Alcolici senza DAA


Ahhh The Joy's of Marriage © Angela Vicedomini 1xcomAccisa sull’alcole etilico, sulla birra, sul vino – Illeciti amministrativi tributari constatati con p.v. del 26 maggio 2003 redatto da funzionari dell’Ufficio delle Dogane di …

RILIEVO A) Nell’esercizio dell’attività commerciale all’ingrosso, è stato constatato che la Società … – disattendendo agli obblighi che, l’art.9 e l’art. 11 del decreto del Ministro delle finanze 25 marzo 1996, n. 210, pongono a carico dello speditore – ha ceduto merci assoggettate ad accisa verso Paesi U.E.

Gli obblighi disattesi sono connessi all’applicazione del regime comunitario dei prodotti sottoposti alle accise, introdotto dalla Direttiva CEE del 25/02/1992 n. 12, recepita dal Testo Unico approvato con D.Lgs 26/10/1995, n. 504.

Per le cessioni intracomunitarie di birra, acqueviti, liquori e vino effettuate nel corso degli anni 1999, 2000 e 2001, la Società trasgreditrice non ha infatti emesso l’apposito documento di accompagnamento di cui al Regolamento (CEE) n. 3649/92 della Commissione del 17 dicembre 1992, richiamato dall’art. 12 del D.Lgs 504/1995.

Il mancato rispetto delle disposizioni dettagliatamente indicate dall’art. 11 del citato decreto 210/1996 e la mancata emissione dei previsti documenti comunitari ha tra l’altro impedito gli appuramenti di buon esito dei trasferimenti (cfr. art. 19 Dir. CEE 92/12) e non ha quindi permesso – agli organi di vigilanza tributaria dei Paesi comunitari di destinazione – di avere cognizione dell’avvenuta insorgenza della specifica obbligazione tributaria e di poterne verificare l’assolvimento (cfr: l’art. 9 e l’art. 7, par. 5, della Dir. CEE 92/12).

Tali irregolarità nella circolazione dei prodotti sottoposti ad accisa sono punite, dall’art. 49, co. 2 e 4, D.Lgs 504/1995, applicando allo speditore la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 516,00 ad euro 3.098,00 per ciascuna delle 81 (ottantuno) spedizioni effettuate senza lo specifico documento di accompagnamento comunitario.

RILIEVO B) Per le cessioni effettuate nel corso degli anni 1999, 2000 e 2001, la Società trasgreditrice, non aveva nemmeno prestato la cauzione a garanzia del pagamento dell’accisa nel Paese comunitario di destinazione.

Tale adempimento, già previsto all’art. 7, par. 5, all’art. 10, par. 3 e all’art. 18, par. 3 della Dir. CEE 92/12, è pure esplicitamente richiamato dalle norme regolamentari di cui all’art. 11 del citato decreto ministeriale 210/1996. L’inosservanza di tale disposizione è punita, ex art. 26, co. 4, DM 210/1996, dall’art. 50, co. 1, del D.Lgs 504/1995, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 258,00 ad euro 1.549,00 per ciascuna delle 81 (ottantuno) spedizioni effettuate senza copertura cauzionale.

RILIEVO C) Per gli anni 1999, 2000 e 2001, la Società trasgreditrice non ha neppure tenuto il registro – previsto dall’art. 12 del citato Testo Unico delle Accise D.Lgs 504/1995 – di annotazione delle spedizioni intracomunitarie.

La tenuta del predetto registro, pure richiamata dalle norme regolamentari di cui all’art. 11 del citato decreto ministeriale 210/1996, doveva essere osservata per ciascun esercizio finanziario secondo le disposizioni previgenti all’emanazione delle nuove norme regolamentari stabilite dall’art. 67 del Testo Unico D.Lgs 504/1995 (come da istruzioni impartite dal Ministero delle finanze, giusta circ. del 30/12/1992 n. 335, per l’attuazione dei criteri di carattere generale da subito recepite con il d.l. 513 del 31/12/1992 e solo successivamente richiamate all’art. 24 del decreto del Ministro delle finanze 27 marzo 2001, n.153).

Per ciascuna delle 3 (tre) omissioni annuali della tenuta del registro ex art. 12 D.Lgs 504/1995 si applica, ex art. 50, co. 1, D.Lgs 504/1995, la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 258,00 ad euro 1.549,00.

