Lo scudo fiscale


A CHI LO SCUDO FISCALE E A CHI, IL TAGLIO SALARIALE !

Pochi giorni fa il Parlamento ha approvato lo scudo fiscale.

L’operazione consentirà, a tutti coloro che hanno occultato al Fisco capitali mobiliari ed immobiliari, di rimetterli in circolazione nel Paese, avendo assicurato l’anonimato e pagando un’aliquota dell’1% per 5 anni.

Lo scudo fiscaleSiamo davanti al peggior condono fiscale mai visto, che crea un buco di bilancio di oltre 100 miliardi di euro rispetto al gettito che sarebbe arrivato ad aliquota ordinaria. Un buco di risorse indirettamente sottratte a tutti quei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che pagano regolarmente le tasse

In download:https://paolosdantone.files.wordpress.com/2009/10/vct-n-20091019-140269-09_scudo_fiscale3.pdf

Nota informativa dell’Agenzia delle Dogane, del 16 ottobre 2009, sull’emersione di attività detenute all’estero (scudo fiscale) mediante rimpatrio di denaro, attività finanziarie e beni patrimoniali a mezzo di trasporto al seguito.


Lo scudo è, anche, un’amnistia per reati gravi, per i quali i nostri codici prevedono la reclusione fino a sei anni: falso in bilancio, distruzione di scritture contabili, uso di false comunicazioni sociali, sono solo alcuni dei comportamenti illeciti connessi all’evasione fiscale sui quali calerà definitivamente il silenzio, grazie all’anonimato che la legge ha imposto per gli intermediari che invieranno le dichiarazioni di adesione allo scudo.

Garanzia all’anonimato per chi evade, mentre i lavoratori dipendenti ed i pensionati, che hanno sulle loro spalle quasi l’intero gettito fiscale del nostro Paese, hanno nomi e cognomi conosciuti da tutti !

L’ennesima legge che premia i grandi evasori, quelli che si sono arricchiti con le speculazioni finanziarie, quelli che hanno sottratto grandi risorse allo stato sociale, quelli che hanno impoverito il Paese sottoponendo i ceti sociali più deboli ad una pressione fiscale, diretta ed indiretta, enorme.

E, intanto, per uscire dalla crisi economica, il Governo non stanzia le risorse per il rinnovo dei contratti ed opera tagli draconiani ai bilanci della pubblica amministrazione per utilizzare questo “tesoretto” a sostegno degli imprenditori e delle banche (gli stessi soggetti responsabili dell’esportazione dei capitali all’estero).

Nel frattempo avanza la “controriforma” di Brunetta che, attraverso una falsa meritocrazia, introduce per legge l’esclusione dal salario accessorio per una fascia vastissima di lavoratori pubblici. E Confindustria, senza vergogna, invoca azioni punitive contro i dipendenti pubblici.

Nessuno fermerà questo scempio e nessuno dirà basta a questo stato di cose, se all’indignazione non facciamo seguire concrete azioni di lotta.
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La RdB rivolge a tutti i lavoratori un invito a firmare contro lo scudo fiscale, un motivo in più per aderire allo
SCIOPERO GENERALE DEL SINDACALISMO DI BASE
23 OTTOBRE 2009
MANIFESTAZIONE NAZIONALE – ROMA –
ore 10 P.zza della Repubblica

Contro lo scudo fiscale, proteggi i tuoi diritti, difendi il tuo salario, rispetta la tua dignità.

RdB PI è contro lo scudo fiscale e denuncia la destrutturazione dell’apparato fiscale che contrasta l’evasione in Italia. Riorganizzazione degli uffici, centralizzazione delle verifiche, abbandono del presidio territoriale, taglio ai salari, blocco delle carriere, campagne mediatiche contro i fannulloni: queste sono alcune delle tessere di un mosaico che disegna servizi pubblici meno efficienti per i cittadini, pressione fiscale più pesante per lavoratori dipendenti e pensionati, Stato Sociale più debole.

Scudo fiscale, che cos’è?
Si tratta di una norma approvata in Parlamento il 2 ottobre 2009, grazie alla quale, nel più completo anonimato, si potranno rimpatriare o regolarizzare capitali detenuti irregolarmente all’estero.

Su quali beni si può usare lo scudo?
Beneficiano dello scudo i beni materiali e immateriali: contanti, azioni, bond, polizze, yacht, immobili e opere d’arte su cui non sono mai state pagate le tasse in Italia.

Chi sono i soggetti interessati?
Lo scudo fiscale può essere utilizzato da persone fisiche, enti non commerciali, società semplici e associazioni equiparate.

Quanto si paga con lo scudo fiscale?
Lo scudo costa il 5% del capitale rimpatriato e assicura un’immunità di 5 anni.
Rientreranno in Italia circa 300 miliardi di euro, che daranno un gettito di 15 miliardi. Applicando agli stessi capitali l’aliquota normale, il gettito sarebbe stato di circa 120 miliardi: lo scudo genera un buco di bilancio di oltre 100 miliardi.

Lo scudo fiscale è anche una sanatoria per reati penali?
Sì. Anche reati che prevedevano fino a 6 anni di reclusione sono protetti dallo scudo. Ecco qualche esempio: dichiarazione fraudolenta o infedele con uso di fatture false; occultamento o distruzione di documenti contabili; falsità materiale e ideologica; falsità in registri, in scrittura privata, uso di atto falso; uso di false comunicazioni sociali anche in danno alle società.

Perché lo scudo fiscale garantisce agli evasori l’anonimato?
Il rimpatrio avviene attraverso intermediari come banche e Poste Italiane, che garantiscono l’anonimato del soggetto interessato. Per agevolare l’accesso allo scudo, gli intermediari non devono più segnalare le operazioni sospette.

Lo scudo fiscale consente, quindi, il rientro dei capitali illeciti ed è un’offesa all’onestà di chi paga le tasse e alla professionalità dei lavoratori pubblici.

Lo scudo premia gli evasori che possono riportare in Italia capitali illegali occultati al fisco pagando un’imposta dell’1% annuo con l’assicurazione dell’anonimato. Permette di “lavare” i capitali frutto di attività illecite ed è un invito ad evadere le tasse in attesa del prossimo condono.

Invitiamo le lavoratrici e i lavoratori del Ministero dell’Economia e delle Finanze a firmare questo appello a difesa del fisco e dei diritti di tutti i lavoratori pubblici.

Le firme raccolte saranno inviate alla Presidenza del Consiglio, ai gruppi parlamentari di Camera e Senato e al Ministro dell’Economia e Finanze.

I Lavoratori del pubblico impiego le porteranno in corteo a Roma, in occasione dello sciopero dei lavoratori pubblici il 23 ottobre 2009.

Se volete segnalare un collega al quale far pervenire le nostre informazioni sindacali, cliccate iscrivi e poi INVIA.

RdB/CUB MEF è anche su FACEBOOK e su YouTube !

Coordinamento Nazionale Ministero dell’Economia e delle Finanze
Via XX Settembre n.97 – 00187 – ROMA – piano terra, scala A, stanza n. 716
tel. 0647616129/6130 – fax 06233208972/0647614356/4369

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