Impianto fotovoltaico senza licenza: contestazione


Impianto fotovoltaico senza licenza: contestazione

PoiPoi – Bogdan Pedovich 1xcom 27337

Dopo aver denunciato all’Ufficio delle Dogane l’installazione e la connessione alla rete (grid-connect) di un impianto fotovoltaico da circa 48 kWp di potenza nominale, l’esercente lo ha posto in uso senza attendere il necessario sopralluogo, le eventuali prescrizioni e la licenza di esercizio del competente Ufficio dell’Agenzia delle dogane. L’ignoranza della legge tributaria non costituisce esimente dalla punibilità salvo i casi in cui l’autore dell’illecito sia stato indotto in errore incolpevole, ossia non rimproverabile, in quanto non evitabile con l’ordinaria diligenza. L’ignoranza è inevitabile quando sia indotta da elementi positivi esterni all’autore della violazione e provenienti da soggetti qualificati: idonei cioè a determinare nell’agente la convinzione della liceità della sua condotta.

OGGETTO: Energia elettrica prodotta con impianto azionato da fonte rinnovabile (effetto fotovoltaico) con potenza disponibile superiore a 20 kW – Officina di autoproduzione grid-connect, censita con codice IT00XXEXXXXXX, presso lo stabilimento produttivo della … sito in … Illeciti amministrativi tributari constatati con p.v. del 30 gennaio 2007 redatto da funzionari dell’Ufficio delle Dogane di …

Ai sensi dell’art. 16 del D.lgs n. 472/97 e dell’art. 19 del D.lgs 504/1995 come modificato dal D.lgs 48/2010, e delle funzioni delegate col Decreto DD/60/AGC/2010 del Direttore Regionale dell’Emilia Romagna del 16 giugno 2010 ( prot. 821 RI), presso l’Ufficio in intestazione viene redatto il seguente ATTO DI CONTESTAZIONE.

FATTI ED ELEMENTI PROBATORI

Come risulta dal processo verbale di verifica tecnica e constatazione, redatto da funzionari dell’Ufficio delle Dogane di … il 30 gennaio 2007 e consegnato in copia al signor … nella sua veste di legale rappresentante della società, si sono verificati i seguenti fatti:

1) FATTI – NORME VIOLATE E SANZIONI – AUTORE DELLE VIOLAZIONI

La società …, dopo aver denunciato all’Ufficio delle Dogane di … l’installazione e la connessione alla rete (grid-connect) di un impianto fotovoltaico da circa 48 kWp di potenza nominale, lo ha posto in uso senza attendere il necessario sopralluogo, le eventuali prescrizioni e la licenza di esercizio del competente Ufficio dell’Agenzia delle dogane.

Fatto A) violazione degli articoli 53, 7°comma, e 55, 6° comma, del decreto legislativo 504/1995 per aver attivato l’officina senza attendere la prescritta verifica degli impianti, necessaria per la sicurezza del particolare gettito erariale e il conseguente rilascio della licenza di esercizio.

In base all’art. 53, 7° comma, del D.lgs 504/95, “ai soggetti di cui ai commi 1 e 2, che esercitano officine di energia elettrica è rilasciata, dal competente ufficio dell’Agenzia delle Dogane successivamente alla verifica degli impianti, una licenza di esercizio, in luogo dell’autorizzazione di cui al comma 5, soggetta al pagamento di un diritto annuale”.

Inoltre, considerando l’esenzione di accisa per i consumi di energia autoprodotta in locali e luoghi diversi dalle abitazioni e che i consumi prelevati dalla rete distributiva sono invece assoggettati ad accisa, l’art. 55, 6° comma, del D.lgs 504/95, dispone: “Qualora in un impianto si utilizzi l’energia elettrica per usi diversi e si richieda l’applicazione della corrispondente aliquota d’imposta, le diverse utilizzazioni devono essere fatte in modo che sia, a giudizio insindacabile del competente Ufficio dell’Agenzia delle dogane, escluso il pericolo che l’energia elettrica venga deviata da usi esenti ad usi soggetti ad imposta. Il competente Ufficio dell’Agenzia delle dogane può prescrivere l’applicazione, a spese degli interessati, di speciali congegni di sicurezza o di apparecchi atti ad impedire l’impiego dell’energia elettrica a scopo diverso da quello dichiarato.

