GdF e gli oli lubrificanti in autofficina


GdF e gli oli lubrificanti in autofficina

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Ai sensi dell’art. 16 del D.lgs n. 472/97, presso l’Ufficio delle Dogane in intestazione viene redatto il seguente ATTO DI CONTESTAZIONE.

FATTI ED ELEMENTI PROBATORI

Come risulta dal processo verbale di constatazione redatto l’ 8 maggio 2006 da militari della Guardia di Finanza, una copia dei quali è stata consegnata al signor … nella sua veste di socio e amministratore delegato di codesta Società, si sono verificati i seguenti fatti

1) FATTI – NORME VIOLATE E SANZIONI – AUTORE DELLE VIOLAZIONI

Nell’esercizio del deposito commerciale di oli lubrificanti assoggettati ad accisa (ex art. 25, 1° comma, richiamato dall’art. 62, comma 9, del D.Lgs 504/1995) la “…” :

FATTO A) E’ stata accertata la detenzione di olio lubrificante nella filiale della Società, unità locale n. , di … Tale deposito non risulta denunciato a norma dell’art. 25 del testo unico sulle accise approvato con D.Lgs 504/1995, come richiamato dall’art. 62 , comma 9, del medesimo, e pertanto l’esercente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 1.032,00 ad euro 5.164,00 ai sensi dell’art. 48 , comma 1, del D.Lgs 504/1995.

FATTO B) Ha stoccato oli lubrificanti per 18.901 Kg pari a circa 22 mc di olio lubrificante a fronte di uno stoccaggio autorizzato pari a mc 3, così apportando modifiche non denunciate e non autorizzate all’impianto.

Infatti, l’impianto in uso è risultato difforme da quello autorizzato con la licenza fiscale ex artt. 62, 9° comma e 25, 1° comma, del D.Lgs 504/1995, rilasciata il … dall’Ufficio delle Dogane di …, per oli lubrificanti condizionati in confezioni sigillate pari a 3 mc.

Tale irregolarità è ascrivibile nella fattispecie prevista dall’art. 48, 5° comma, del D.Lgs 504/1995, per cui ”la sanzione di cui al comma 4 si applica anche nei confronti dell’esercente che apporta modifiche agli impianti senza la preventiva autorizzazione dell’ufficio tecnico di finanza, nei casi in cui è prescritta” ed è punito dall’art. 48, commi 4° e 5°, del D.Lgs 504/1995, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 258,00 ad euro 1.549,00.

FATTO C) Non ha giustificato la constatata eccedenza di Kg 86,778 di olio lubrificante rispetto alle risultanze del registro di carico e scarico UTF nr. ….

Tale irregolarità è prevista dall’art. 48, 2° comma, ultima parte, del D.Lgs 504/1995, come modificato dall’art. 10, 4° comma, del D.Lgs 473/1997 che prevede, in aggiunta al pagamento del tributo, la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 154,00 ad euro 929,00 qualora, come nel caso in esame, l’eccedenza riscontrata non superi l’uno per cento rapportato alla quantità estratta nel periodo preso a base della verifica.

Le osservazioni, dichiarate al riguardo dalla parte ai militari verbalizzanti e comunque riportate in conclusione alla presente articolazione dei fatti contestati, non risultano utili – a parere di questo Ufficio competente alla valutazione delle osservazioni e richieste avanzate ai sensi dell’art.12 del c.d. “Statuto dei diritti del contribuente” L 212/2000 – ad una diversa qualificazione del fatto in contestazione, perché, il peso specifico, non può evidentemente rimanere sconosciuto all’esercente il deposito commerciale che deve adempiere, alla fine di ciascun giorno, all’obbligo delle scritturazioni delle quantità in peso: anche per consentire il pieno esercizio dell’attività di verifica, inventario e raffronto tra le rimanenze contabili e le giacenze effettive.

Nel rispetto della specifica disciplina fiscale, era quindi onere della parte richiedere ai propri fornitori il peso specifico del prodotto, per poter provvedere alla sua annotazione in peso oltreché in volume.

