Vietato farsi la grappa


Vietato farsi la grappa

prolocobolbeno.it (vecchi mestieri)

(Fonte  ProLoco Bolbeno) DISTILLATORI DI GRAPPA – ¨Lambicar¨ nel dialetto trentino, ha un duplice significato: lavorare con l’alambicco e cioè distillare grappa, oppure campare una vita grama di fatiche. E proprio la produzione della grappa, in alcune vallate povere del Trentino, serviva a rendere la vita meno amara, portando un piccolo guadagno extra, spesso in violazione delle norme che regolano da sempre la distillazione. E in molti piccoli produttori, c’è ancora quel gusto di distillare, magari solo poche bottiglie, in clandestinità, per avere un “goccetto” da offrire agli amici sottolineando l’offerta con l’immancabile ” questa è di quella buona, l’ ho fatta io in casa, roba che fa resuscitare.

Accisa sull’alcole etilico – Fabbricazione clandestina di alcole e bevande alcoliche e loro sottrazione all’accertamento e al pagamento dell’accisa ex art. 41 e art. 43 del D.Lgs. 504/1995 (T.U.A.). Esigibilità dell’imposta ex art. 2 T.U.A. – P.V. di constatazione e sequestro del 17 ottobre 2006 – redatto da militari della Guardia di Finanza – Compagnia … – Fatto constatato in …, presso l’azienda agricola … esercente l’attività di colture e azienda vitivinicola.

Il Direttore dell’Ufficio delle Dogane di …

Visti i verbali delle operazioni compiute e di sequestro conseguente ai reati constatati il 17 ottobre 2006 dalla Guardia di Finanza – Compagnia di … – a carico di … una copia dei quali risultano consegnati alla parte.

Visto che con tali verbali è stata constatata la detenzione di apparecchi e loro parti rilevanti per la fabbricazione clandestina di alcole e bevande alcoliche nonché la contemporanea presenza delle materie prime (vinacce) e di acquavite di vinaccia senza che tali apparecchi e il loro impiego siano stati previamente denunciati e verificati e in sottrazione all’accertamento e al pagamento dell’accisa sull’alcole illecitamente ottenuto: reati previsti dagli articoli 41 e 43 del D.Lgs 26 ottobre 1995, n. 504.

Visto che in tali casi, l’art.2 del medesimo D.Lgs 504/1995, pone l’obbligo del pagamento dell’accisa (esigibilità dell’accisa).

Visto che l’art.14 del medesimo D.L.vo 504/1995 prevede che, prima di avviare la procedura di riscossione coattiva mediante ruolo (cfr.: D.P.R. 29/9/1973, n. 602 , D.L.vo 26/2/1999, n.46), gli uffici notifichino “avviso di pagamento”, fissando un termine per l’adempimento di 15 giorni dalla data di spedizione.

Visto che l’art. 3, co. 4, del medesimo D.L.vo 504/1995, prescrive che in caso di ritardo nel pagamento si applica l’indennità di mora del 6 per cento, riducibile al 2 per cento se il pagamento avviene entro 5 giorni dalla data di scadenza, e che, inoltre, sono dovuti gli interessi in misura pari al tasso stabilito per il pagamento differito di diritti doganali.

Considerato che l’aliquota di accisa sull’alcole etilico, alla data del constatato illecito, era di EURO 800,01 per ogni ettolitro anidro alla temperatura di 20° Celsius (cfr. art. 32, c. 1, D.Lgs 504/1995 – G.U. 290 del 14/12/2005, rettificata con errata-corrige G.U. 294 del 19/12/2005, Determinazione prot. n. 3814/V del 12 dicembre 2005).