Visto il mancato rispetto della sopraindicata formalità, non ritenendosi applicabile l’art. 59, 1°comma del D.lgs 504/1995 nell’evidente assenza di qualsivoglia tentativo di evadere l’accisa o l’addizionale quando, come nella fattispecie in esame, è stato denunciato un generatore già fornito di contatori di energia (integratori) suggellati e gestiti in telelettura da “Enel Distribuzione Spa”, si ritiene applicabile l’ipotesi sanzionatoria residuale prevista dall’art 59, 5° comma, del D.lgs 504/1995 “per ogni altra violazione delle disposizioni del presente titolo e delle relative norme di applicazione, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da 258 euro e 1549 euro“.

Fatto B) violazione dell’art. 56, 1°comma, del D.lgs 504/1995 per non aver versato la rata d’acconto alla prescritta scadenza.

Ai sensi dell’art 56, 1° e 2° comma, del D.lgs 504/1995 “…il pagamento dell’accisa è effettuato in rate di acconto mensili, da versare entro il giorno 16 di ciascun mese, calcolate sulla base di un dodicesimo dei consumi dell’anno precedente… l’Amministrazione finanziaria ha facoltà di prescrivere, sulla base dei dati tecnici e contabili disponibili, rateizzazioni di acconto diverse da quelle di cui al comma 1”. Dunque, avendo dichiarato l’attivazione  dell’impianto come avvenuta in data 28.12.2006 al termine delle prove di collaudo, l’esercente ha omesso di versare la prima rata d’acconto entro il 16 gennaio 2007.

Per tale omissione, si ritiene applicabile l’art. 13 del D.lgs 471/97 che prevede “chi non esegue in tutto o in parte alle prescritte scadenze i versamenti in acconto … è soggetto a sanzione amministrativa pari al trenta per cento di ogni importo non versato”. La rata non versata era di 1050 euro e la corrispondente sanzione è pari a 315 euro.

Ai sensi dell’art.17, 3° comma, del D.lgs 472/1997, alle sanzioni per omesso o ritardato pagamento dei tributi al tributo, in nessun caso si applica la definizione agevolata prevista dal comma 2 del medesimo art. 17 e dall’art 16, c. 3.

Fatto C) violazione dell’art. 53, 5°comma, del D.lgs 504/1995 per non aver prestato la cauzione sul pagamento dell’accisa.

Non avendo la società provveduto, prima dell’attivazione dell’officina, al versamento della cauzione, si è resa responsabile della violazione dell’art 53, 5° comma, del T.U.A  ove prevede che “i soggetti di cui ai commi 1 e 2, fatta eccezione per quelli che versano l’imposta dovuta mediante canone di abbonamento annuale, prestano una cauzione sul pagamento dell’accisa determinata dal competente ufficio dell’Agenzia delle Dogane in misura pari ad un dodicesimo dell’imposta annua che si presume dovuta in relazione ai dati comunicati dal soggetto nella denuncia …

Pertanto, si ritiene applicabile l’ipotesi sanzionatoria residuale come prevista dall’art 59, 5° comma, del D.lgs 504/1995 per il quale “per ogni altra violazione delle disposizioni del presente titolo e delle relative norme di applicazione, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da 258 euro e 1549 euro“.

