Rimborso sul Rum


Rimborso sul Rum

red © Barbara Taurua 1xcom31887

Accisa sull’alcole etilico. Reimmissione in regime sospensivo e rimborso dell’accisa su rum (acquavite di melasso di canna) immesso in consumo. Le disposizioni generali concernenti le accise accordano il rimborso sia ai prodotti già assoggettati che vengono avviati ad un deposito fiscale sia a quelli che sono trasferiti in un altro Stato membro o esportati. In ogni caso, la domanda deve essere presentata dal soggetto che nell’ambito della propria attività economica ha la disponibilità dei prodotti, all’Ufficio delle dogane competente all’emissione del richiesto provvedimento di rimborso perché territorialmente competente sul luogo dove si trovano i medesimi prodotti. Ai sensi dell’art. 29, comma 4, della legge 29 dicembre 1990, n. 428, la domanda di rimborso deve essere comunicata, a pena di inammissibilità, anche all’ufficio tributario che ha ricevuto la dichiarazione dei redditi degli anni d’imposta nei quali l’onere dell’accisa che si chiede in restituzione ha concorso a formare il reddito d’impresa del richiedente.

I diversi presupposti di fatto e gli adempimenti da osservare per fruire della restituzione dell’accisa assolta sono stabiliti:

  • nel caso A) di reimmissione in deposito fiscale: dall’articolo 6, comma 13, del testo unico sulle accise approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, come so-stituito dall’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 29 marzo 2010, n. 48, con le procedure previste dall’articolo 5, comma 1, lettera c, del decreto del Ministro delle finanze 12 dicembre 1996 n. 689 e dall’articolo 17, comma 2, del decreto del Mini-stro delle finanze 25 marzo 1996 n. 210;
  • nel caso B) di trasferimento in un altro Stato comunitario: dall’articolo 14, com-ma 3, del testo unico sulle accise approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, con le procedure previste dall’articolo 2 del decreto del Ministro delle finanze 12 dicembre 1996 n. 689 e dall’articolo 11, comma 2, del decreto del Ministro delle finanze 25 marzo 1996 n. 210;
  • nel caso C) di esportazione: dall’articolo 14, comma 3, del testo unico sulle accise approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, con le procedure previste dall’articolo 4 del decreto del Ministro delle finanze 12 dicembre 1996 n. 689.

In ogni caso, la domanda deve essere presentata dal soggetto che nell’ambito della propria attività economica ha la disponibilità dei prodotti, all’Ufficio delle dogane competente all’emissione del richiesto provvedimento di rimborso perché territorialmente competente sul luogo dove si trovano i medesimi prodotti.

Ad ogni buon conto, se una parte dei prodotti già assoggettati ad accisa non sono stati consumati possono essere reimmessi in deposito fiscale osservando le seguenti modalità:

I) L’esercente detentore dell’acquavite dovrà chiedere, al depositario autorizzato per l’accisa sull’alcole etilico, i seguenti documenti, in carta libera:

1. una richiesta di reimmissione in regime sospensivo, indirizzata all’ufficio delle dogane territorialmente competente sul luogo dove è giacente il prodotto (il fornitore è in possesso di tutti i dettagli per la sua qualificazione e quantificazione: con almeno il codice N.C. della tariffa doganale comune, il volume idrato, il titolo volumico a 20°C, il volume anidro e l’importo dell’accisa da richiedere a rimborso);

2. una dichiarazione, vistata dall’ufficio delle dogane territorialmente competente sul luogo dove è avvenuta l’immissione al consumo, attestante le date in cui il prodotto in questione era stato assoggettato, con anche gli estremi dei documenti commerciali emessi, le quantità in idrato e anidro e gli importi dell’accisa assolta;

3. nel caso che venga richiesto il rimborso mediante “accredito” (molto più rapido del rimborso in contanti), una dichiarazione con la quale il “depositario autorizzato” rilascia il suo preventivo assenso al futuro accredito d’accisa al proprio “deposito fiscale”.

II) L’esercente detentore dell’acquavite dovrà redigere e presentare la domanda di rimborso, in carta libera:

4. Ricevuti i documenti sopra elencati ai punti 1, 2 e 3, il detentore dell’acquavite li trasmetterà al proprio ufficio delle dogane, allegandoli alla domanda di rimborso, in tre esemplari e in carta libera, sottoscritta dal legale rappresentante e contenente i dati della propria azienda nonché l’indicazione:

  • a) dei motivi della mancata utilizzazione o commercializzazione del prodotto;
  • b) dei riferimenti contabili degli acquisti dell’acquavite oggetto di rimborso (date degli ordini, date di arrivo della merce, numero e data delle B.A.M., numero e data delle fatture di acquisto, numero di registrazione delle fatture sul registro degli acquisti);
  • c) della qualità e della quantità, anche in volume idrato e anidro, del prodotto che si intende reimmettere in deposito fiscale;
  • d) dell’importo dell’accisa della quale si chiede il rimborso;
  • e) dei dati del deposito fiscale (denominazione sociale, codice di accisa, indirizzo del deposito) dove verrà utilizzato l’accredito;
  • f) della richiesta del processo verbale di assistenza alla distruzione dei contrassegni di Stato.

Ai sensi dell’art. 29, comma 4, della legge 29 dicembre 1990, n. 428, la domanda di rimborso deve essere comunicata, a pena di inammissibilità, anche all’ufficio tributario che ha ricevuto la dichiarazione dei redditi degli anni d’imposta nei quali l’onere dell’accisa che si chiede in restituzione ha concorso a formare il reddito d’impresa del richiedente.

III) L’Ufficio delle dogane territorialmente competente sul luogo mittente dei prodotti da trasferire, effettuati gli opportuni riscontri, rilascerà il benestare al trasferimento, informando contestualmente l’Ufficio delle dogane territorialmente competente sul deposito fiscale ricevente.

5. Il trasferimento delle bottiglie di acquavite al deposito fiscale avverrà con il documento amministrativo elettronico di cui al Reg. Commissione (CE) n. 684/2009: inserito e stampato dal depositario autorizzato che, immesso il prodotto nel proprio deposito, restituirà una copia del medesimo documento al mittente; completa dell’attestazione di ricezione della “nota di ricevimento” del sistema informatico doganale.

6. Documento che il soggetto richiedente il rimborso avrà premura di allegare in fotocopia alla comunicazione di buon fine del trasferimento: da fare al proprio ufficio delle dogane che potrà dunque emettere il provvedimento di rimborso.

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