Logic Of Denial – Necrogenesis



Empire of Death
Incipit of AbhorrenceLogic Of Denial - Promo 2011- Incipit of Abhorrence
Logic of Denial
2011 Autoprodotto
Recensione di : kratos – Empire of Death
Oh, non per fare il figo, ma io i Logic of Denial li ho visti crescere. Dai primi passi dei demo “Art of Psychophagy” e “Spirals of Downfall”, dal taglio un po’ core e per certi versi ancora incerto, fino all’approdo al death metal di matrice Morbid Angeliana con il tanto agognato disco d’esordio “Necrogenesis”, uscito nel 2010.
Un esordio valido, ispirato e bello tosto, penalizzato solo da una produzione non del tutto all’altezza, ma che mostrava chiaramente i passi in avanti compiuti dalla band emiliana.
E ascoltando le due canzoni di questo promo 2011 (“Incipit of Abhorrence”) sembra proprio che la ricerca musicale dei Logic of Denial non si sia ancora conclusa, anche se praticamente la maturità definitiva sembra dietro l’angolo.
Stiamo pur sempre parlando di due pezzi e quindi il giudizio andrebbe sospeso fino all’uscita del disco, ma la qualità dei due brani parla da sola: i Logic of Denial sono tornati più incazzati che mai e, rispetto a “Necrogenesis” hanno praticamente estremizzato l’intera proposta. Più veloci, più duri, più tecnici, più devastanti e, soprattutto, ancora più convinti/compatti/affiatati.
Non di soli Morbid Angel vivono i Logic of Denial di oggi: la proposta si è ulteriormente spostata verso un death/brutal intenso e cazzutissimo in stile Nile-Hour of Penance, e davvero in questo caso non ce n’è più per nessuno, perché già l’opener “Ravenous Patterns of Oblivion” spazza via gran parte della concorrenza italica (e non) a livello di intensità ed estremismo sonoro. Tutto questo senza lasciarsi andare a mode del momento o a virtuosismi fuori luogo: qui si mena le mani dall’inizio alla fine e lo si fa con una convinzione che fino ad oggi non si era ancora vista/sentita nella band nostrana.
Le chitarre strappano, scartavetrano, riducono a brandelli e scarnificano, la batteria è un martello pneumatico che viaggia a pieni giri direttamente nella scatola cranica dell’ascoltatore e il growling si è fatto ancora più cupo e perfetto per la proposta musicale attuale del combo emiliano.
Non è da meno “Apocrypha”, bomba ad idrogeno death/brutal che non lascia scampo con il suo riffing al vetriolo ed i suoi tempi al cardiopalma, supportata da una produzione stellare, al passo coi tempi e potente ma non per questo “leccata” ed artificiale.
La prova dei musicisti è di primo livello: praticamente sono migliorati tutti, da Alessandro D’Antone alla chitarra, mai così ispirato, passando per Mattia Gatti con il suo growl nuovo di zecca, fino ad arrivare a ad un Daniele Costa mai così agguerrito dietro al drum-kit.
Resta pochissimo da dire: trattandosi di un promo tendo a rimanere di manica un po’ più stretta di quello che dovrei, ma a livello qualitativo sicuramente i due pezzi valgono anche più dell’80 che trovate sotto.
Se il prossimo disco si manterrà su questi standard, lo dico subito, preparatevi ad uno dei lavori più devastanti e competitivi partoriti di recente dallo Stivale.
E saranno calci in culo per tutti.
Voto : 80/100
Line up :
Alessandro D’Antone – Chitarra
Mattia Gatti – Voce
Daniele Costa – Batteria
Tracklist :
1.Ravenous Patterns of Oblivion
2.Apocrypha