Considerato che, l’acquavite rinvenuta e sequestrata, risulta in parte già imbottigliata e quindi diluita ed in parte ancora da imbottigliare e quindi non diluita e che, in assenza di un analitico accertamento del titolo volumico effettivo in alcole, si può in buona sostanza presumere un tenore alcolico massimo (cfr.: dati ricavabili dalle tecniche di produzione delle varie tipologie di grappa e comunque al di sopra delle gradazioni minime previste per le grappe a indicazioni geografica, già affinate in barrique o invecchiate e pronte per il consumo) pari a 75% vol. per il distillato ancora da diluire e pari a 45% vol. per quello già imbottigliato; per un imponibile pari a litri anidri 16 (sedici) di etanolo sul quale recuperare l’accisa, come rilevabile dai citati verbali:

– nr. 68 bottiglie da 20 cl di acquavite diluita pari a litri: 13,60 – nr. 12 bottiglie da 50 cl di acquavite diluita pari a litri: 6,00. Per un totale di litri 19,60 di acquavite imbottigliata pari a liti anidri 8,82.

– nr. 1 damigiana piena di 10 litri di acquavite in infusione. Per un totale di litri 10,00 di acquavite pari a litri anidri 7,50.

Considerato che la liquidazione del tributo ammonta a: 0,16 ettanidri x 800,01 euro/ettanidro = euro 128,00 (Centoventotto/00).

Considerato che sono pervenute osservazioni, ai sensi di quanto disposto dall’art.12, comma 7, della legge 27.07.2000, n.212.

AVVISA … che si trova a debito nei confronti dell’Erario della somma di Euro 128,00 (Centoventotto/00) per accisa su alcool etilico e della somma di Euro 5,16 (cinque/16) per spese di notifica del presente atto; per una somma complessiva di Euro 133,16 (Centotrentatrè/16).

Ed INVITA il medesimo soggetto giuridico al pagamento delle somme accertate e liquidate, ENTRO 15 (quindici) GIORNI DALLA DATA DI SPEDIZIONE DEL PRESENTE ATTO, ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. n. 504/1995.

Le somme richieste con il presente invito, pari ad € 133,16, sono da imputare come di seguito specificato:

– euro 128,00 (capo I – capitolo 1401) per diritti di accisa sull’alcole etilico;

– euro 5,16 per ripetizione spese di notifica del presente atto.

Qualora il termine di cui sopra scadrà infruttuosamente, si renderà applicabile, ai sensi dell’art. 3 del T.U.A., l’indennità di mora del 6 per cento, riducibile al 2 per cento se il pagamento avverrà entro 5 giorni dalla scadenza, e inizieranno a decorrere gli interessi giornalieri, in misura pari al tasso stabilito per il pagamento differito di diritti doganali, dal giorno della scadenza fino a quello di pagamento.

MODALITA’ DI PAGAMENTO: I diritti di notifica del presente atto, pari ad euro 5,16, devono essere pagati, entro quindici giorni dalla data del medesimo atto, con causale «spese di notifica avviso di pagamento 3/2007»

Il versamento dell’accisa sull’alcole etilico, con causale «accisa sull’alcole etilico liquidata con avviso di pagamento 3/2007», potrà essere effettuato:

1) Alla Tesoreria Provinciale dello Stato di … (Banca d’Italia):

– direttamente presso la Tesoreria Provinciale dello Stato di …;

– mediante versamento sul conto corrente postale n. … intestato alla Tesoreria Provinciale dello Stato di … ed imputando l’importo dell’imposta al relativo Capo I capitolo 1401;

2) Al Ricevitore dell’Ufficio delle Dogane di …

I pagamenti effettuati al Ricevitore di questo Ufficio potranno essere eseguiti direttamente, recandosi presso la Ricevitoria dello scrivente Ufficio delle Dogane di …, solo per contante o mediante assegno circolare non trasferibile intestato Banca d’Italia – Tesoreria dello Stato – Sezione di … – ed emesso da istituto bancario operante sulla piazza di …, oppure mediante invio di un vaglia postale intestato al “Ricevitore Capo dell’Ufficio delle Dogane di …”, indicando le specifiche causali.

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