Non potevano del resto costituire valide cause esimenti, dall’obbligo della contabilizzazione degli scarichi in modo idoneo a garantire la precisa e tempestiva corrispondenza tra le quantità impiegate o cedute e quelle registrate, i problemi organizzativi prospettati dall’azienda.

L’annotazione delle quantità in scarico – ai sensi dell’art.3 delle norme per la tenuta del registro di carico e scarico adottate con decreto del Ministro per le finanze 13 agosto 1957 (e successive modifiche apportate dal D.M. 1 agosto 1980) applicabili secondo il dettato dell’art. 67, co. 1, D.Lgs 504/1995 – deve essere effettuata alla fine di ciascun giorno.

Inoltre, ai sensi dell’art. 62, comma 9, del Testo Unico Accise (T.U.A.) approvato con D.Lgs 504/1995: “per la circolazione e per il deposito degli oli lubrificanti e dei bitumi assoggettati ad imposta si applicano le disposizioni degli articoli 12 e 25” e quindi, ai sensi dell’art.12: “Fatte salve le disposizioni stabilite per i singoli prodotti, i prodotti assoggettati ad accisa … circolano con un apposito documento di accompagnamento, analogo a quello previsto per la circolazione intracomunitaria (D.A.S. – Reg. CEE n. 3649/1992)”.

Ai sensi dell’art. 6, comma 4, la circolazione degli oli lubrificanti per i quali è stata assolta l’imposta e quella degli oli lubrificati denaturati per impieghi agevolati, è effettuata con l’osservanza della normativa di cui al D.P.R. 627/1978 e dunque, ai sensi dell’art. 1, comma 2, lett. b, delle norme sull’emissione del documento di accompagnamento dei beni viaggianti, lo stesso deve contenere le indicazioni sulla natura, qualità e quantità dei beni.

Ai sensi dell’art. 9 del D.M. 25 marzo 1996 n. 210 la circolazione “degli oli minerali ad accisa assolta … avviene con scorta del documento di accompagnamento semplificato di cui al regolamento (CEE) n. 3649/92 della Commissione del 17 dicembre 1992 … Esso può consistere: b) in un documento commerciale, redatto su un modello di tipo diverso dal precedente, a condizione che contenga le stesse informazioni, contraddistinte dal corrispondente numero di riquadro, previste per il documento amministrativo”. In particolare, le note esplicative al modello allegato al regolamento n. 3649/1992, per il riquadro 8 prevedono:“nel caso di oli minerali va indicata la densità a 15°C” e inoltre, ex art. 10, comma 3, DM 210/1996, è disposto che: “nel riquadro 8 viene omessa l’indicazione della densità a 15°C relativamente agli oli combustibili ed ai gas petroliferi liquefatti; per gli altri oli minerali invece della densità a 15°C va indicato il peso specifico a 15°C, corretto per tener conto della spinta dell’aria”.

My Daughter's Toothbrush © King Douglas

My Daughter’s Toothbrush © King Douglas

FATTO D) non ha registrato tempestivamente, nello stesso giorno di ricezione della merce, una bolla di accompagnamento beni viaggianti XAB… nr. … quale documento commerciale ex art 9 del D.M. del 25 marzo 1996 n. 210.

Ai sensi dell’art. 13 del D.M. del 25 marzo 1996 n. 210: “per i trasferimenti di merci ad imposta assolta aventi termine nel territorio dello Stato il destinatario è tenuto: a) ad assumere in carico la merce annotando nel registro …, nello stesso giorno della ricezione, i dati relativi all’impianto speditore, il numero di riferimento del DAS e la data di emissione, la qualità e la quantità della merce pervenuta”. Tale irregolarità è sanzionata dall’art 26, 5°comma, del citato decreto 210/1996: “l’inosservanza delle disposizioni del presente regolamento è punita con la pena pecuniaria prevista dall’art. 50, 1° comma del testo unico (D.lgs 504/1995)”.