BRUTALISM – Logic Of Denial: Incipit of abhorrence
Posted by Connor – November 30, 2011 – 21:42
Two tracks?! I thought when I was first presented Logic Of Denial’s new 2011 promo! The cover, their logo emblazoned on the slip cover within nothing suggestive as to what awaited for me within the CD. Italy’s Logic Of Denial have been pretty busy these days with only their debut album “Necrogenesis” being released in 2010, already these guys are getting ready for a new album and assuming with this promo trying to get themselves alittle more out there. Now I had never heard of these guys whatsoever so I was so pleased with what blasted from my speakers. “Necrogenesis” was very much so influenced by Morbid Angel and Hate Eternal and the likes so its plain to see that this young Italian band wear their influences on their sleeves and really have no qualms in expressing it in the most brutal fashion.
The production on these tracks is absolutely mighty and crushing in every sense of the meaning. Heavy, heavy HEAVY! This CD is total Morbid Angel/Nile/Hate Eternal worship delivered to you, the listner in the most brutal way possible. Absolutely crushing guitars, guttural vocals, thunderous bass and blasting up a hellstorm drums make this little taster CD rip your head off.
This CD clocks in at just under 7 mins and I was left wanting more!! If this is a sign of things to come from these guys, well, ladies and gentlemen, I would like to warn you now… better take cover!!! Check it out!!! Essential!

Metalitalia, Neurotic Deathfest 2011
Tocca ai giovani Logic Of Denial aprire ufficialmente l’edizione 2011 del Neuroric Deathfest. Il gruppo nostrano calca il palco minore del festival, ma, essendo appunto il primo in cartellone, riesce a esibirsi di fronte a un pubblico piuttosto numeroso, che ben presto dimostra di gradire la proposta del quartetto. Lo show è ovviamente incentrato sul debut album “Necrogenesis”, che viene saccheggiato dei suo brani migliori, ma trova spazio anche un inedito che non esitiamo a definire convincente. Più che altro, impressiona favorevolmente l’affiatamento dei ragazzi, che senza strafare danno vita a una esibizione molto compatta e impattante. In tutta onestà, non ce lo aspettavamo, visto che i Logic Of Denial sono tutto sommato ancora a inizio carriera. L’esperienza, tuttavia, si matura proprio in circostanze come questa e, considerati i risultati odierni, si può senz’altro affermare che il quartetto sia già sulla buona strada.
A cura di Luca Pessina – Metalitalia, Neurotic Deathfest 2011
Logic Of Denial

THE SPEW records  is extremely proud to announce the signing of italian obscure death act  Logic Of Denial

Logic Of Denial - Official Webstore

Grandissima prova, un disco da avere, una band da supportare assolutamente. I Logic of Denial hanno talento da vendere e a dimostrarlo ci pensa il lotto di brani devastante che costituisce “Necrogenesis”: assalti all’arma bianca intelligenti, ben composti e ottimamente suonati, strutturati con buon gusto (troviamo numerosi cambi di tempo e di registro) e dotati di un alone malsano e mistico come Cthuluh comanda.

Porcaccia puttanaccia che tega! Il quartetto emiliano pesta davvero duro riuscendo a proporre una cascata di riff che faranno la felicità di ogni orecchio avvezzo a certe sonorità e anche di chi ama cibarsi di tecnica e di un po’ di sana cattiveria.

Il death metal italiano è in netta crescita e “Necrogenesis” è l’ennesimo lavoro che negli ultimi tempi arriva a rafforzare tale tesi. L’Orrore Cosmico, argomento affrontato centinaia di volte, non è stato mai riproposto in maniera così perfetta come in questo disco, un candidato serio a disco Death dell’anno e, in ogni caso, un must have.

Alle [Logic Of Denial] – Alessandro D’Antone – Logic of Denial’s Guitar Player & Songwriter – This myspace page is dedicated mainly to my musical project: I started playing guitar in 2003, and in the same year I founded “Logic of Denial”, a death metal band based in Reggio Emilia – Parma, Italy. Check out our music if you want, and support the extreme underground! Logic of Denial were born in Reggio Emilia at the end of 2006 from the ashes of Collapse (2003-2006).

In 2009 the band recorded the first full-lenght album “Necrogenesis”, with Carlo Izzo & Moonlight Studios (Parma); this work is filled by ten tracks composed during three years of artistic growing. The lyrical themes focus themselves basically on Lovecraft’s imagery and writings, especially on Cthulhu Mythos, and the music is inspired by Suffocation, Morbid Angel, Immolation and Nile.

