Distributore stradale di carburanti. Contestazione


lunch © moses stell 1x_comAccisa sugli oli minerali – Illeciti amministrativi tributari constatati con processo verbale di constatazione e determinazione giacenze del 31 agosto 2005 e processo verbale di constatazione del 1 settembre 2005 redatti dalla Guardia di Finanza, … Presso l’impianto di distribuzione stradale di carburanti, ex art 25, 2° comma, D.lgs. 504/1995 con licenza …, sito … di proprietà, all’epoca dei fatti, della … e gestito dal signor …

Ai sensi dell’art. 16 del D.lgs n. 472/97, presso l’Ufficio in intestazione viene redatto il seguente ATTO DI CONTESTAZIONE.

FATTI ED ELEMENTI PROBATORI

Come risulta dai processi verbali di constatazione e determinazione giacenze redatti il 31 agosto e il 1 settembre 2005 dalla Guardia di Finanza, …:

  • una copia dei quali è stata consegnata, in pari data, al signor … quale gestore dell’impianto
  • comunque acclusi in copia quale parte integrante del presente atto da notificare alla spett.le …

si sono verificati i seguenti fatti:

1) FATTI – NORME VIOLATE E SANZIONI – AUTORE DELLE VIOLAZIONI

Nell’esercizio dell’impianto di distribuzione stradale di carburanti ubicato in …, il signor … (licenza n. … ora … rilasciata in data … dall’Ufficio Tecnico di Finanza di …) si è reso responsabile dei seguenti fatti:

Fatto A) non ha giustificato, rispetto alle risultanze del registro di carico e scarico vidimato da questo Ufficio con il n. …, le constatate deficienze di 2543 lt. di benzina non rientranti nelle tolleranza ammessa di un dodicesimo del calo annuo consentito per i singoli carburanti, riferito alle erogazioni effettuate nel periodo preso a base di verifica (v. D.M. 13 gennaio 2000 n. 55 espressamente richiamato dagli artt. 4 e 50 del D.lgs. 504/1995 – cali ammessi pari al 3% per la benzina e al 1% per il gasolio);

Fatto B) non ha giustificato, rispetto alle risultanze del registro di carico e scarico U.T.F. n. …, la constatata deficienza di 36,20 kg di oli lubrificanti per i quali essa non è ammessa trattandosi di confezioni sigillate (v. art. 4 D.lgs 504/1995 e art 2, 2° comma, D.M. 55/2000);

Fatto C) ha stoccato oli lubrificanti per mc 0,73 a fronte del massimo stoccaggio autorizzato pari a mc 0,5, così apportando modifiche non denunciate e non autorizzate all’impianto.

Dall’esame della documentazione esaminata dai verbalizzanti non sono risultate annotazioni volte a giustificare eventuali situazioni irregolari ed inoltre, la parte, non risulta abbia presentato alcuna istanza per comunicare eventuali anomalie, incidenti o eccezioni nella pratica osservanza della prescritta disciplina fiscale.

I fatti A) e B) sono ascrivibili nella fattispecie prevista dall’art 50, 2°comma, del D.Lgs 504/1995 per cui” la tenuta della contabilità e dei registri si considera irregolare quando viene accertata una differenza tra giacenze reali e le risultanze contabili superiore ai cali e alle perdite di cui all’art.4. Per gli impianti di distribuzione stradale di carburante si considera irregolare la tenuta del registro di carico e scarico quando la predetta differenza supera un dodicesimo del calo annuo consentito per i singoli carburanti, riferito alle erogazioni effettuate nel periodo preso a base della verifica” e sono puntiti, dall’art. 50, 1° comma, del D.Lgs 504/1995, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da lire 500 mila (€ 258,00) a lire 3 milioni (€1.549,00). Il responsabile dell’irregolarità, quale autore materiale ex art. 11, comma 2, del D.lgs n. 472/97, è il Sig. …, nato a … il … e ivi residente in …, codice fiscale …