Ed ha inoltre commesso ulteriori irregolarità riconducibili alla tenuta del registro di carico e scarico U.T.F. nr. A…: avendo registrato in maniera erronea le quantità di olio relative a nr. 11 scarichi ed avendo registrato in maniera inesatta, nella parte del carico, la bolla di accompagnamento beni viaggianti XAB… nr. …

Tali irregolarità sono quindi tutte ascrivibili nella fattispecie prevista dall’art 50, 1° comma, del testo unico accise ”indipendentemente dall’applicazione delle pene previste per le violazioni che costituiscono reato, per le infrazioni alla disciplina delle accise stabilita dal presente testo unico e dalle relative norme di esecuzione, compresa la irregolare tenuta della contabilità o dei registri prescritti o tardiva presentazione delle dichiarazioni e denuncie prescritte, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 258,00 ad euro 1.549,00”. e, pertanto, punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da €258,00 a €1.549,00.

Non sono pervenute osservazioni o richieste, ai sensi di quanto disposto dall’art.12, comma 7, della legge 27.07.2000, n. 212.

L’osservazione resa spontaneamente all’atto della constatazione: “confermo i dati da voi rilevati. Preciso che la quantità di olio lubrificante costituenti il carico sono acquistate direttamente dalla … e parte dalla … con deposito in provincia di … e le quantità sono registrate con rispetto dei chilogrammi indicati nelle bolle di accompagnamento dei beni viaggianti per prodotti petroliferi. Lo scarico viene effettuato tenendo conto delle quantità di olio utilizzato per le riparazioni e per la vendita alla clientela con scontrino, fattura o documento di trasporto. Vi è un sistema informatico che con il codice prodotto indica le quantità in litri vendute che interessano anche il sistema di scarico del magazzino. Successivamente per la registrazione nella parte scarico del registro oli minerali viene usato il peso specifico convenzionale di 0,863, questo in quanto sui documenti di trasporto di carico non viene indicato il peso specifico dei prodotti acquistati. Questo peso specifico da noi utilizzato in contabilità, essendo nettamente superiore alla media dei pesi specifici degli oli acquistati, ha causato la differenza tra giacenze contabili e giacenze effettive. Specifico, inoltre, che per problemi organizzativi, alcuni documenti di officina interni (ordini di lavoro per ripristino veicoli usati o approntamento veicoli nuovi), vengono contabilizzati anche nei primi giorni del mese successivo con la data dell’ultimo giorno del mese precedente cui si riferiscono. Questo comporta che la quantità scaricata sul registro, se aggiornato come da procedura, entro il giorno successivo, non confluisce nella contabilizzazione dello scarico stesso e pertanto genera delle differenze tra la quantità di olio realmente ceduta alla clientela e quanto riportato sul registro UTF. In merito ci riserviamo di chiedere ufficialmente all’Agenzia delle Dogane la possibilità di eseguire l’aggiornamento dell’ultimo giorno del mese con alcuni giorni di margine, per permettere la fedele coincidenza dei dati ” non può essere utile ad una diversa qualificazione del fatto in contestazione per le ragioni già esposte al FATTO C al quale le stesse osservazioni vengono riferite.

Quanto riportato in fatto è posto a carico della persona giuridica titolare del rapporto fiscale ai sensi del disposto dall’art. 7 del D.L. 30/9/2003, n. 269, convertito dalla legge 24/11/2003, n. 326: “…”, codice fiscale: …, avente sede in …

2) CAUSE DI NON PUNIBILITA’ E COLPEVOLEZZA

Non si ravvisano cause di non imputabilità ai sensi dell’art. 4 D.Lgs 472/97 e di non punibilità ai sensi dell’art. 6 D.Lgs 472/97. Non risultano elementi per far ritenere che le violazioni alla disciplina fiscale sulle accise siano state commesse con colpa grave o dolo.

Kevlarsjäl © Daria Endresen

Kevlarsjäl © Daria Endresen

3) CRITERI PER LA DETERMINAZIONE DELLE SANZIONI

Criteri personali: dal processo verbale di constatazione non risultano comportamenti atti ad ostacolare il corretto e spedito svolgimento delle operazioni di controllo o azioni tendenti a mistificare i risultati.

Criteri oggettivi: non risultano illeciti amministrativi tributari non definiti.