All the artworks, logo drawing, t-shirt image and myspace layout were realised by Cillo & Eklipse Design (Oceano, The Ghost Inside, To Kill…) THE SPEW records is an Italian based label, active since late 2000. With the first aim of releasing stuff we like and that we strongly believe in, we have delivered several releases that every fan of the extreme should have in his own collection! From BRUTAL to GRIND, this is the field we work, with passion and stakanovism, sure to give you fine pieces of extreme musick, right the ones that will nail your arse to the chair.
Logic Of Denial - Necrogenesis

Necrogenesis – Tracklist – Durata:33’31”Necrogenesis - Package deal: CD + T-SHIRT
1. Black Winds
2. Shrines Of Depravity
3. Nistagmo
4. Dissect My Faith
5. A Path In Grief
6. Aeons
7. Yog Sothoth
8. Gore Bless You All
9. Leechlike
10. Last Days

Logic Of Denial - Official Webstore

http://www.hardsounds.it/
Recensore: Davide Montoro – Recensito il 20/11/2009
Dopo alcuni cambi in formazione, il quartetto emiliano riesce finalmente a sfornare un prodotto competitivo, risultato anche di numerosi concerti, quindi di una line-up collaudata alla grande.
Il disco in questione poggia le proprie basi su terreni floridiani, senza dimenticare le proprie radici italiane.
La neonata collaborazione con Collapse Within, Hobnailed, Wargore e Necromega Project prima, e il palese avvicinamento (in termini di sound ovvio) a bands quali Hour Of Penance, Septycal Gorge e vecchi Natron (per la natura schizoide) poi, fanno della band la prossima “big-thing” del made in Italy. Ovviamente, viene da pensare perché cavolo questi giovani ragazzi siano ancora senza un contratto, viste le capacità tecnico-compositive che mostrano ampiamente in ‘Necrogenesis’: ma la risposta la sappiamo già.
Mezz’ora di death metal roccioso, che a volte, senza alcun problema, si getta in parti thrasheggianti da puro mosh (la martellante “Leechlike”), o in oscuri rallentamenti, come in “A Path In Grief” che mi ricorda i romani Perfidy Biblical.
I ragazzi curano ogni minima cosa: la voce è graffiante e tetra, degna del miglior Francesco Paoli: in questo caso i brani sono meno cantati di un disco come quello degli HOP (lì c’è un altro lavoro dietro, ma vabbè!), ma non significa voler sminuire la struttura validissima di una “Nistagmo” o della variegata “Dissect My Faith”. Gli strumenti sono perfetti: a cominciare dai bassi, perfettamente bilanciati con chitarre nitide e con quel suono “a grattugia” che non dà per niente fastidio, anzi (pardon, ma non sapevo come spiegarlo!).
Un disco “tributo” a Lovecraft, viste le tematiche trattate in alcuni brani, così come nel manifesto “Yog-Sothoth”, con un buon lavoro solistico e una godibile struttura, insolita per la band ma sempre ben riuscita. Una traccia per spezzare un po’ l’atmosfera del disco, prima che gli ultimi minuti ci spazzino via tutto.
Grandissima prova, un disco da avere, una band da supportare assolutamente: se non apprezzate non capite proprio niente! Io vi ho avvisato.

http://www.metal-empire.it/
Recensore: Lord Lucyfer –
Porcaccia puttanaccia che tega! E’ il solo ed unico pensiero che si staglia nella mente all’ascolto di Necrogenesis, debut album dei reggiani Logic of Denial, Brutal Death band che richiama alla mente, già dalle primissime note, i Nile più ispirati.
Nati del 2006 dalle ceneri dei Collapse, l’act emiliano ha col tempo fatto uscire due demo (Art of Psychophagy del 2006 e Spirals of Downfall del 2008), prima del rilascio di quest’album nell’Anno Domini 2010 per The Spew Records.
Dicevo del richiamo ai Nile, ma questo solo ed esclusivamente sul piano prettamente musicale, visto che i temi trattati dai LoD non riguardano l’Antico Egitto ed il Libro dei Morti, ma bensì il Ciclo di Chtulu di H.P. Lovecraft. L’Orrore Cosmico, argomento affrontato centinaia di volte, non è stato mai riproposto in maniera così perfetta come in questo disco. E son pronto a mettere la mano sul fuoco per quest’affermazione.
Semplicemente, grazie ad un sapientissimo lavoro d’arrangiamento, Necrogenesis rappresenta una perfetta colonna sonora per il Ciclo di Chtulu. Persino il Maestro, credo, ne converrebbe che nulla potrebbe essere tanto vicino ai suoi scritti come quest’opera.
Penso sia ormai palese di come abbia gradito questo disco in toto, e quindi mi verrebbe molto difficile dire quale pezzo risalti rispetto ad altri. Beh, nessuno: è tutto praticamente perfetto, ed è quindi consigliabile un coast to coast tutto d’un fiato dell’intero disco, da Black Winds sino a Last Days (con particolare occhio per Dissect my Faith, magari).
Poche parole per chiudere questa recensione: non ci fosse stato Paradogma degli Hour of Penance, avremmo con Necrogenesis un candidato serio a disco Death dell’anno. In ogni caso, un must have.

