito fiscale sia a quelli che sono trasferiti in un altro Stato membro o esportati. In ogni caso, la domanda deve essere presentata dal soggetto che nell’ambito della propria attività economica ha la disponibilità dei prodotti, all’Ufficio delle dogane competente all’emissione del richiesto provvedimento di rimborso perché territorialmente competente sul luogo dove si trovano i medesimi prodotti. Ai sensi dell’art. 29, comma 4, della legge 29 dicembre 1990, n. 428, la domanda di rimborso deve essere comunicata, a pena di inammissibilità, anche all’ufficio tributario che ha ricevuto la dichiarazione dei redditi degli anni d’imposta nei quali l’onere dell’accisa che si chiede in restituzione ha concorso a formare il reddito d’impresa del richiedente. Continua a leggere

Ho superato l’assegnazione UMA

L’azienda agricola che si rifornisce di gasolio denaturato in quantità superiore al limite assegnatogli con il libretto di controllo dell’ufficio provinciale U.M.A. viola il disposto dell’art. 6, comma 1, del decreto 454/2001 del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali. Regolarizziamo l’errore scrivendo una lettera indirizzata sia all’ufficio provinciale per gli utenti motori agricoli che all’ufficio delle dogane e chiediamo di detrarre dalla prossima assegnazione la quantità eccedente che, ovviamente, non abbiamo utilizzato. Ci avvaliamo dell’istituto del ravvedimento operoso, pagando euro 32,25 (un ottavo di euro 258 costituente il minimo edittale della sanzione prevista dall’articolo 50, comma 1, del testo unico sulle accise per la violazione dell’articolo 6, comma 1, del decreto ministeriale 454/2001). Continua a leggere

Nessuna sanzione se il gasolio cresce e cala

Ai sensi dell’allegato I al Reg. CEE 2658/87 e successive modificazioni, il gasolio e il gasolio denominato “one” rientrano nella medesima voce doganale (n.c. 271019) e sono entrambi assoggettati al livello di accisa previsto, per il singolo carburante olio da gas, dall’art. 21 del D.lgs 504/1995 e dal relativo Allegato I. Se dal raffronto tra la rimanenza contabile e l’effettiva giacenza accertate nell’inventario del singolo carburante gasolio risulta una deficienza rientrante nella tolleranza ammessa dall’art. 50, comma 2, del testo unico sulle accise, non vi è l’irregolare tenuta del registro di carico e scarico e l’irrogazione dell’inerente sanzione è improcedibile. Continua a leggere

L’erogatore di carburanti è sballato

Il controllo dell’affidabilità metrologica degli erogatori e la conseguente richiesta di verifica di corretto funzionamento sono obblighi posti a carico del gestore: utente metrico come sancito dall’art.7 del decreto del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato D.M. 28-3-2000 n. 182, applicabile nelle more dell’emanazione dei decreti ministeriali rivolti alla determinazione dei criteri per l’esecuzione dei controlli successivi sugli strumenti di misura MID (Measuring Instruments Directive – direttiva 2004/22/CE) e previsti dall’art.19, comma 2, del decreto legislativo n. 22 del 2007. Continua a leggere

Uso proprio

Ho superato l’assegnazione UMA

L’azienda agricola che si rifornisce di gasolio denaturato in quantità superiore al limite assegnatogli con il libretto di controllo dell’ufficio provinciale U.M.A. viola il disposto dell’art. 6, comma 1, del decreto 454/2001 del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali. Regolarizziamo l’errore scrivendo una lettera indirizzata sia all’ufficio provinciale per gli utenti motori agricoli che all’ufficio delle dogane e chiediamo di detrarre dalla prossima assegnazione la quantità eccedente che, ovviamente, non abbiamo utilizzato. Ci avvaliamo dell’istituto del ravvedimento operoso, pagando euro 32,25 (un ottavo di euro 258 costituente il minimo edittale della sanzione prevista dall’articolo 50, comma 1, del testo unico sulle accise per la violazione dell’articolo 6, comma 1, del decreto ministeriale 454/2001). Continua a leggere

Vado in Germania e mi compro la birra

Il venditore tedesco inadempiente verso gli obblighi previsti dall’articolo 34, comma 2, della Direttiva 2008/118/CE relativa al regime generale delle accise, non può cedere birra all’acquirente italiano che – sprovvisto della qualifica di “destinatario registrato” prevista al punto 9 dell’articolo 4 della medesima fonte di diritto comunitario – è obbligato a pagarne l’accisa all’atto dell’immissione in consumo nel territorio dello Stato italiano e nemmeno può trasportarla, ai sensi dell’articolo 32 della stessa Direttiva CE, in quantità superiore al limite dei 110 litri stabilito dall’art. 11, co. 2, D.Lgs 504/1995. Continua a leggere