I fatti qui contestati quali “illecito amministrativo tributario” sono posti a carico della persona giuridica titolare del rapporto fiscale ai sensi del disposto dall’art. 7 del decreto legge 269/2003, convertito dalla legge 326/2003: …, c.f. e p. iva …, avente sede in …

Le osservazioni formulate dalla società …, sia all’atto della verbalizzazione del sopralluogo del 30 gennaio 2007 sia con le deduzioni difensive del 27 febbraio 2007 ai sensi dell’art. 12 della L. 212/2000, non possono essere utili ad una diversa qualificazione dei fatti in contestazione in quanto, ai sensi dell’art.6 del D.lgs 472/1997, l’ignoranza della legge tributaria non costituisce esimente dalla punibilità salvo i casi in cui l’autore dell’illecito sia stato indotto in errore incolpevole, ossia non rimproverabile, in quanto non evitabile con l’ordinaria diligenza.

Il dovere di informarsi e uniformarsi alla disciplina fiscale richiesta dalla normativa di settore grava sul soggetto che ha deciso di impiegare un impianto fotovoltaico, in modo ben più rigoroso e stringente rispetto a quello richiesto alla generalità dei cittadini che non svolgono quella determinata attività.

L’ignoranza è inevitabile quando sia indotta da elementi positivi esterni all’autore della violazione e provenienti da soggetti qualificati: idonei cioè a determinare nell’agente la convinzione della liceità della sua condotta.

L’autore dell’illecito ha adempiuto al proprio onere probatorio proponendo osservazioni da egli ritenute sufficienti a sorreggere l’assunto dell’ignoranza inevitabile: osservazioni e lettere allegate alle deduzioni difensive del 27.2.2007 (lettere del 15.11.2006, del 27.12.2006 e del 08.01.2007) e che invece questo Ufficio non ritiene idonee a configurare la causa di non punibilità invocata, per le seguenti considerazioni:

– la lettera dell’Ufficio, del 15.11.2006, è una richiesta di integrazione dei documenti mancanti nel corredo della denuncia e pertanto non poteva avere – come difatti non ha avuto – la pretesa di illustrare ogni adempimento richiesto dalla normativa di settore;

– il fax del 27.12.2006 – qui inviato dalla società … che ha messo in opera l’impianto fotovoltaico – comunicava la necessità di effettuare, il giorno 28/12/1996 e per una durata non superiore a tre giorni, le necessarie prove di collaudo degli apparecchi. Tale comunicazione testimonia semmai l’elevato standard di diligenza dimostrato dall’operatore professionale (nel senso civilistico del termine) consapevole di dover avvisare questo Ufficio;

-il fax del 08.01.2007 – qui inviato dalla società … – comunicava l’installazione del contatore bidirezionale per la connessione alla rete di distribuzione e concludeva con: “attendiamo notizie se attivare l’impianto in modo definitivo o aspettare un vostro sopralluogo”. Anche tale comunicazione conferma che l’autore delle violazioni in contestazione è stato assistito da un consulente informato degli specifici precetti tributari.

In conclusione, il fatto che l’esercente abbia attivato l’impianto senza attendere il sopralluogo effettuato celermente dall’Ufficio il 30.01.2007, dimostra che l’uso dell’ordinaria diligenza avrebbe evitato i contestati errori.

2) CAUSE DI NON PUNIBILITA’ E COLPEVOLEZZA

Non si ravvisano cause di non imputabilità ai sensi dell’art. 4 D.lgs 472/97 e di non punibilità ai sensi dell’art. 6 D.lgs 472/97. Non risultano elementi per far ritenere che le violazioni alla disciplina fiscale sulle accise siano state commesse con colpa grave o dolo.

3) CRITERI PER LA DETERMINAZIONE DELLE SANZIONI

Criteri personali: dal processo verbale di constatazione non risultano comportamenti atti ad ostacolare il corretto e spedito svolgimento delle operazioni di controllo o azioni tendenti a mistificare i risultati.

Criteri oggettivi: non risultano illeciti amministrativi tributari non definiti.

L’autore dell’illecito come sopra individuato al punto 1) ha commesso le violazione delle norme riportate nei fatti ivi descritti, la cui sanzione viene di seguito riepilogata:

Per il fatto A: 1 (una) violazione dell’art. 53, 7°comma, del D.lgs 504/1995  punita ai sensi dall’art 59, 5° comma, del medesimo Testo Unico con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da € 258,00 a € 1.549,00. Sanzione contestata pari ad  € 258,00.