http://www.empireofdeath.com/
Recensore: Kratos –
Dopo tanti sforzi, un paio di demo di indubbio interesse ed un’attività live pressochè inarrestabile giungono al tanto agognato debut-album i nostrani Logic Of Denial, e lo fanno col botto stupendo un po’ tutti; persino chi, come il sottoscritto, li segue sin dal primo demo “Art of Pshycophagy”.
Il motivo è semplice: se nei primi lavori da studio la band proponeva un death metal a tratti dal taglio moderno, con il disco d’esordio il combo di Reggio Emilio aggiusta il tiro e si dedica ad un metallo della morte di chiara estrazione floridiana che vede nei Morbid Angel i massimi ispiratori del proprio sound. L’importanza che Azaghtoth e soci hanno ricoperto all’interno della crescita dei quattro musicisti è lampante sin dall’opener strumentale “Black Winds”, dal riffing roccioso e malsano, passando per la scelta dei suoni di chitarra per arrivare al solismo ed alle lyrics incentrate su tematiche lovecraftiane.
Semplici cloni di una delle band più importanti della storia del death metal? Tutt’altro, i Logic of Denial hanno talento da vendere e a dimostrarlo ci pensa il lotto di brani devastante che costituisce “Necrogenesis”: assalti all’arma bianca intelligenti, ben composti e ottimamente suonati, strutturati con buon gusto (troviamo numerosi cambi di tempo e di registro) e dotati di un alone malsano e mistico come Cthuluh comanda.
Ma non solo di Morbid Angel vivono i Logic of Denial: qua e là o possibile trovare echi degli Hate Eternal e persino dei Suffocation, in un maelstrom sonoro che soddisferà appieno i fruitori del death più classico ed incontaminato.
I modernismi e le innovazioni vengono mandati in esilio in dimensioni parallele ben lontane dalla nostra, a favore di un approccio senza troppi fronzoli ma non per questo privo di dinamismo e dalle molteplici soluzioni. Perché i ragazzi mettono in luce una incredibile padronanza del genere e dimostrano di sapersi muovere sia su territori veloci (“Shrines of Depravity”, “Gore Bless You All”), sia nei passaggi più lenti ed asfissianti (l’inizio di “Nistagmo”, che grida Morbid Angel a più non posso, l’oscura “Yog Sothoth”), senza disdegnare alcuni inserti di tastiera al posto ed al momento giusto (“Leechlike”).
La chiusura del disco è affidata a “Last Days”, dal riffing cesellato che a tratti potrebbe portare alla mente i Suffocation: un ottimo modo di congedarsi con l’ascoltatore instillandogli l’irrefrenabile voglia di schiacciare nuovamente il tasto play sul lettore.
Oltre alla produzione e ad una cover d’indubbio fascino, è necessario poi riconoscere la preparazione tecnica dei giovani musicisti, con un Mattia Gatti enormemente cresciuto dietro al microfono e ora dotato di un growling invidabile ed un Alle pronto a perforare i timpani del deathster di turno con il suo riffing variegato e mai noioso. La sezione ritmica completa l’opera di smantellamento di apparati uditivi tramite i blast-beat furenti di Danny ed il basso corposo e pulsante di Ventu, che sorregge pienamente il lavoro di chitarra di Alle.
Ora ai nostri Logic of Denial non resta che costruire col tempo una personalità sempre maggiore e riconoscibile, ma “Necrogenesis” è un biglietto da visita eccezionale in grado di dare ai veri desthster del vero death metal scritto e suonato con la benedizione dei Grandi Antichi.
Vi pare poco? PS: Se vi pare poco siete delle fighette.

