In conto lavorazione il vino in Austria


Vino in conto lavorazione dall’Italia all’Austria

OldWoman by Liquid82

Domanda – Inviato: mercoledì 16 gennaio 2008 11.47

Un nostro cliente vorrebbe inviare del vino frizzantato (pronto per essere imbottigliato) ad un ditta Austriaca in c/lavorazione per l’imbottigliamento (imbottigliato in formato lattine). Una volta imbottigliato verrà poi restituito al cliente italiano come reso da conto lavorazione.

Per inviare la merce sarà prodotto un D.A.A., il dubbio è relativo alla Accisa, non essendoci una vera e propria cessione di beni (intesa come vendita) è necessario Versare L’Accisa???

Risposta  – Inviato: mercoledì 16 gennaio 2008 12.57

Se vi sia oppure no da pagare l’accisa all’erario austriaco non dipende dall’eventuale cessione dei beni sottoposti ad accisa, essendo l’accisa insensibile alla nozione civilistica di “proprietà”. L’obbligazione pubblica ex lege dell’accisa sorge all’apparire del bene sul territorio di ciascun Stato membro e non ha bisogno di alcun presupposto economicamente rilevante quale ad esempio la cessione a titolo oneroso del prodotto soggetto ad accisa. L’obbligato d’imposta è colui che detiene (a qualsiasi titolo) il prodotto soggetto ad accisa. Non ci sono soluzioni di continuità tra il fatto imponibile ed il momento in cui l’accisa diviene esigibile, e ciò è realizzato a mezzo di una figura giuridica particolare, il regime detto sospensivo.

L’accisa dovrà quindi essere versata allorquando il prodotto abbandoni fisicamente il regime di sospensione perché in tal caso il prodotto viene fisicamente “immesso in consumo”.

Il livello di imposta, l’aliquota di accisa, sarà quello stabilito dallo Stato nel cui territorio avviene l’immissione in consumo.

L’importo pagato a titolo di accisa concorrerà così a formare il valore economico del bene alla stregua dei costi di produzione e di approvvigionamento e pertanto sarà imponibile IVA all’atto della cessione.

Riassumendo:

– Se lo stabilimento austriaco opera in regime di deposito fiscale (può quindi detenere prodotti in sospensione di accisa) non pagherà l’accisa all’Austria perché restituirà il vino confezionato al vostro cliente in Italia, con documento D.A.A., senza che il medesimo vino abbia mai abbandonato il regime sospensivo (L’Amministrazione fiscale austriaca vigilerà e accorderà l’eventuale abbuono di imposta sulle perdite di lavorazione subite).

– Viceversa, se lo stabilimento austriaco non fosse un depositario autorizzato ma solamente un operatore professionale (registrato o meno), non potrà detenere prodotti in sospensione di accisa. Verserà quindi l’imposta e la potrà chiedere in rimborso (osservando la disciplina fiscale posta in materia dall’erario austriaco) dopo che avrà rinviato il vino in Italia con documento D.A.S.  Vino che sarà di nuovo soggetto all’accisa italiana e alla nostra disciplina fiscale interna.

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