Negato annullamento in autotutela: diritti di licenza


Negato annullamento in autotutela: diritti di licenza

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Diritti di licenza per l’esercizio di un deposito di alcole denaturato con denaturante generale – Istanza di annullamento o revoca in autotutela dell’atto per il recupero dei diritti e l’irrogazione dell’inerente sanzione

In ossequio ai principi sanciti dagli articoli 53 e 97 della Costitu­zione e nell’osservanza delle norme stabilite sull’istituto dell’autotutela per l’annullamento o la revoca di atti di irrogazione delle sanzioni e/o di imposizione tributaria ritenuti infondati o ille­gittimi.  In equità e trasparenza nei rapporti con i cittadini, per il buon andamento e l’imparzialità dell’azione amministrativa e nell’interesse pubblico di garantire il corretto prelievo tributario e la giusta applicazione delle sanzioni.

Dopo aver doverosamente riesaminato il provvedimento amministrativo in oggetto, in fatto, in diritto e alla luce delle circostanze qui fatte conoscere con le proposte deduzioni in istanza.

OSSERVA

Dai controlli contabili risulta confermata, per gli anni 2004 – 2005 – 2006 – 2007 – 2008, la reiterata omissione del pagamento dei diritti annuali di licenza di cui agli artt. 29, commi 2 e 4, e 63, comma 2, lett. d, del testo unico sulle accise approvato con il D.Lgs 504/1995.

D’altra parte, con l’accennata richiesta da ritenersi quale istanza ai fini dell’autoaccertamento dei presupposti per l’esercizio del potere di autotutela ai sensi dell’art.2 quater del D.L. n. 564/1994  convertito in L. 656/1994 e del D.M. 37/1997 – il legale rappresentante della società ha esposto alcuni elementi al fine di una diversa qualificazione dei fatti che hanno determinato l’addebitata omissione dei pagamenti annuali.

In particolare, egli ha dichiarato che: la società non esercita più alcuna attività dal 1997, non è attiva e non ha alcun patrimonio, i creditori hanno presentato istanza di fallimento a carico della stessa respinta però dal Tribunale di …, non si hanno più notizie dell’altro socio, signor …, con grave pregiudizio per le attività di straordinaria amministrazione.

Tali notizie non rilevano purtroppo né sull’obbligo tributario di corrispondere i diritti evasi e neppure sul principio di legalità, sulla colpevolezza e sulle cause di punibilità per la sanzione irrogata, per le seguenti ragioni:

  • come già richiamato nel provvedimento di irrogazione, l’art 29 del D.lgs 504/1995 prevede l’obbligo della denuncia per i depositi di alcole denaturato con denaturante generale superiore a 300 litri e il conseguente rilascio di licenza d’esercizio: obbligatoria prima dell’inizio della specifica attività cui si riferisce, illimitatamente valida sino a revoca e soggetta ad un diritto annuale come determinato dall’art 63, 2° comma, del medesimo testo unico;
  • come tale, il soggetto titolare della stessa è tenuto, a seguito del rilascio della licenza e fino al momento in cui permane quest’atto ampliativo della sua sfera giuridica, a versare annualmente il corrispondente diritto: essendo suo onere la comunicazione della variazione o della cessazione dei dati esposti in tale licenza di modo che, questo ufficio tributario, possa quindi aggiornare il corrispondente archivio dei depositi di alcole denaturato o considerare cessata la licenza;
  • la società, nella persona del suo legale rappresentante, avrebbe perciò dovuto comunicare tempestivamente l’avvenuta cessazione dell’attività. La licenza sarebbe stata ritirata e, per l’anno successivo a quello nel quale l’Ufficio riceveva la denuncia di cessazione del deposito di alcole denaturato, l’inerente diritto di licenza non sarebbe stato più dovuto;
  • non essendo stata denunciata la cessazione dell’attività, permangono intatti i presupposti giuridici e di fatto posti a base del richiamato provvedimento, non potendo utilmente rilevare, per una loro diversa qualificazione, le notizie e le deduzioni qui presentate;
  • pertanto questo Ufficio non può annullare o revocare il proprio provvedimento perché esso rimane legittimo e fondato.

Per questi motivi

Non può essere accolta l’istanza di revoca in autotutela dell’avviso di pagamento e del contestuale provvedimento di irrogazione. Restano fermi i termini per il pagamento del tributo e della sanzione o per l’eventuale impugnazione dello stesso unico atto davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di …, con le modalità minuziosamente descritte nel medesimo e nel termine di 60 (sessanta) giorni dalla sua notifica avvenuta ...

Entro quindici giorni dal ricevimento della presente determinazione, occorre qui rimborsare euro 5,16 (Cinque/16) per il recupero forfettario delle spese di notifica del presente atto (DM 08/1/2001), mediante il versamento in contanti o mediante assegno circolare non trasferibile intestato Banca d’Italia – Tesoreria dello Stato – Sezione di … – ed emesso da istituto bancario operante sulla piazza di …, recandosi direttamente presso la Ricevitoria di questo Ufficio oppure mediante l’invio di un vaglia postale intestato al “Ricevitore Capo dell’Ufficio delle Dogane di …” citando nella causale “Determinazione su richiesta autotutela prot. n……”.

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