http://www.metalitalia.com/
Recensione di Luca Pessina –
La nostrana The Spew continua a confermarsi come una delle migliori case discografiche europee nell’universo estremo.
Non fa eccezione neppure “Necrogenesis”, illuminato debut album dei giovani Logic Of Denial, death metallers emiliani in attività dal 2006. Imparata a memoria la lezione di Morbid Angel, Nile e Hour Of Penance, il quartetto di Reggio Emilia ci mette una buona dose di ispirazione e confeziona dieci tracce fluide ed intense, nelle musica così come nella produzione. Non ancora in possesso di una personalità spiccata, ma bravi a gestire sapientemente gli ingredienti base della proposta, i Logic Of Denial danno vita a un disco che si lascia ascoltare assai volentieri.
Old school nell’impostazione generale, ma alfiere anche di qualche tocco più moderno soprattutto nel finale di tracklist – dove in un paio di passaggi (forse composti tempo addietro) vengono in mente anche Trigger The Bloodshed e primi Whitechapel – l’album vive di buoni riff e di una interpretazione pratica e competente, che solo di rado lasciano intravedere qualche ingenuità.
Insomma, il death metal italiano è in netta crescita e “Necrogenesis” è l’ennesimo lavoro che negli ultimi tempi arriva a rafforzare tale tesi.

http://www.metalwave.it/
Recensione di darklot –
I pesanti cancelli di qualche antica catacomba si aprono per lasciar fuoriuscire una nuvola nera carica di polvere maleodorante di muffa e putrefazione; le vostre narici saranno invase da malsani odori che rappresentano il biglietto da visita di questo platter.
Parliamo dei Logic Of Denial, combo emiliano che ci regala un disco carico di odio e di misticismo; infatti risulta davvero difficile non tracciare un percorso che conduce direttamente alle porte di Karl Sanders e dei suoi brutalissimi Nile. Non credo che qui troveremo epiche storie provenienti direttamente dalla terra dei Faraoni, ma il genere suonato è quello: brutal-death carico di atmosfere epiche. Non ci saranno le gesta dei Faraoni a farla da padrona ma in Necrogenesis riecheggia la meravigliosa prosa di Lovecraft con particolare attenzione al mito di Cthulhu.
Devo constatare che il quartetto pesta davvero duro riuscendo a proporre una cascata di riff che faranno la felicità di ogni orecchio avvezzo a certe sonorità e anche di chi ama cibarsi di tecnica e di un po’ di sana cattiveria; il rifferama proposto riesce ad essere, nonostante tutto, piuttosto personale e ricercato andando qua e là a ricalcare le sulfuree atmosfere dei più blasonati Morbid Angel, oltre che dei già citati Nile. Ma non fatevi ingannare da questi paragoni, non c’è assolutamente l’ombra del plagio in questo full-lenght, ci sono, invece, tutte le carte in regola per far sì che diventi un platter di un certo spessore nell’ambito del genere.
Come già detto il disco si muove lungo coordinate care al brutal-death di un certo stampo, ascoltate con molta attenzione Shrines of Depravity se non mi credete, ma allo stesso tempo non viene penalizzato il groove, cosa che accade a molti artisti sicuramente più in vista, che lo mettono da parte a favore di una mera esecuzione musicale recante eccessivo sfoggio di tecnica, il che gioca una componente penalizzante in seno all’economia dei brani. Non è sicuramente quello che accade in Necrogenesis, questo il titolo del disco, in cui la buona tecnica strumentale è messa al servizio dei brani che scorrono via veloci, feroci e lasciando il segno nella maggior parte dei casi.
Particolarmente importanti nel non annoiare l’ascoltatore, anche il più distratto, sono i cambi di atmosfera presenti all’interno di ogni brano; i Nostri infatti hanno imparato molto bene a giocare non solo con il riffing ma anche con i tempi, un particolare plauso in tal caso va a colui che governa le leggi della ritmica, il drummer, che riesce ad essere incisivo, brutale ma soprattutto vario andando a fornire un caratterizzante supporto alla chitarra che non lesina affatto cascate di note e partiture intricate in cui si ha spazio per rompersi le ossa del collo, così come di elaborare una mistica visione.
Davvero sorprendenti i nostrani Logic of Denial che riescono a confezionare un prodotto che dovrebbe trovare al più presto un’etichetta in grado di licenziarlo sul mercato per fare in modo che possa ricevere i giusti riconoscimenti. Provate a dargli una possibilità e non credo che resterete delusi dai quattro ragazzi emiliani.
Questa rappresenta la classica situazione italiana, solo perchè disgraziatamente sono nati qui sono ancora senza uno straccio di contratto, mentre se fossero Statunitensi o tedeschi, tanto per fare degli esempi concreti, probabilmente avrebbero già firmato un contratto con una casa importante; ma qui si devono accontentare di supplicare qualcuno sul loro Myspace per farsi notare e per cercare in qualche modo di ridurre la miopia delle case discografiche italiane.
Quello che mi viene da dire è di cercare di supportare davvero chi vale e lasciar perdere il mainstream, reclutato per il solo gusto del soldo per prodotti che il mercato avrà dimenticato nel volgere di una stagione.