Per il fatto C), ai sensi del combinato disposto del Dlgs 32/1998 e della deliberazione del Consiglio Regionale della Regione Emilia Romagna n. 355/2002, anche ai fini della sicurezza antincendio e ambientale, l’aver aumentato il quantitativo di oli lubrificanti denunciato, autorizzato e quindi detenibile presso quell’impianto, costituisce “modifica all’impianto soggetta ad autorizzazione”. Inoltre e per gli aspetti di sicurezza erariale, l’impianto in uso è risultato difforme da quello autorizzato con la licenza fiscale ex art. 25, 4° comma, del D.Lgs 504/1995 rilasciata il … La constatata modifica dello stato di fatto descritto nelle autorizzazioni rilasciate dai preposti organi delle Amministrazioni locali e statali comportava quindi l’assolvimento del preventivo obbligo della denuncia, anche per consentire il pubblicistico esame della proposta variazione della consistenza dell’annesso deposito di lubrificanti al fine della compatibilità impiantistica con il regolare e periodico espletamento delle attività istituzionali di vigilanza tributaria. L’illecito amministrativo tributario è previsto dall’art. 48, 5° comma, del D.Lgs 504/1995, per cui ”la sanzione di cui al comma 4 si applica anche nei confronti dell’esercente che apporta modifiche agli impianti senza la preventiva autorizzazione dell’ufficio tecnico di finanza, nei casi in cui è prescritta” ed è punito dall’art. 48, commi 4° e 5°, del D.Lgs 504/1995, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da € 258,00 ad € 1.549,00.

Pertanto il titolare della gestione, per aver acquistato e immagazzinato oli lubrificanti in quantità superiore a quella indicata sulla licenza fiscale ad egli rilasciata, ha violato il disposto dell’art. 25, commi 1, 2, 4 e 5, del D.Lgs 504/1995, sanzionato dall’art 48, commi 4° e 5°, di cui è solidalmente responsabile anche il titolare dell’autorizzazione ai sensi dell’ultimo periodo del comma 5 dell’art. 25 del D.Lgs 504/1995.

Quanto riportato in fatto C) è attribuibile al gestore, titolare della licenza fiscale, Sig. …, codice fiscale: …, con sede in …

Risponde solidalmente dell’obbligazione il proprietario all’epoca dei fatti, titolare dell’autorizzazione comunale – persona giuridica titolare del rapporto fiscale, ai sensi del disposto dall’art. 7 del DL 30/9/2003, n.269, convertito dalla legge 24/11/2003, n. 326 – “…”, codice fiscale: …, con sede in …

2) CAUSE DI NON PUNIBILITA’ E COLPEVOLEZZA

Non si ravvisano cause di non imputabilità ai sensi dell’art. 4 D.Lgs 472/1997 e di non punibilità ai sensi dell’art. 6 D.Lgs 472/1997. Non risultano elementi per far ritenere che le violazioni alla disciplina fiscale sulle accise siano state commesse con colpa grave o dolo.

3) CRITERI PER LA DETERMINAZIONE DELLE SANZIONI

Criteri personali: dal processo verbale di constatazione non risultano comportamenti atti ad ostacolare il corretto e spedito svolgimento delle operazioni di controllo o azioni tendenti a mistificare i risultati.

Criteri oggettivi: non risultano illeciti amministrativi tributari non definiti.

Gli autori degli illeciti come sopra individuati al punto 1) hanno pertanto commesso le violazioni delle norme riportate nei fatti ivi descritti, le cui sanzioni vengono di seguito riepilogate:

Per i fatti A e B : 2 (due) violazioni dell’art. 50, 2° comma, del Decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, punite dall’art. 50, 1° comma, del medesimo testo unico, con 1 (una) sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da € 258,00 ad € 1.549,00. Sanzione contestata pari ad €258,00.

Per il fatto C: 1 (una) violazione, dell’art. 25 del Decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, applicabile per il richiamo operato dall’art. 62, 9° comma, punita, dall’art. 48, 4° e 5° comma, del medesimo testo unico, con 1 (una) sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da € 258,00 ad € 1.549,00. Sanzione contestata pari ad € 258,00 .

4) DETERMINAZIONE DELLE SANZIONI PRINCIPALI

  • Visti i fatti, i motivi, le norme violate e le relative sanzioni e visto quanto risultante dai criteri soggettivi e oggettivi,

si DETERMINA a carico:

  • del signor …, codice fiscale .., con sede in …, la sanzione:
  • di euro 516,00 (Cinquecentosedici/00) conseguente ai fatti A), B) e C)
  • oltre ad euro 5,16 (Cinque/16) quale recupero forfettario delle spese di notifica (DM 08/1/2001).
  • per il fatto C), sanzione contestata pari a euro 258,00 (ed eventuale definizione agevolata mediante il pagamento di euro 64,50 oltre alle spese di notifica), risponde solidalmente la società “…”, codice fiscale: …, con sede in …, la quale è comunque debitrice della somma di euro 5,16 (Cinque/16) quale recupero forfettario delle spese di notifica del presente atto.