Cumulo giuridico: per le violazioni di cui al Fatto A, Fatto B, Fatto C, Fatto D si ritiene inapplicabile il regime del cumulo giuridico di cui all’art. 12 del D.Lgs 472/1997 in quanto non è rinvenibile un concorso formale non potendo individuarsi nella condotta del soggetto agente un’unica azione od omissione, oltre a non essere rinvenibile un concorso materiale, non risultando violate disposizioni esclusivamente connesse ad obblighi di carattere formale. Dette violazioni non possono nemmeno rientrare nella previsione del comma 2 perché non effettuate col vincolo della progressione al fine di pregiudicare gli effetti di un eventuale, unitario ed assorbente adempimento.

L’autore degli illeciti come sopra individuato al punto 1) ha pertanto commesso le violazioni delle norme riportate nei fatti ivi descritti, la cui sanzione viene di seguito riepilogata:

Per il FATTO A: 1 (una) violazione dell’art. 25, comma 1, del D.Lgs 504/1995 come richiamato dall’art. 62, comma 9, del medesimo testo unico, punita, ai sensi dell’art.48, 1° comma, del Decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 1.032,00 ad euro 5.164,00. Sanzione contestata pari ad €1.032,00.

Per il FATTO B: 1 (una) violazione degli artt. 25 e 62 del Decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, punita, ai sensi dell’art. 48, 5° comma, del testo unico accise, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da €258,00 a €1.549,00. Sanzione contestata pari a €258,00.

Per il FATTO C: 1 (una) violazione prevista e punita dall’art.48, 2° comma, ultima parte, del Decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, fattispecie richiamata dall’art. 61, comma 4, del medesimo testo unico, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da €154,00 a €929,00. Sanzione contestata pari a €154,00.

Per il FATTO D: violazioni delle norme sulla tenuta del prescritto registro di carico e scarico, recate sia dal DM 13 agosto 1957 e applicabili secondo il dettato dell’art. 67, co. 1, D.Lgs 504/1995 e sia dall’art. 13 del D.M. del 25 marzo 1996 n. 210, punite ai sensi dell’art. 26 del DM 210/1996 e ai sensi dell’art. 50, 1° comma, D.Lgs 504/1995 (fattispecie richiamate dall’art. 61, comma 4, del medesimo testo unico), con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da €258,00 a €1.549,00. Sanzione contestata pari a €258,00.

4) DETERMINAZIONE DELLE SANZIONI PRINCIPALI

Visti i fatti, i motivi, le norme violate e le relative sanzioni e visto quanto risultante dai criteri soggettivi e oggettivi

Il Direttore dell’Ufficio delle Dogane di …

DETERMINA a carico:

– della società …, codice fiscale …, avente sede in … la sanzione:

• di euro 1.702,00 (Millesettecentodue/00);

• oltre ad euro 5,16 (Cinque/16) quale recupero forfettario delle spese di notifica (DM 08/1/2001).

5) DEFINIZIONE AGEVOLATA

Si avvisa che, ai sensi dell’art. 16, comma 3 del D.L.vo n.472/97, la controversia può essere DEFINITA IN MODO AGEVOLATO con il pagamento, ENTRO 60 (SESSANTA) GIORNI DALLA NOTIFICA (*) del presente atto di contestazione, di:

• euro 425,50 (Quattrocentoventicinque/50) – causale: definizione agevolata contestazione n. ….. 2009

• euro 5,16 (Cinque/16) – causale: recupero forfettario spese di notifica atto di contestazione n. …….. 2009

per un totale di euro 430,66 (Quattrocentotrenta/66) (pari a ¼ della sanzione come sopra determinata, comprensivo delle spese di notifica). A tale modalità di definizione agevolata consegue la non applicabilità delle eventuali sanzioni accessorie e la non rilevanza dell’illecito ai fini della recidiva.

(*) Il decorso di tale termine è sospeso di diritto dal 01/08 al 15/09 di ciascun anno e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione; se il decorso ha inizio durante il periodo di sospensione anzidetto, l’inizio dello stesso è differito alla fine di detto periodo.

6) MODALITA’ DI PAGAMENTO

Il versamento di quanto dovuto, nel termine di cui sopra, potrà essere effettuato esclusivamente al Ricevitore dell’Ufficio delle Dogane di ….