Quanto riportato in fatto ai punti precedenti è posto a carico della persona giuridica titolare del rapporto fiscale per cui è questione ai sensi del disposto dall’art. 7 del 30/9/2003, n.269, convertito dalla legge 24/11/2003, n. 326: …

Non sono pervenute osservazioni o richieste, ai sensi di quanto disposto dall’art.12, comma 7, della legge 27.07.2000, n.212. Non si ravvisano cause di non imputabilità ai sensi dell’art. 4 D.Lgs 472/97 e di non punibilità ai sensi dell’art.6 D.Lgs 472/97. Non risultano elementi per far ritenere che le violazioni alla disciplina fiscale sulle accise siano state commesse con dolo.

3) CRITERI PER LA DETERMINAZIONE DELLE SANZIONI

Criteri personali: dal processo verbale di constatazione, non risultano azioni od omissioni tendenti ad impedire, rallentare o mistificare gli accertamenti condotti dai verbalizzanti.

Criteri oggettivi: non risultano illeciti amministrativi tributari non definiti.

Cumulo giuridico: per le violazioni di cui al RILIEVO A) si ritiene inapplicabile il regime del cumulo giuridico di cui all’art.12 del D.Lgs 472/1997 perché, ai fini del comma 1, non è rinvenibile un concorso formale non potendo, gli effetti da esse derivati, essere individuati in un’unica azione od omissione ed inoltre, pur essendo violazioni della medesima disposizione, non è rinvenibile un concorso materiale non essendo esse esclusivamente connesse ad obblighi di carattere formale. Dette violazioni non possono nemmeno rientrare nella previsione del comma 2 perché non effettuate col vincolo della progressione al fine di pregiudicare gli effetti di un eventuale, unitario ed assorbente adempimento.

Per le violazioni di cui al RILIEVO B) ed anche per le violazioni di cui al RILIEVO C) si ritiene invece applicabile – separatamente tra loro – il cumulo giuridico di cui al comma 1 dell’art.12 del D.Lgs 472/1997 perché le omissioni costituenti violazioni della stessa disposizione erano comunque ed esclusivamente subordinate alla preordinata osservanza degli obblighi di emissione dei documenti comunitari di cui al fatto rilievo A). Per tale indubbia ed esclusiva accessorietà delle omissioni della prestazione della garanzia e della tenuta dei registri delle annotazioni dei documenti comunitari emessi, si rinviene un loro concorso materiale, essendo quindi esse esclusivamente connesse ad obblighi di carattere formale.

Per il fatto rilievo B) viene quindi applicata una unica sanzione, aumentata da un quarto al doppio ai sensi del comma 1 dell’art. 12 del D.Lgs 472/1992 e pertanto essa viene raddoppiata perché trattasi comunque di ben 81 violazioni proseguite per tre anni dal 1999 al 2001. Per il fatto rilievo C) viene quindi applicata una unica sanzione, aumentata da un quarto al doppio ai sensi del comma 1 dell’art. 12 del D.Lgs 472/1992 e pertanto essa viene aumentata solamente di un quarto per evitare di vanificare l’istituto premiale del citato cumulo giuridico, in osservanza a quanto prescritto dal comma 7 del D.Lgs 472/1997.

L’autore degli illeciti come sopra individuati al punto 1) ha pertanto commesso le violazioni delle norme riportate nei fatti ivi descritti, le cui sanzioni vengono di seguito riepilogate:

  • Per il fatto rilievo a): 81 (ottantuno) violazioni all’art. 9, co.2, del DM 210/1996, punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da €516,00 ad €3.098,00 ai sensi dell’art. 49, co. 2 e 4, D.Lgs 504/1995. Ottantuno sanzioni per complessivi limiti edittali da €41.796,00 ad €250.938,00. Non rinvenibile il cumulo giuridico di cui all’art.12 del D.Lgs 472/1997. Sanzione base pari al minimo edittale di €41.796,00. Sanzione contestata pari ad euro 41.796,00.
  • Per il fatto rilievo b): 81 (ottantuno) violazioni all’art. 11, co. 2, DM 210/1996, punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da €258,00 a €1.549,00 ai sensi dell’art. 50, co. 1, D.Lgs 504/1995. Ottantuno sanzioni per complessivi limiti edittali da €20.898,00 ad €125.469,00. Rinvenibile il cumulo giuridico di cui al comma 1 dell’art.12 del D.Lgs 472/1997 con conseguente unica sanzione aumentata del doppio. Sanzione base pari al minimo edittale di €258,00. Sanzione contestata pari ad euro 516,00.