Chiudiamo il registro del distributore

Ho pensato che potesse tornare utile un mio vecchio modulo (di almeno dieci anni ma gli ho cancellato le colonne della super e del miscelatore) per la chiusura dei registri UTF dei distributori di carburanti. Il prospetto di chiusura deve essere presentato in tre esemplari, al proprio ufficio delle dogane, entro 30 giorni dall’ultima scritturazione (così l’art. 5 del DM 1/8/1980 che aveva sostituito l’art. 12 del DM 13/8/1957) e siccome sul registro occorre anche scrivere i dati della chiusura contabile alla fine dell’anno (secondo quanto disposto dall’art. 4 del 1980 e dall’art. 11 del 1957), dobbiamo stare attenti a consegnare il prospetto entro il 30 gennaio. Continua a leggere

In laboratorio con gli alcoli

Gli alcoli metilico, propilico e isopropilico, pur non essendo sottoposti ad accisa, sono dei “sorvegliati speciali” dopo che nei primi anni ’80 alcuni commercianti senza scrupoli usarono il metanolo addirittura per fare il vino (o dargli più grado).
L’impiego degli alcoli metilico, propilico e isopropilico, acquistati in bottiglie sigillate da max 2.5 litri quali campioni e reagenti per analisi, può perfettamente inserirsi nell’esclusione dall’obbligo del registro prevista all’articolo 22, comma 1, lettera C del DM 153/2001. Una diversa lettura della norma regolamentare farebbe diventare abnorme, per il fine che si prefigge, l’adempimento in parola perché lo scopo normativo era e rimane quello di prevenire, anche mediante adeguate “pastoie burocratiche”, un facile reperimento e un disinvolto ma conveniente uso illecito di tali alcoli. Continua a leggere

Zenzero

ATONEMENT

Italian death metal band Logic of Denial proudly joins forces with Comatose Music for a new 2013 release! After performing at the renowned Neurotic Deathfest (NL) and recording the two track promo ‘Incipit of Abhorrence’ in 2011, Logic Of Denial is now ready to unleash their second full length album titled ‘Atonement’. Mastered at the mighty Hertz Studios and thematically focused on the fields of expiation and catharsis. Eleven tracks of blasting death metal brutality, where the process of atonement could represent the ravenous, sick, odd and contradictory side of human and in-human existence. Continua a leggere

Signoraggio FAQ

Ho molto apprezzato l’articolo scritto da Mauro Vanetti e Luca Lombardi, pubblicato su – Carmilla – e segnalato dallo stesso Vanetti sul suo blog, all’indirizzo – http://www.maurovanetti.info/?q=signoraggio. Qui ho disabilitato la possibilità di lasciare i commenti che possono invece utilmente arricchire il già brillante e articolato dibattito ammirevolmente sostenuto dall’autore, Mauro Vanetti: del quale riporto un passaggio che testimonia, a mio parere, l’eccellente solidità dei fondamenti teorici il cui costante affinamento sembra costituire il motore dell’encomiabile impegno sociale del compagno Mauro Vanetti. Continua a leggere

Diritto alla casa

Siamo però fermamente convinti che la semplice carità, non importa se cristiana o laica, non sia sufficiente. Come comunisti pensiamo che il diritto ad un’abitazione esista sempre, non solo nelle occasioni di emergenza. Siamo ben cosapevoli che fra qualche giorno queste persone che ospitiamo saranno nuovamente nelle sale d’attesa delle stazioni e negli angoli e sui marciapiedi della città. E’ necessario tornare a parlare del diritto ad un tetto sopra la testa, dobbiamo avere ben chiaro in mente che solo delle case popolari dignitose possono porre rimedio a questo problema dilagante, particolarmente accentuato in questo periodo dalla crisi e dai tagli del governo Monti. Continua a leggere

Kevin

Dai Kevin che anche questa è andata! Si, è vero, la vita è spesso violenta e tu, ad appena vent’anni, hai già dovuto inghiottire parecchia sfiga. E la croce la subisci da quando eri un bimbo di 13 anni. Ma la vita è comunque meravigliosa e tu lo sai meglio di tanti altri. La assapori meglio di chi non ha avuto le tue sofferenze. Hai la fortuna di essere un feltrino: e la maestà del Monte Grappa e l’amore dei tuoi stupendi genitori, cureranno ogni tua ferita. Continua a leggere