I pagamenti effettuati al Ricevitore di questo Ufficio potranno essere eseguiti:

• recandosi direttamente presso la Ricevitoria dello scrivente Ufficio delle Dogane, in contanti o mediante assegno circolare non trasferibile intestato Banca d’Italia – Tesoreria dello Stato – Sezione di … – ed emesso da istituto bancario operante sulla piazza di …;

• mediante invio di un vaglia postale intestato al “Ricevitore Capo dell’Ufficio delle Dogane di …” citando nella causale: – atto di contestazione n. …../2009 dell’Ufficio delle Dogane …

7) AUTORITA’ ALLE QUALI E’ POSSIBILE RICORRERE

Qualora non si voglia definire la controversia in via agevolata con le modalità di cui sopra, si informa che, ai sensi dell’art. 16, comma 4, del D.Lgs 472/1997, il trasgressore e i soggetti obbligati in solido, possono, ENTRO 60 (SESSANTA) GIORNI DALLA NOTIFICA (*), produrre deduzioni difensive direttamente a questo Ufficio delle Dogane che, nel termine di decadenza di un anno dalla loro presentazione, irrogherà, se del caso, mediante provvedimento di irrogazione della sanzione (senza più possibilità di definizione agevolata), le sanzioni con atto motivato a pena di nullità anche in ordine alle deduzioni medesime. In mancanza, il presente atto di contestazione si considera provvedimento di irrogazione della sanzione determinata al punto 4) la cui riscossione seguirà la graduazione di cui all’art. 68 del D.L.vo n.546/1992.

Ai sensi dell’art. 19, comma 2, del D.L.vo n. 546/1992 si informa che, ai sensi dell’art. 3, comma 4, della L. 07/08/1990, n. 241 e in applicazione dell’art. 12, comma 2, della legge 28/12/2001, n. 448, contro il provvedimento di irrogazione è possibile ricorrere, ENTRO 60 (SESSANTA) GIORNI DALLA NOTIFICA (*), alla Commissione Tributaria Provinciale di … – (Telefono: ….) – Via … n. .. – … – …, secondo le previsioni dell’art. 2 del Decreto Legislativo n. 546 del 31.12.1992.

Il ricorso, soggetto all’imposta di bollo di € 14,62 (quattordici/62) per ogni 100 righe o frazione, è proposto mediante notifica a questo Ufficio a norma dei commi 2 e 3 dell’art. 16 del D.L.vo 546/1992 (ai sensi degli artt. 137 e seguenti del codice di procedura civile, oppure a mezzo posta, oppure mediante consegna a questo Ufficio) e costituzione in giudizio entro 30 (trenta) giorni dalla notifica.

sweeping in the rain © Ursula I Abresch

sweeping in the rain © Ursula I Abresch

A chi presentare ricorso

Il contribuente deve:

  • intestare il ricorso in bollo alla Commissione Tributaria Provinciale nella cui circoscrizione ha sede l’ufficio che ha emesso l’atto contro cui si ricorre;
  • notificare il ricorso spedendolo a questo ufficio finanziario senza busta, per raccomandata con avviso di ricevimento, oppure tramite l’ufficiale giudiziario, oppure consegnandolo all’impiegato addetto all’ufficio, facendosi rilasciare la relativa ricevuta, quindi:
  • mediante consegna del ricorso in originale all’impiegato addetto di questo Ufficio che ne rilascerà ricevuta sulla copia;
  • mediante spedizione, a questo Ufficio, del ricorso in originale, a mezzo posta, senza busta e per raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso il ricorso si intende notificato al momento della spedizione;
  • mediante notifica, a questo Ufficio, ai sensi degli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile (tramite ufficiale giudiziario) della fotocopia del ricorso.