  • Per il fatto rilievo c): 3 (tre) violazioni all’art. 11, co. 1, DM 210/1996, punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da €258,00 a €1.549,00 ai sensi dell’art. 50, co. 1, D.Lgs 504/1995. Tre sanzioni per complessivi limiti edittali da €774,00 ad €4.647,00. Rinvenibile il cumulo giuridico di cui al comma 1 dell’art.12 del D.Lgs 472/1997 con conseguente unica sanzione aumentata del quarto. Sanzione base pari al minimo edittale di €258,00. Sanzione contestata pari ad euro 322,50.

4) DETERMINAZIONE DELLE SANZIONI PRINCIPALI

  • Visti i fatti, i motivi, le osservazioni, le norme violate e le relative sanzioni e visto quanto risultante dai criteri soggettivi e oggettivi di cui al punto 3)

si DETERMINA a carico: – della Società …- la sanzione:

• di euro 42.634,50 (Quarantaduemilaseicentotrentaquattro/50);

• oltre ad euro 5,16 (Cinque/16) quale recupero forfettario delle spese di notifica (DM 08/1/2001).

5) DEFINIZIONE AGEVOLATA

Si avvisa la … che, ai sensi dell’art. 16, comma 3 del D.L.vo n.472/97, la controversia può essere DEFINITA IN MODO AGEVOLATO con il pagamento, ENTRO 60 (SESSANTA) GIORNI DALLA NOTIFICA(*) del presente atto di contestazione, di:

• euro 10.658,62 (Diecimilaseicentocinquantotto/62) – causale: definizione agevolata sanzione atto di contestazione n. 10/2008

• euro 5,16 (Cinque/16) – causale: recupero forfettario spese di notifica atto di contestazione n. 10/2008

per un totale di euro 10.663,78 (Diecimilaseicentosessantatre/78) (pari a ¼ della sanzione come sopra determinata, comprensivo delle spese di notifica). A tale modalità di definizione agevolata consegue la non applicabilità delle eventuali sanzioni accessorie e la non rilevanza dell’illecito ai fini della recidiva.

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One thought on “Alcolici senza DAA

  1. Inviato: domenica 15 agosto 2010 10.02 – Nome: Giuseppe

    Buon giorno, desidero conoscere quali sanzioni sono applicabili per errata compilazione di un documento DAA, nel caso specifico errata indicazione del destinatario e della consegna della merce.
    Grazie

    Risposta: martedì 17 agosto 2010

    Salve Sig. Giuseppe.
    La sanzione è quella prevista al comma 4 dell’articolo 49 del testo unico sulle accise, da 516 euro a 3098 euro.

    Se la regolarizzazione avviene entro un anno dall’omissione o dall’errore – sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati abbiano avuto formale conoscenza – è possibile rimediare all’errore (ravvedimento operoso) mediante il pagamento spontaneo (alla Ricevitoria dell’Ufficio delle dogane) della sanzione ridotta di euro 51,60 (un decimo del minimo), ai sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera b, del D.Lgs 472 del 18/12/1997.

    Altrimenti occorrerà attendere la notifica dell’atto di contestazione dell’Ufficio che – qualora non lo si voglia impugnare ricorrendo alla Commissione Tributaria Provinciale – potrà essere definito, in via agevolata, pagando un quarto della sanzione ivi determinata, entro 60 giorni dal ricevimento (notifica).
    Oppure, entro lo stesso termine di 60 giorni, potranno essere prodotte deduzioni difensive all’Ufficio emittente che, nel termine di decadenza di un anno dalla loro presentazione, irrogherà, se del caso, le sanzioni con atto motivato a pena di nullità (provvedimento di irrogazione) anche in ordine alle deduzioni medesime.

    Cordiali saluti
    Paolo Silvestro D’Antone – Reggio Emilia

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