In laboratorio con gli alcoli


In laboratorio con gli alcoli

I will always © Daria Endresen

Ho ritenuto di scrivere questo breve post per rispondere alla richiesta inviatami privatamente (tramite il modulo presente nella pagina “contact”) dalla sig.ra Chiara, il 5 gennaio 2010:

«A proposito di alcol etilico e metilico: per la detenzione di quantitativi molto limitati in bottiglie sigillate max 2.5 per uso come reagenti per analisi/prove ma da parte di un’azienda manifatturiera e non di un laboratorio analisi. E’ obbligatoria la tenuta del registro?»

Ringrazio l’interessata per lo spunto fornito a questo blog e preciso anzitutto che l’alcol etilico è vincolato ad una disciplina fiscale ben diversa da quella prevista per gli alcoli metilico, propilico e isopropilico.

L’alcool etilico è pertanto acquistabile liberamente già assoggettato ad accisa oppure, ma solo dopo aver ottenuto una particolare autorizzazione dall’Ufficio delle dogane e dal competente Laboratorio chimico dell’Agenzia delle dogane, in esenzione d’imposta ai sensi dell’art. 27, comma 3, lett. H, del testo unico accise.

Gli alcoli metilico, propilico e isopropilico, pur non essendo sottoposti ad accisa, sono dei “sorvegliati speciali” dopo che nei primi anni ’80 alcuni commercianti senza scrupoli usarono il metanolo addirittura per fare il vino (o dargli più grado).

Con il decreto legge 282 del 18 giugno 1986, fu allora disposto che tali alcoli fossero soggetti al particolare regime di vigilanza fiscale già previsto sin dal 1976 per alcuni idrocarburi aromatici (benzoli, toluoli e xiloli) e per quelli paraffinici, olefinici e naftenici.

Ricordo che l’imposta di fabbricazione sull’alcool metilico, lo “spirito da legno” di un tempo, era appena stata abolita ma l’accisa aveva accompagnato il metanolo per decenni: anche per meglio consentire agli Uffici Tecnici di Finanza o delle Imposte di Fabbricazione di tenere sotto controllo un alcole normalmente presente come sottoprodotto della distillazione, specialmente delle materie vinose.

Inodore e incolore, il metanolo ben si prestava purtroppo alle frodi nel settore dell’etanolo edibile.

Rispondo quindi alla domanda se, l’impiego degli alcoli metilico, propilico e isopropilico, acquistati in bottiglie sigillate da max 2.5 litri quali campioni e reagenti per analisi, comporti comunque la tenuta del registro qualora l’utilizzatore sia un’azienda manifatturiera e non un laboratorio di analisi e ricerca.

Nel caso prospettato, io penso che non sia necessario adempiere all’obbligo di tenuta del registro già previsto dall’art. 5 del decreto ministeriale 1° agosto 1986.

Sono convinto insomma che la fattispecie possa perfettamente inserirsi nell’esclusione dall’obbligo del registro prevista all’articolo 22, comma 1, lettera C del DM 153/2001 (la cui formulazione letterale è stata peraltro mutuata dalla “vecchia” regolamentazione prevista per gli idrocarburi sopra accennati).

Una diversa lettura della norma regolamentare farebbe diventare abnorme, per il fine che si prefigge, l’adempimento in parola perché lo scopo normativo era e rimane quello di prevenire, anche mediante adeguate “pastoie burocratiche”, un facile reperimento e un disinvolto ma conveniente uso illecito di tali alcoli.

Ed è evidente che tale rischio risulti notevolmente ridotto, per non dire azzerato, qualora i medesimi alcoli siano commercializzati quali sostanze campioni e reagenti per analisi che, per il loro grado di purezza e dunque per il loro costo elevato, non rappresentano di certo, agli occhi dei delinquenti sofisticatori alimentari, “idonei e appetibili” succedanei dell’etanolo.

Se ce ne fosse bisogno, tale mia lettura potrebbe essere confortata dalla risoluzione dogane prot. 4212 del 18 luglio 2003, con la quale, nel rispondere a chi chiedeva se per gli alcoli m.p.i. impiegati dalle scuole in attività didattiche vi fosse l’obbligo di tenuta del registro, l’Agenzia ha ritenuto perfettamente applicabile l’esimente prevista per i laboratori di analisi e ricerca, anche perché: “D’altra parte l’altissimo grado di purezza di tali alcoli, comportando un notevole contenuto tecnologico ed un prezzo di acquisto molto elevato, ne preclude la possibilità di un impiego diverso da quello didattico.

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11.6.2009     impiegare gli alcoli metilico, propilico e isopropilico

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