Il territorio reggiano si è sempre contraddistinto per una spiccata attenzione alle problematiche energetiche locali e, pertanto, dalla conseguente aspettativa di un’efficace presenza, guida e supporto agli adempimenti e alle opportunità offerti dalla normativa sulle accise.
Reggio è da sempre ritenuta punto di riferimento nazionale per aver realizzato, sin dal 1979, la più organica e completa rete di teleriscaldamento urbano in Italia, anche se qualche anno dopo il primo esempio di Torino nel 1961 e Brescia nel 1972.
Tale sensibilità verso i più efficienti modelli energetici fruibili da quanti più vasti settori produttivi, a beneficio di sempre più ampie aliquote di popolazione residente, è proseguita con un crescente numero di progetti caratterizzati, da una parte, dalla decrescita dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti e, dall’altra, dalla crescita della produzione energetica da fonti rinnovabili.
In tali realizzazioni – attente al contenimento dei consumi energetici degli
edifici e alla loro riqualificazione, ai progetti di “calore pulito”, alla bioarchitettura e domotica e alla generazione energetica distribuita oltreché alla razionalizzazione energetica del settore trasporti – grandi ruoli sono stati via via assegnati sia all’industria, per il risparmio energetico e la limitazione delle emissioni di gas ad effetto serra, e sia al sistema agro-forestale, per la valorizzazione delle fonti rinnovabili e delle biomasse endogene nell’impresa agricola.
Sempre più diffuso quindi l’impiego di cogeneratori ad olio di colza o girasole, da biogas da digestione anaerobica di liquame suino e bovino, da biogas da fermentazione anaerobica a secco con biomasse da sfalci, fogliame e altre colture, da olio di palma o jatropha, cogeneratori per syngas mediante dissociazione molecolare (gassificazione) di sostanze legnose, impianti fotovoltaici con pannelli a film sottile, geotermia a bassa entalpia, impianti di trigenerazione anche per la refrigerazione e l’impiego di celle a combustibile.