5) DEFINIZIONE AGEVOLATA

Si avvisa che, ai sensi dell’art. 16, comma 3 del D.L.vo n.472/97, la controversia può essere DEFINITA IN MODO AGEVOLATO (*) con il pagamento, ENTRO 60 (SESSANTA) GIORNI DALLA NOTIFICA del presente atto di contestazione di:

• euro 129,00 (Centoventinove/00)– causale: definizione agevolata contestazione n. ………2009.

• euro 10,32 (Dieci/32) – causale: recupero forfettario spese di notifica atto di contestazione n. …….2009.

per un totale di euro 139,32 (Centotrentanove/16) (pari a ¼ della sanzione come sopra determinata, comprensivo delle spese di notifica).

A tale modalità di definizione agevolata consegue la non applicabilità delle eventuali sanzioni accessorie e la non rilevanza dell’illecito ai fini della recidiva.

(*) Il decorso di tale termine è sospeso di diritto dal 01/08 al 15/09 di ciascun anno e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione; se il decorso ha inizio durante il periodo di sospensione anzidetto, l’inizio dello stesso è differito alla fine di detto periodo.

6) MODALITA’ DI PAGAMENTO

Il versamento di quanto dovuto, nel termine di cui sopra, potrà essere effettuato esclusivamente:

-Al Ricevitore dell’Ufficio delle Dogane di …

I pagamenti effettuati al Ricevitore di questo Ufficio potranno essere eseguiti:

• recandosi direttamente presso la Ricevitoria dello scrivente Ufficio delle Dogane di …, in contanti o mediante assegno circolare non trasferibile intestato Banca d’Italia – Tesoreria dello Stato – Sezione di … – ed emesso da istituto bancario operante sulla piazza di …;

• mediante invio di un vaglia postale intestato al “Ricevitore Capo dell’Ufficio delle Dogane di …” citando nella causale: – atto di contestazione n. …./2009 dell’Ufficio delle Dogane di …

7) AUTORITA’ ALLE QUALI E’ POSSIBILE RICORRERE

Qualora non si voglia definire la controversia in via agevolata con le modalità di cui sopra, si informa che, ai sensi dell’art. 16, comma 4, del D.Lgs 472/1997, i trasgressori e i soggetti obbligati in solido, possono, ENTRO 60 (SESSANTA) GIORNI DALLA NOTIFICA (*), produrre deduzioni difensive direttamente a questo Ufficio delle Dogane che, nel termine di decadenza di un anno dalla loro presentazione, irrogherà, se del caso, mediante provvedimento di irrogazione della sanzione (senza più possibilità di definizione agevolata), le sanzioni con atto motivato a pena di nullità anche in ordine alle deduzioni medesime. In mancanza, il presente atto di contestazione si considera provvedimento di irrogazione della sanzione determinata al punto 4) la cui riscossione seguirà la graduazione di cui all’art. 68 del D.L.vo n.546/1992.

Ai sensi dell’art. 19, comma 2, del D.L.vo n. 546/1992 si informa che, ai sensi dell’art. 3, comma 4 della L. 07/08/1990, n. 241 e in applicazione dell’art. 12, comma 2, della legge 28/12/2001, n. 448, contro il provvedimento di irrogazione è possibile ricorrere, ENTRO 60 (SESSANTA) GIORNI DALLA NOTIFICA (*), alla Commissione Tributaria Provinciale di … – (Telefono: …) – Via …, secondo le previsioni dell’art. 2 del Decreto Legislativo n. 546 del 31.12.1992.

Il ricorso, soggetto all’imposta di bollo di € 14,62 (quattordici/62) per ogni 100 righe o frazione, è proposto mediante notifica a questo Ufficio a norma dei commi 2 e 3 dell’art. 16 del D.L.vo 546/1992 (ai sensi degli artt. 137 e seguenti del codice di procedura civile, oppure a mezzo posta, oppure mediante consegna a questo Ufficio) e costituzione in giudizio entro 30 (trenta) giorni dalla notifica.