Meatgrinder – (Antropofagus)
Ciao Alle riporto dallo space LoD:  posso solo dirti che parlo sempre con il cuore e la massima sincerità… e ormai do peso solo a chi se lo merita … il lavoro mi si presenta in mano già parlando da solo. L’artwork del cd fa già intendere il contenuto. Un inizio eclatante!!! esaltato da una produzione decisamente superiore alla norma! un riff iniziale da far impallidire karl Senders che se lo sentisse si chiederebbe come mai non l’avesse scritto lui!
Finalmente delle chitarre ad accordatura bassa capaci di coinvolgermi risultando quel tagliente che tanto adoro e capaci di far intendere ogni nota che di solito in Si e varie accordature si perdono in pastoni incomprensibili!
Una song mozzafiato capace di prendere a sberle in faccia con quella doppia cassa senza un secondo di stop! un mixaggio che vi valorizza in pieno i suoni sono eccellenti!! non ho personalmente riscontrato una sola pecca nella scelta del sound!
Shrines è un macigno! mi si spezza il collo!!! pesantissima….Prosegue tutto senza dare tregua si respira solo negli assoli complice la loro melodia capace di trasportarmi in una dimensione parallela per poi tornare ad essere schiacciato dalla pesantezza del basso e le chitarre enormi!!! per tutto il proseguo! un respiro ad Aeons e Yog mi riapre la seconda metà del cd in maniera Epica!!! schiaccia dall’inizio alla fine per poi riprendere ad alternare con Gore blesses..!!! grandi avete trovato anche spazio per suoni inattesi le anfore e il pianoforte mi hanno catapultato in una tomba macabra adoro quei suoni e quelle ambientazioni,nemmeno i nile riescono più con cosi buona idea a rendere cio! aveta encora lo smalto che loro non hanno più fatene sempre punto di forza!
Continuo ad ascoltare tutto. Con piacere ed esaltazione,GRANDISSIMI!!!
Il cd si chiude in maniera colossale ribadendo quanta superiorità cè qui dentro rispetto a cio che viene proposto altrove! avete a parer mio nettamente schiacciato Polarity, e non parlo di tecnica,nessuno pretende di essere come sotelo e company,ma parlo di trasporto di personalità,non cè nulla di anonimo qui! e mi chiedo ma che cazzo abbiamo da invidiare a cio che viene proposto dall’estero?… il futuro e nostro ragazzi!!!solo ancora po’ di pazienza e sono sicuro che spiccherete il volo come su un missile terra aria! e chi legge sto sms che cazzo sta aspettando… si sbrighi ad ordinare sto cd!!!
Meatgrinder

Dopo aver pubblicato il primo album “Necrogenesis” (The Spew Records) nel 2010, e aver partecipato all’edizione 2011 del Neurotic Deathfest, i deathsters LOGIC OF DENIAL hanno reso disponibile online il nuovo Promo 2011, “Incipit Of Abhorrence”

http://www.myspace.com/logicofdenial

http://logicofdenial.bigcartel.com/

http://www.youtube.com/logicofdenialband

…::THE SPEW RECORDS::…

Logic Of Denial - Logo

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15/12/2012 – ATONEMENT

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2 thoughts on “Logic Of Denial – Necrogenesis

  1. Logic Of Denial signs with THE SPEW RECORDS
    The Spew records is extremely proud to announce the signing of italian obscure death act LOGIC OF DENIAL.
    I Logic Of Denial hanno trovato la label per il loro platter NECROGENESIS. The Spew Records lo distribuirà per aprile/maggio 2010. Debut album “Necrogenesis” is set to be release in April/May 2010.
    In addition to this, LOGIC OF DENIAL will be appearing at the TATTOODEATH fest in May 2010.

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