Per il fatto B: 1 (una) violazione dell’art. 56, 1°comma, del D.lgs 504/1995, punita dall’art. 13 del D.lgs 471/97, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro pari al trenta per cento di ogni importo non versato. Sanzione contestata pari ad  € 315,00.

Per il fatto C: 1 (una) violazione dell’art. 53, 5°comma, del D.lgs 504/1995  punita ai sensi dall’art 59, 5° comma, del medesimo Testo Unico con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da € 258,00 a € 1.549,00. Sanzione contestata pari ad  € 258,00.

4) DETERMINAZIONE DELLE SANZIONI PRINCIPALI

– Visti i fatti, i motivi, le norme violate e le relative sanzioni e visto quanto risultante dai criteri soggettivi e oggettivi di cui al punto 3)

Il Direttore dell’Ufficio delle Dogane di … DETERMINA a carico di …. la sanzione:

· di euro 831,00 (ottocentotrentuno/00);

· oltre ad euro 5,16 (cinque/16) quale recupero forfettario delle spese di notifica (DM 08/1/2001).

5) DEFINIZIONE  AGEVOLATA

Si avvisa che, ai sensi dell’art. 17, 3° comma, del D.lgs n. 472/97, per la infrazione di cui al Fatto B, non è possibile applicare la definizione agevolata prevista dall’art. 16, 3° comma, del D.lgs n. 472/97.

Si avvisa che, ai sensi dell’art. 16, 3° comma, del D.lgs n. 472/97, per le sole infrazioni di cui ai Fatti A e C, la controversia può essere DEFINITA IN MODO AGEVOLATO con il pagamento, ENTRO 60 (SESSANTA) GIORNI DALLA NOTIFICA (*) del presente atto di contestazione, di:

· euro 129,00 (centoventinove/00) – causale: definizione agevolata sanzione atto di contestazione n… /2010;

A tale modalità di definizione agevolata consegue la non applicabilità delle eventuali sanzioni accessorie e la non rilevanza dell’illecito ai fini della recidiva.

Per un totale di euro 449,16 (quattrocentoquarantanove/16):

· euro 129,00 (Centoventinove/00) – causale: definizione agevolata sanzione atto di contestazione n. /2010;

· euro 315,00 (Trecentoquindici/00) – causale: sanzione atto di contestazione n. /2010;

· euro 5,16 (Cinque/16) – causale: recupero forfettario spese di notifica atto di contestazione n.  /2010.

(*)  Il decorso di tale termine è sospeso di diritto dal 01/08 al 15/09 di ciascun anno e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione; se il decorso ha inizio durante il periodo di sospensione anzidetto, l’inizio dello stesso è differito alla fine di detto periodo.

6) MODALITA’ DI PAGAMENTO

Il versamento di quanto dovuto, nel termine di cui sopra, potrà essere effettuato esclusivamente al Ricevitore dell’Ufficio delle Dogane di …:

· presso la Ricevitoria dello scrivente Ufficio delle Dogane di …, in contanti o mediante assegno circolare non trasferibile intestato Banca d’Italia – Tesoreria dello Stato – Sezione di … – ed emesso da istituto bancario operante sulla piazza di …;

· mediante invio di un vaglia postale intestato al “Ricevitore Capo dell’Ufficio delle Dogane di …” citando nella causale: – atto di contestazione  n. /2010 dell’Ufficio delle Dogane di …;

· mediante bonifico su conto corrente postale intestato al Ricevitore Capo dell’Ufficio delle Dogane di … avente le seguenti coordinate:  codice IBAN:…   codice BIC/SWIFT  :… citando nella causale: – atto di contestazione  n. /2010 dell’Ufficio delle Dogane di …;

· mediante versamento tramite bollettino postale sul numero di conto … citando nella causale: – atto di contestazione  n. /2010 dell’Ufficio delle Dogane di ….