A chi presentare ricorso

Il contribuente deve:

  • intestare il ricorso in bollo alla Commissione Tributaria Provinciale nella cui circoscrizione ha sede l’ufficio che ha emesso l’atto contro cui si ricorre;
  • notificare il ricorso spedendolo a questo ufficio finanziario senza busta, per raccomandata con avviso di ricevimento, oppure tramite l’ufficiale giudiziario, oppure consegnandolo all’impiegato addetto all’ufficio, facendosi rilasciare la relativa ricevuta, quindi:
  • mediante consegna del ricorso in originale all’impiegato addetto di questo Ufficio che ne rilascerà ricevuta sulla copia;
  • mediante spedizione, a questo Ufficio, del ricorso in originale, a mezzo posta, senza busta e per raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso il ricorso si intende notificato al momento della spedizione;
  • mediante notifica, a questo Ufficio, ai sensi degli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile (tramite ufficiale giudiziario) della fotocopia del ricorso.

Dati da indicare nel ricorso

Nel ricorso, intestato alla Commissione Tributaria Provinciale, il contribuente deve indicare:

  • le proprie generalità;
  • il codice fiscale;
  • il rappresentante legale, se chi fa ricorso è una società o un ente;
  • la residenza o la sede legale o il domicilio eventualmente scelto;
  • l’ufficio finanziario (Ufficio delle Dogane di …) contro cui ricorre;
  • gli estremi di identificazione dell’atto impugnato (l’atto ricevuto dall’ufficio finanziario contro cui ricorre);
  • i motivi del ricorso;
  • le conclusioni, cioè la richiesta che il contribuente rivolge alla Commissione Tributaria Provinciale.

E’ opportuno che il contribuente alleghi al ricorso la fotocopia di tutto l’atto impugnato dalla quale risulti la data di notifica.

N.B. Se l’importo contestato è pari o superiore a 2.582,28 euro, esclusi gli interessi e le sanzioni (ovvero, in caso di contestazioni relative esclusivamente a sanzioni, se l’ammontare delle sanzioni stesse è pari o superiore a 2.582,28 euro), il contribuente deve essere obbligatoriamente assistito da un difensore, appartenente ad una delle categorie indicate nell’art. 12, comma 2, del decreto legislativo n. 546/1992 pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 9 del 13 gennaio 1993, che deve sottoscrivere il ricorso e gli ulteriori atti processuali ai sensi del citato decreto legislativo.

Costituzione in giudizio

Entro trenta giorni dalla data in cui ha provveduto alla notifica del ricorso, il contribuente deve costituirsi in giudizio, cioè deve depositare il proprio fascicolo presso la segreteria della Commissione Tributaria Provinciale di …, secondo le modalità previste dall’art. 22, comma 1, del Decreto Legislativo 31.12.1992, n. 546.

Se il contribuente non deposita il proprio fascicolo nei tempi previsti perde il diritto di procedere nel ricorso.

Il fascicolo deve contenere:

  • l’originale del ricorso, se è stato notificato tramite ufficiale giudiziario, oppure la fotocopia del ricorso sulla quale il contribuente dichiara che è conforme al ricorso originale già spedito per posta o consegnato;
  • la fotocopia della ricevuta del deposito o della raccomandata con avviso di ricevimento;
  • la fotocopia del presente atto impugnato.

Chi perde in giudizio può essere condannato al pagamento delle spese.

(*) Il decorso di tale termine è sospeso di diritto dal 01/08 al 15/09 di ciascun anno e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione; se il decorso ha inizio durante il periodo di sospensione anzidetto, l’inizio dello stesso è differito alla fine di detto periodo.

8 ) RISCOSSIONE COATTIVA

Qualora i trasgressori non definiscano in via agevolata la controversia (punto 5), non presentino deduzioni difensive oppure non propongano impugnazione (punto 7), il presente atto sarà considerato PROVVEDIMENTO DI IRROGAZIONE costituente titolo per l’avvio della procedura di RISCOSSIONE COATTIVA di quanto determinato al (punto 4).

9) INFORMAZIONI A GARANZIA DEL CONTRIBUENTE

Informazioni complete sull’atto possono essere ottenute dal Servizio del contenzioso della sede dell’Ufficio in intestazione – Tel.:… E.mail: … La responsabilità del procedimento, esclusa l’adozione del presente provvedimento finale, è stata del funzionario doganale …

Autotutela: questo Ufficio è titolare del potere di annullamento, di revoca o sospensione degli effetti del presente atto nonché del potere di riesame, anche nel merito, dell’atto in sede di autotutela (Istituto disciplinato dall’art. 2-quater del d.l. 30/9/1994, n.564, convertito con modificazioni dalla legge 30 novembre 1994, n. 656 e dal relativo regolamento di attuazione approvato con D.M. 11 febbraio 1997, n.37 nonché dalle modifiche introdotte dall’art.27 della legge 18 febbraio 1999, n.28).

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