 

Dati da indicare nel ricorso

Nel ricorso, intestato alla Commissione Tributaria Provinciale, il contribuente deve indicare:

  • le proprie generalità;
  • il codice fiscale;
  • il rappresentante legale, se chi fa ricorso è una società o un ente;
  • la residenza o la sede legale o il domicilio eventualmente scelto;
  • l’ufficio finanziario (Ufficio delle Dogane di Reggio Emilia) contro cui ricorre;
  • gli estremi di identificazione dell’atto impugnato (l’atto ricevuto dall’ufficio finanziario contro cui ricorre);
  • i motivi del ricorso;
  • le conclusioni, cioè la richiesta che il contribuente rivolge alla Commissione Tributaria Provinciale.

E’ opportuno che il contribuente alleghi al ricorso la fotocopia di tutto l’atto impugnato dalla quale risulti la data di notifica.

N.B. Se l’importo contestato è pari o superiore a 2.582,28 euro, esclusi gli interessi e le sanzioni (ovvero, in caso di contestazioni relative esclusivamente a sanzioni, se l’ammontare delle sanzioni stesse è pari o superiore a 2.582,28 euro), il contribuente deve essere obbligatoriamente assistito da un difensore, appartenente ad una delle categorie indicate nell’art. 12, comma 2, del decreto legislativo n. 546/1992 pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 9 del 13 gennaio 1993, che deve sottoscrivere il ricorso e gli ulteriori atti processuali ai sensi del citato decreto legislativo.

Costituzione in giudizio

Entro trenta giorni dalla data in cui ha provveduto alla notifica del ricorso, il contribuente deve costituirsi in giudizio, cioè deve depositare il proprio fascicolo presso la segreteria della Commissione Tributaria Provinciale di …, secondo le modalità previste dall’art. 22, comma 1, del Decreto Legislativo 31.12.1992, n. 546.

Se il contribuente non deposita il proprio fascicolo nei tempi previsti perde il diritto di procedere nel ricorso.

Il fascicolo deve contenere:

  • l’originale del ricorso, se è stato notificato tramite ufficiale giudiziario, oppure la fotocopia del ricorso sulla quale il contribuente dichiara che è conforme al ricorso originale già spedito per posta o consegnato;
  • la fotocopia della ricevuta del deposito o della raccomandata con avviso di ricevimento;
  • la fotocopia del presente atto impugnato.
  • Chi perde in giudizio può essere condannato al pagamento delle spese.

(*) Il decorso di tale termine è sospeso di diritto dal 01/08 al 15/09 di ciascun anno e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione; se il decorso ha inizio durante il periodo di sospensione anzidetto, l’inizio dello stesso è differito alla fine di detto periodo.

8) RISCOSSIONE COATTIVA

Qualora i trasgressori non definiscano in via agevolata la controversia (punto 5), non presentino deduzioni difensive oppure non propongano impugnazione (punto 7), il presente atto sarà considerato PROVVEDIMENTO DI IRROGAZIONE costituente titolo per l’avvio della procedura di RISCOSSIONE COATTIVA di quanto determinato al (punto 4).

9) INFORMAZIONI A GARANZIA DEL CONTRIBUENTE

Informazioni complete sull’atto possono essere ottenute dal Servizio del contenzioso della sede dell’Ufficio in intestazione – Tel.:…–…–…– E.mail: …. La responsabilità del procedimento, esclusa l’adozione del presente provvedimento finale, è stata del funzionario doganale …

Autotutela: questo Ufficio è titolare del potere di annullamento, di revoca o sospensione degli effetti del presente atto nonché del potere di riesame, anche nel merito, dell’atto in sede di autotutela (Istituto disciplinato dall’art. 2-quater del d.l. 30/9/1994, n.564, convertito con modificazioni dalla legge 30 novembre 1994, n. 656 e dal relativo regolamento di attuazione approvato con D.M. 11 febbraio 1997, n.37 nonché dalle modifiche introdotte dall’art.27 della legge 18 febbraio 1999, n.28).

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One thought on “GdF e gli oli lubrificanti in autofficina

  1. …e per il fornitore che utilizza il DAS difforma dal documento allegato al Reg. (CEE) N.3649/92 del 17.12.1992, quali sanzioni sono previste?
    … ove a casella 13 del DAS per gasolio da riscaldamento non sia indicato l’importo comprensivo di ACCISA + IVA, quali le sanzioni?

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