7) AUTORITA’ ALLE QUALI E’ POSSIBILE RICORRERE

Qualora non si definisca la controversia in via agevolata con le modalità di cui sopra, si informa che, ai sensi dell’art. 16, 4°comma, del D.lgs 472/1997, il trasgressore può, ENTRO 60 (SESSANTA) GIORNI DALLA NOTIFICA (*), produrre deduzioni difensive direttamente a questo Ufficio delle Dogane. Nel termine di decadenza di un anno dalla loro presentazione, in caso di mancato accoglimento, l’Ufficio emetterà un provvedimento di irrogazione della sanzione (senza più possibilità di definizione agevolata). In mancanza di deduzioni, il presente atto di contestazione si considera provvedimento di irrogazione della sanzione determinata al punto 4) la cui riscossione seguirà la graduazione di cui all’art. 68 del D.L.vo n.546/1992.

Ai sensi dell’art. 19, 2° comma, del D.lgs n. 546/1992 si informa che, ai sensi dell’art. 3, 4°comma, della L. 07/08/1990, n. 241 e in applicazione dell’art. 12, 2°comma, della legge 28/12/2001, n. 448, contro il provvedimento di irrogazione è possibile ricorrere, ENTRO 60 (SESSANTA) GIORNI DALLA NOTIFICA (*), alla Commissione Tributaria Provinciale di … – (Telefono: …) – Via … – … – …, secondo le previsioni dell’art. 2 del Decreto Legislativo n. 546 del 31.12.1992.

Il ricorso, soggetto all’imposta di bollo di  € 14,62 (quattordici/62) per ogni 100 righe o frazione, è proposto mediante notifica a questo Ufficio a norma dei commi 2 e 3 dell’art. 16 del D.lgs 546/1992 (ai sensi degli artt. 137 e seguenti del codice di procedura civile, oppure a mezzo posta, oppure mediante consegna a questo Ufficio) e costituzione in giudizio entro 30 (trenta) giorni dalla notifica.

A chi presentare ricorso

Il contribuente deve:

1) intestare il ricorso in bollo alla Commissione Tributaria Provinciale nella cui circoscrizione ha sede l’ufficio che ha emesso l’atto contro cui si ricorre;

2) notificare il ricorso spedendolo a questo ufficio finanziario senza busta, per raccomandata con avviso di ricevimento, oppure tramite l’ufficiale giudiziario, oppure consegnandolo all’impiegato addetto all’ufficio, facendosi rilasciare la relativa ricevuta, quindi:

– mediante consegna del ricorso in originale all’impiegato addetto di questo Ufficio che ne rilascerà ricevuta sulla copia;

– mediante spedizione, a questo Ufficio, del ricorso in originale, a mezzo posta, senza busta e per raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso il ricorso si intende notificato al momento della spedizione;

– mediante notifica, a questo Ufficio, ai sensi degli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile (tramite ufficiale giudiziario) della fotocopia del ricorso.

Dati da indicare nel ricorso

Nel ricorso, intestato alla Commissione Tributaria Provinciale, il contribuente deve indicare:

1) le proprie generalità;

2) il codice fiscale;

3) il rappresentante legale, se chi fa ricorso è una società o un ente;

4) la residenza o la sede legale o il domicilio eventualmente scelto;

5) l’ufficio finanziario (Ufficio delle Dogane di …) contro cui ricorre;

6) gli estremi di identificazione dell’atto impugnato (l’atto ricevuto dall’ufficio finanziario contro cui ricorre);

7) i motivi del ricorso;

8) le conclusioni, cioè la richiesta che il contribuente rivolge alla Commissione Tributaria Provinciale.

E’ opportuno che il contribuente alleghi al ricorso la fotocopia di tutto l’atto impugnato dalla quale risulti la data di notifica.

N.B. Se l’importo contestato è pari o superiore a 2.582,28 euro, esclusi gli interessi e le sanzioni (ovvero, in caso di contestazioni relative esclusivamente a sanzioni, se l’ammontare delle sanzioni stesse è pari o superiore a 2.582,28 euro), il contribuente deve essere obbligatoriamente assistito da un difensore, appartenente ad una delle categorie indicate nell’art. 12, comma 2, del decreto legislativo n. 546/1992 pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 9 del 13 gennaio 1993, che deve sottoscrivere il ricorso e gli ulteriori atti processuali ai sensi del citato decreto legislativo.

Costituzione in giudizio

Entro trenta giorni dalla data in cui ha provveduto alla notifica del ricorso, il contribuente deve costituirsi in giudizio, cioè deve depositare il proprio fascicolo presso la segreteria della Commissione Tributaria Provinciale di …, secondo le modalità previste dall’art. 22, comma 1, del Decreto Legislativo 31.12.1992, n. 546.

Se il contribuente non deposita il proprio fascicolo nei tempi previsti perde il diritto di procedere nel ricorso.

Il fascicolo deve contenere:

1) l’originale del ricorso, se è stato notificato tramite ufficiale giudiziario, oppure la fotocopia del ricorso sulla quale il contribuente dichiara che è conforme al ricorso originale già spedito per posta o consegnato;

2) la fotocopia della ricevuta del deposito o della raccomandata con avviso di ricevimento;

3) la fotocopia del presente atto impugnato.

Chi perde in giudizio può essere condannato al pagamento delle spese.

(*)  Il decorso di tale termine è sospeso di diritto dal 01/08 al 15/09 di ciascun anno e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione; se il decorso ha inizio durante il periodo di sospensione anzidetto, l’inizio dello stesso è differito alla fine di detto periodo.

8  RISCOSSIONE COATTIVA

Qualora il trasgressore non definisca in via agevolata la controversia (punto 5), non presenti deduzioni difensive oppure non proponga impugnazione (punto 7), il presente atto sarà considerato PROVVEDIMENTO DI IRROGAZIONE costituente titolo per l’avvio della procedura di RISCOSSIONE COATTIVA di quanto determinato al (punto 4).

9) INFORMAZIONI A GARANZIA DEL CONTRIBUENTE

Informazioni complete sull’atto possono essere ottenute dall’Area del Contenzioso dell’Ufficio in intestazione – Tel.: … E.mail: … Responsabile del procedimento, esclusa  l’adozione del presente provvedimento finale, è … – funzionario doganale. Tel …

Autotutela: questo Ufficio è titolare del potere di annullamento, di revoca o sospensione degli effetti del presente atto nonché del potere di riesame, anche nel merito, dell’atto in sede di autotutela (Istituto disciplinato dall’art. 2-quater del d.l. 30/9/1994, n.564, convertito con modificazioni dalla legge 30 novembre 1994, n. 656 e dal relativo regolamento di attuazione approvato con D.M. 11 febbraio 1997, n.37 nonché dalle modifiche introdotte dall’art.27 della legge 18 febbraio 1999, n.28).

Il Direttore dell’Ufficio ( …)

***

RELATA DI NOTIFICA A MEZZO POSTA

Si attesta che, ai sensi dell’art. 14 della L. 890/1982 (come modificato dall’art. 20 della L 146/1998) e dell’art. 10 L 265/1999, il presente atto prot. N° …  del …  2010, composto da 8 (otto) pagine, viene spedito il …  2010 mediante consegna, in busta sigillata, all’Ufficio postale C.P.O. (Centro Operativo Postale), via … di …, per la notificazione degli atti giudiziari a mezzo posta (secondo la disciplina recata dalla legge 20 novembre 1982, n. 890 con le modifiche introdotte dall’art. 2 del d.l. 14 marzo 2005, n. 35, convertito dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, e dall’art. 36 del d.l. 31 dicembre 2007, n. 248, convertito dalla legge 28 febbraio 2008, n.31), appositamente raccomandata e con avviso di ricevimento. Dalla data di consegna del plico o dal bollo apposto sull’ A.R. che verrà restituito dal servizio postale, decorreranno i termini della presente notificazione.

Il Funzionario notificante (…)

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